Fabio Marullo racconta la propria ricerca artistica durante la quarantena

Continua con Fabio Marullo un racconto in trincea dalle case dei grandi artisti. Su cosa stanno lavorando? Come stanno trascorrendo questo momento? Come questo clima interviene sulla loro ricerca?”. Le risposte in questi piccoli video

Fabio Marullo - Cap. 1 La sospensione / Chpt. 1 Suspension - still video
Fabio Marullo - Cap. 1 La sospensione / Chpt. 1 Suspension - still video

Come Artribune stiamo lavorando il più possibile in questi giorni per fare un’informazione civica e di servizio nei confronti dei nostri lettori e in sostegno al nostro settore, come altri molto colpito. Oltre a informare le persone e ad incoraggiarle a rispettare le prescrizioni sanitarie, stiamo cercando anche di offrire loro contenuti utili ed interessanti per passare nella maniera migliore il tempo in casa, distraendosi ma anche riflettendo. Come sempre gli artisti sono coloro che ci indicano la strada e che precorrono i tempi. Per questo stiamo ponendo proprio a loro una domanda semplice semplice: “su cosa stanno lavorando? Come stanno trascorrendo questo momento? Come questo clima interviene sulla loro ricerca?”. Abbiamo chiesto loro inoltre di risponderci tramite dei piccoli video.

Fabio Marullo – Cap. 1 La sospensione / Chpt. 1 Suspension from Stefano Totaro on Vimeo.

IL VIDEO DI FABIO MARULLO

Ci risponde così Fabio Marullo: “è da qualche tempo che ho preso coscienza di come la sospensione che contraddistingue il nostro quotidiano, influenzi sicuramente il mio lavoro.  La sospensione di cui parlo è al tempo stesso pittorica e metaforica. In generale tutti potremmo essere spiazzati, adesso più che mai, spaventati rispetto a qualcosa o qualcuno che all’improvviso cambia le logiche del nostro esistere, tutti sappiamo di come l’inaspettato ci sfidi, ci interroghi lasciandoci indifesi, chiedendoci di essere diversi. So, di non dire niente di nuovo, ma forse vale la pena riflettere su questa condizione. Sto provando a farlo in questo tempo, mediante la realizzazione di un nuovo gruppo di dipinti e concentrandomi in particolare sul valore dell’immagine da restituire, sul come realizzare il lavoro.

FIGURATION PLANTS

Dalla fine del 2016 mi sto dedicando a Figuration Plants, un progetto di ricerca che – per durata e natura – mi ha inaspettatamente costretto a cambiare più volte la mia direzione. In fondo ho capito meglio qualcosa che non credevo di sapere già: sono giunto ad un luogo inatteso, cioè l’opposto di ciò che aspettavo e che in fondo desideravo e speravo. L’attesa come una forma di inazione vigilata, un rinvio che significa guardare insistentemente a qualcosa, oppure metaforicamente assomigliare alla fortuna di chi riesce a vedere lo spettacolo sublime e assai raro della fioritura delle piante apocarpiche, cioè quelle che fioriscono sul finire del loro ciclo di vita.

I semi della fioritura appaiono e vivono.

Su dipinti ad olio su lino o su lavori pittorici installativi che sto pensando di costruire, di progettare adesso, è come se stessi magicamente partecipando allo spettacolo lento della fioritura.In cui lo sguardo segue la logica sospesa, tra la percezione delle forme quando sei lontano dal dipinto e l’astrazione invece quando ne sei vicino.  In fondo ciò che m’interessa è restituire con questi paesaggi nuovi, paesaggi di montagna o scorci in cui vivono queste piante, l’idea che continua a tornare insistentemente tra il concetto del pieno e del vuoto, quale rivelazione della condizione di sospensione che viviamo, momento esperito in cui s’apprende che la quiete, il silenzio, l’attesa,  (e ahimè in certi casi anche il dolore e la trasformazione fisica), altro non sono che la manifestazione di un equilibrio costante e sotteso alle nostre esistenze in cui niente è mai assolutamente vuoto, ne’ mai assolutamente pieno, ma tutto in divenire…fino alla fioritura o possibilmente a un nuovo principio.

-Santa Nastro

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.