Artribune Podcast: il monologo al telefono con l’artista Gianni Dessì

Continua l’indagine di Donatella Giordano sugli artisti italiani. Il prossimo episodio dei monologhi al telefono via podcast è con Gianni Dessì

Gianni Dessì
Gianni Dessì

Un telefono squilla, un grande artista risponde. Oggi a parlare è l’artista Gianni Dessì(Roma, 1955), grande sperimentatore della materia che tra la metà degli Anni Settanta e gli inizi degli Anni Ottanta dà vita – insieme a Domenico Bianchi, Bruno Ceccobelli, Giuseppe Gallo, Nunzio Di Stefano, Piero Pizzi Cannella e Marco Tirelli– alla Scuola di San Lorenzo. Si diploma all’Accademia di Belle Arti con Toti Scialojanel 1976 – artista poliedrico riconosciuto da sempre per la sua grande autorevolezza – iniziando da lì a poco una ricerca che lo porta a sconfinare: sin dagli esordi, infatti, i suoi dipinti non appaiono costretti entro i confini della tela ma si espandono oltre i limiti canonici, rompendo la frontalità del quadro.

Ascolta “Gianni Dessì – Monologhi al Telefono a cura di Donatella Giordano” su Spreaker.

GIANNI DESSÌ: LE CAMERAE PICTAE

Nel suo monologo individua un punto di svolta decisivo nella sua ricerca artistica che riconduce al 1987, quando realizza “Punto a capo”, un lavoro che, dice: “voleva essere un momento di frattura da un prima per aprire un nuovo capitolo, e quel colore mi è servito proprio per affacciarmi su un’altra dimensione”. Il giallo, infatti, è il colore che più caratterizza la cifra stilistica dell’artista, in grado di materializzare la luce e di invadere gli spazi circostanti al punto di alterarne la percezione. Con le “Camerae Pictae” crea esperienze sensoriali dove lo spazio dell’opera diventa il luogo della rivelazione, in cui poter proiettare desideri, ambizioni, ansie, paure. 

GIANNI DESSÌ: L’IMPEGNO FILANTROPICO CON #DAIUNSEGNO

A me piace rincorrere quell’idea dell’arte, della pittura, come un fatto totale” – dice, – “di una chiamata alla presenza assoluta di spirito, per cui quando si è in relazione, in rapporto, si è parte di un evento, ha un suo tempo che impone”. Membro del Consiglio di Presidenza dell’Accademia Nazionale di San Luca, è attualmente impegnato con l’iniziativa “#DaiUnSegno”,una campagna di raccolta fondi a favore della Protezione Civile.

Donatella Giordano

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Donatella Giordano
Nata in Sicilia, vive a Roma dal 2001. Ha studiato presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, dove nel 2006 ha conseguito il diploma di laurea con una tesi che approfondiva la nascita dei primi happening e delle azioni performative viennesi degli anni Sessanta, fino alle controverse ricerche della Body Art degli anni Novanta. Un lavoro che ha poi portato avanti con integrazioni o interviste pubblicate, come quelle rilasciate da Stelarc, Orlan e Franko B. Dopo aver conseguito l'abilitazione, dal 2008 insegna Storia dell'Arte e Disegno in una scuola pubblica. Nell'ambito del progetto 100% Periferia ha curato mostre al Palazzo delle Esposizioni di Roma, Scuderie Aldobrandini di Frascati, Farm Cultural Park di Favara, Metropoliz di Roma. Nel 2012 ha curato la prima edizione del Digital Live della Fondazione Romaeuropa, inaugurando la sezione "Talks". Nel 2013 è stata Assistant Curator per il progetto "Joan of Art: Towards a Free Education" presso il Macro di Roma e la Gervasuti Foundation di Venezia. Ha pubblicato il catalogo “Quadratonomade, opere d’arte in scatola per un museo itinerante” edito da Gangemi. Nel 2020 ha co-curato una mostra al Museo Carlo Bilotti di Roma. Scrive per Artribune dal 2014, dove dal mese di aprile 2020 ha inaugurato la sezione Podcast con la rubrica "Monologhi al Telefono".