Mettere in dubbio l’identità: la mostra di Anna Raimondo a Roma

AlbumArte, Roma – fino al 29 febbraio 2020. Anna Raimondo escogita un linguaggio collettivo per offrire un’occasione di confronto e dialogo attorno a temi come l’identità e il senso di comunità.

Anna Raimondo, Nada que declarar, 2019, particolare, installation view at AlbumArte, Roma 2020. Photo Sebastiano Luciano. Courtesy AlbumArte
Anna Raimondo, Nada que declarar, 2019, particolare, installation view at AlbumArte, Roma 2020. Photo Sebastiano Luciano. Courtesy AlbumArte

Senza mai esporsi troppo, pur spogliandosi dell’enorme fardello del giudizio, Anna Raimondo (Napoli, 1981) affronta tematiche diverse che confluiscono in alcuni punti chiave: mobilità, appartenenza, identità. “Un percorso eterogeneo che però ha un filo conduttore abbastanza invisibile ma coerente: mettere in dubbio l’identità e la necessità di definirsi se questa definizione possa far emergere la necessità di prevaricare altre definizioni o altre identità. Il dubbio diventa in questo modo un campo di possibilità, uno spazio di accoglienza delle differenze”, ci racconta Marco Trulli, il curatore della mostra. L’artista, abituata a relazionarsi con diverse comunità multietniche, utilizza un approccio sempre corale per non imporre mai un personale punto di vista, facendo così emergere il pensiero della collettività.

UN FINTO PARTITO ELETTORALE

L’opera che dà il titolo alla mostra – Fronte Nazionale Naso Partenopeo – è stata pensata per diventare una performance pubblica. Per ora sono state esposte solo alcune parti di un più ampio progetto che simula l’attività di propaganda di un ipotetico partito elettorale, con tanto di manifesti e volantini. “Realizzare delle bonifiche per uno sviluppo sostenibile del territorio nel Sud Italia, che ne valorizzi la bellezza” e “Introdurre e realizzare una legge sulla trans-lesbo-omofobia che riconosca e punisca le violenze fatte a persone non binarie” sono solo alcuni degli otto punti del programma del partito, riunito sotto al caratteristico naso di stampo partenopeo.

Anna Raimondo, Fronte Nazionale Naso Partenopeo, 2020, particolare, installation view at AlbumArte, Roma 2020. Photo Sebastiano Luciano. Courtesy AlbumArte
Anna Raimondo, Fronte Nazionale Naso Partenopeo, 2020, particolare, installation view at AlbumArte, Roma 2020. Photo Sebastiano Luciano. Courtesy AlbumArte

TRA SUONI E IMMAGINI

Le altre opere che compongono l’esposizione, costituite dai principali linguaggi che caratterizzano il lavoro dell’artista (audio, immagini, video e performance), affrontano tematiche come la diversità culturale e i diritti delle donne e delle comunità LGBT. La serie di foto identikit Nada que declarar mostra il corpo nudo dell’artista con un megafono al pube che, se da una parte (amplificandone i suoni) rappresenta il silenzio come strumento di rivoluzione e di riappropriazione del proprio corpo, dall’altra allude a una forma fallica.
Nel dubbio, invece, mostra l’artista mentre indossa amuleti portafortuna appartenenti a culture diverse, prima singolarmente poi insieme, facendoli coesistere sul proprio corpo. Derrière la mer restituisce, infine, l’idea del mare attraverso uno spartito composto da testi estratti dalla Bibbia e dal Corano che si legano all’idea di mare come presente universale. L’operazione diventa uno strumento di indagine collettiva tradotta in un prodotto audio, cantato da un baritono e da un soprano, che dialoga con una stanza immersa in una luce blu.

Donatella Giordano

Evento correlato
Nome eventoAnna Raimondo - Fronte Nazionale Naso Partenopeo
Vernissage16/01/2020 ore 18,30
Duratadal 16/01/2020 al 29/02/2020
AutoreAnna Raimondo
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoALBUMARTE
IndirizzoVia Flaminia 122, 00196 - Roma - Lazio
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Donatella Giordano
Nata in Sicilia, vive a Roma dal 2001. Ha studiato presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, dove nel 2006 ha conseguito il diploma di laurea con una tesi che approfondiva la nascita dei primi happening e delle azioni performative viennesi degli anni Sessanta, fino alle controverse ricerche della Body Art degli anni Novanta. Un lavoro che ha poi portato avanti con integrazioni o interviste pubblicate, come quelle rilasciate da Stelarc, Orlan e Franko B. Dopo aver conseguito l'abilitazione, dal 2008 insegna Storia dell'Arte e Disegno in una scuola pubblica. Nell'ambito del progetto 100% Periferia ha curato mostre al Palazzo delle Esposizioni di Roma, Scuderie Aldobrandini di Frascati, Farm Cultural Park di Favara, Metropoliz di Roma. Nel 2012 ha curato la prima edizione del Digital Live della Fondazione Romaeuropa, inaugurando la sezione "Talks". Nel 2013 è stata Assistant Curator per il progetto "Joan of Art: Towards a Free Education" presso il Macro di Roma e la Gervasuti Foundation di Venezia. Ha pubblicato il catalogo “Quadratonomade, opere d’arte in scatola per un museo itinerante” edito da Gangemi. Nel 2020 ha co-curato una mostra al Museo Carlo Bilotti di Roma. Scrive per Artribune dal 2014, dove dal mese di aprile 2020 ha inaugurato la sezione Podcast con la rubrica "Monologhi al Telefono".