Disavventura per l’artista Federico Solmi. Torna dall’Italia e a New York lo mettono in quarantena

Il noto artista bolognese, da anni a New York, è stato nel nostro paese per alcuni appuntamenti di lavoro. Una volta tornato a New York, benché in perfetta salute, è stato spedito in quarantena. E adesso è costretto a dormire nel suo studio. Tutta la storia

Federico Solmi nel suo studio
Federico Solmi nel suo studio

In assenza di cure e vaccini, le uniche armi che abbiamo contro un virus sconosciuto sono quelle medievali: isolamento, tracciamento dei contatti, quarantena più o meno volontaria. E proprio di quarantena parliamo riferendoci alla storia di Federico Solmi che la scorsa settimana è stato in Italia alcuni giorni sbarcando a Fiumicino proprio mentre stava partendo la fobia da Coronavirus dovuta alla scoperta del cosiddetto “paziente 1” a Codogno. Ma sentiamo cosa ci racconta Federico.

Perché sei venuto in Italia?
Sono arrivato a Roma Sabato 22 Febbraio per incontrare alcune persone addette ai lavori. Avevo pianificato un viaggio di 6 giorni in Italia piuttosto intenso. Sarei partito da Roma, Napoli, Firenze, Bologna, Milano, e poi rientrato nella mia Bologna il venerdì 28 Febbraio…

Perché dici “sarei”?
Dico “sarei” perché le cose sono cambiate decisamente!

Alla fine non è andata così…
Eh no. Purtroppo non è andata così per niente perché appena sono arrivato è scoppiata la faccenda Coronavirus.

Federico Solmi, studio e opere
Federico Solmi, studio e opere

Cosa sei riuscito a fare?
A Roma mi dovevo vedere con un curatore della città che ho incontrato nel mio studio a New York per discutere alcune idee per un possibile  evento museale in città. Poi ho visto un’editore romano per buttare giù delle idee per una nuova pubblicazione molto interessante. E poi per vedere alcuni collezionisti che seguono il mio lavoro e sono sempre curiosi di sapere che cosa sto preparando.

Ad un certo punto mentre eri qui sono iniziate ad arrivare le notizie. Che hai pensato?
Sabato 23 mattina la situazione è degenerata al Nord Italia con la news della  chiusura delle scuole, degli stadi e le notizie sulla moltiplicazione dei casi del virus. Vedevo che c’era panico e ho realizzato che ero nei pasticci perché il mio volo di ritorno era da Milano.

Dall’America che dicevano?
Ho iniziato a ricevere telefonate e email da famiglia ed amici di New York che erano molto preoccupati. A quel punto ho incominciato ad avere paura di non potere rientrare a Nyc. Ho fatto anche un pensiero di prendermi uno studio a Roma perché mi ero persuaso che mi avrebbero boccato per dei mesi in Italia no accettandomi più negli Stati Uniti

Hai poi dovuto cambiare tutti i programmi!?
Certo. Cancellate tutte le mie tappe al Nord e anche il mio viaggio a Napoli perché anche i treni venivano bloccati. Ho cambiato piani e ho comprato un nuovo volo Roma – New York con rientro anticipato per mercoledi 26 invece che venerdì 28 sperando che la situazione non degenerasse anche a Roma. Alla fine ho deciso di passare le mie due ultime giornate a fare il turista a Roma: ho visto anche Le Stanze di Raffaello, gli Arazzi e la Cappella Sistina!

E poi sei ripartito. All’arrivo ci sono stati problemi essendo tu cittadino italiano e non americano?
Sono partito da un aeroporto di Fiumicino quasi deserto. Surreale. Comunque poi all’arrivo nessun particolare problema all’aeroporto. Sorprendentemente nessun extra controllo.

A questo punto sei arrivato a casa…
Quando ho riacceso il mio cellulare ho trovato un numero inusuale di messaggi da alcuni miei assistenti di studio, vicini di casa, amici che mi chiedevano se ero rientrato New York

Beh, che gentili, che premurosi…
Già, anche io pensavo si preoccupassero per me. In realtà erano preoccupati per loro! Si erano mezzi convinti che stavo tornando in Italia col virus e che sarei stato il paziente numero 1 negli States. Sono atterrato all’aeroporto JFK nel momento di maggiore paranoia mediatica questo è il fatto.

Federico Solmi e il lettuccio gonfiabile nello studio per la quarantena
Federico Solmi e il lettuccio gonfiabile nello studio per la quarantena

Insomma hai dovuto tener conto della paura di tutti…
Proprio così. Per evitare alla mia famiglia, figli e moglie di essere tagliati fuori dal mondo ho deciso che per 15 giorni mi sarei messo in auto quarantena nel mio studio a Bushwick, ben lontano da casa.

Beh, almeno lavorerai sodo no!?
Magari! Naturalmente anche i miei assistenti mi hanno detto arrivederci fra 15 giorni. Su 6 collaboratori solo 1 è rimasto, perché anche lui come me è stato in Italia del Nord circa un mese fa. Magari mi prenderò il virus da lui, sarebbe il colmo!

Insomma, una disavventura…
Non troppo dai: devo dire che non si sta poi cosi male in quarantena circondato da tutte le mie opere che sto per completare per diverse mostre museali qui in America. Anzi mi incomincia a piacere!

Che mostre stai preparando approfittando di questa situazione?
Diverse mostre museali e in sedi universitarie negli Stati Uniti. il 3 settembre inauguro una mostra personale presso il Tucson Museum of Art in Arizona, subito dopo il 15 settembre una mostra personale al The Block Museum a Chicago. Il 7 Novembre mostra personale presso la Rowan University Gallery, nel New Jersey. E il 2 Aprile inauguro una mostra personale presso la Amilie A. Wallace Gallery Suny College a New York. Sono progetti molto complessi ed impegnativi, con grandi installazioni di opere pittoriche, video, installazioni di sculture, disegni ma anche con progetti in cui utilizzo tecnologie come la realtà aumentata, realtà virtuale, e video installazione. E poi ci sono le mostre collettive e le fiere. Insomma forse anche senza quarantena due settimane confinato nello studio ci dovevo stare lo stesso!

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