Muore a Todi a 97 anni Beverly Pepper, tra le più grandi scultrici del Novecento

L’artista nata a Brooklyn e trasferitasi oltre cinquant’anni fa nella città umbra era conosciuta a livello internazionale per le sue installazioni monumentali e opere di Land Art, in un delicato equilibrio tra materia, forme e poesia

Beverly Pepper - veduta della mostra presso il Museo dell'Ara Pacis, Roma 2015
Beverly Pepper - veduta della mostra presso il Museo dell'Ara Pacis, Roma 2015

È morta a Todi a 97 anni Beverly Pepper, scultrice americana nota fin dagli anni Sessanta per le sue sculture monumentali e architettoniche in ferro, acciaio e pietra. La città di Todi – che per oltre cinquant’anni è stata la casa dell’artista, diventandone intanto cittadina onoraria – lo scorso settembre aveva dedicato a Pepper il primo parco monotematico di scultura contemporanea in Umbria, nonché il primo al mondo intitolato proprio all’artista.

Beverly Pepper, Trevignano, 1970. Photo © Auro e Celso Ceccobelli
Beverly Pepper, Trevignano, 1970. Photo © Auro e Celso Ceccobelli

BEVERLY PEPPER. LA VITA, LA SCULTURA, L’ITALIA

Nata a Brooklyn nel 1922, Beverly Storr Pepper nel corso della sua vita ha vissuto e lavorato tra New York e Todi. Allieva di André Lothe e Fernand Léger, studia design pubblicitario, fotografia e design industriale all’Art Students’ League a Brooklyn e, a partire dagli anni Quaranta, all’Académie de la Grande Chaumière di Parigi. Durante il suo soggiorna in Europa visita l’Italia e Roma, dove incontra lo scrittore e giornalista Curtis Bill Pepper, suo futuro marito. Il suo esordio nel mondo dell’arte avviene con la pittura: la sua prima mostra si tiene a Roma, nel 1952, alla Galleria dello Zodiaco di Roma, con presentazione di Carlo Levi. Negli stessi anni, Pepper frequenta l’ambiente artistico capitolino, tra cui Achille Perilli, Pietro Consagra, Piero Dorazio, Giulio Turcato del Gruppo Forma1. Il “passaggio” dalla pittura alla scultura avviene nei primi anni Sessanta: un viaggio in Cambodia sarà per Pepper ispirazione per sperimentare e realizzare forme in legno e argilla. La sua prima mostra da scultrice risale al 1961, a New e a Roma alla Galleria Pogliani, con presentazione di Giulio Carlo Argan.

I Martedì Critici – Beverly Pepper from Artribune Tv on Vimeo.

BEVERLY PEPPER. GLI ANNI SETTANTA E LE OPERE MONUMENTALI

Alla fine degli anni Sessanta Beverly Pepper inizia a creare opere ambientali, in cui utilizza erba, sabbia e fieno; tra il 1971 e il 1975 realizza il suo primo progetto ambientale a Dallas, Dallas Land Canal and Hillside. Nel 1972 partecipa alla 34. Biennale di Venezia e si trasferisce definitamente a Todi, dove nella propria residenza costruisce il suo atelier. Tra il 1974 e il 1976 realizza una delle sue prime opere di Land Art, Amphisculpture, in New Jersey, e nel 1977 espone alla documenta 6 di Kassel. Nel 1998 realizza l’installazione al Forte Belvedere. Le sue sculture ambientali si contraddistinguono per le forme geometriche, lineari e allo stesso tempo maestose, eppure in dialogo e continuità con lo spazio circostanze, come parte integrante di un dialogo che coniuga materia, natura e spiritualità. Tra le sue opere più note sono le Todi Columns, totem alti tra gli 8 e i 12 metri installati per la prima volta nella Piazza del Popolo di Todi nel 1979, reinstallate poi nel 2019: “le Todi Columns furono un evento unico per quel tempo e sono rimaste nella memoria dei cittadini che ancora, quando mi incontrano per strada, mi fanno domande su quel momento, sulle sculture e mi dicono non eravamo pronti, non avevamo capito… Vorrei dare alla città di Todi una memoria delle sue esperienze, una continuità. Per questa ragione le colonne sono state rifabbricate e verranno installate nuovamente nella piazza dopo quarant’anni”, spiegava l’artista in occasione della reinstallazione delle sue sculture. Le Todi Columns, dopo il 1979, sono state esposte anche a Washington, New York, Venezia, Firenze. Tra le opere dell’artista citiamo inoltre i Circles, esposti nel 2014 al Museo dell’Ara Pacis a Roma, e Amphisculpture, un teatro all’aperto di 3000 metri quadrati, il più grande del centro-sud Italia, creato e donato da Beverly Pepper alla città all’Aquila nell’ambito del progetto Nove artisti per la Ricostruzione.

IL PARCO BEVERLY PEPPER A TODI 

“Il Parco è come una grande porta, che cela tante possibilità a coloro che vorranno aprirla. Sento di aver dato alla città una nuova energia, sento di aver trasmesso coraggio e vitalità. Molte delle mie opere monumentali vanno verso il cielo, cercano un legame con il paesaggio. Mi piacerebbe che accompagnino chi le guarda verso questa sensibilità, la percezione dello spazio che penetra l’osservatore attraverso la materia, la natura e la storia”. Con queste parole Beverly Pepper commentava, lo scorso settembre, l’inaugurazione del “Beverly Pepper Park” a Todi, dedicato alla scultura contemporanea. Qui si trovano una copia delle Todi Columns, oltre a numerose altre opere che ripercorrono la sua lunga carriera: sculture in acciaio corten, inox, ferro e marmo dialogano quasi magicamente con il paesaggio, reinventando nuovi scenari e nuovi racconti, tra monumentalità e delicatezza poetica.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.