Lo strano caso della (non) mostra di Britney Spears in Francia

Tre anni fa il suo primo quadro floreale era stato venduto a 10 mila dollari, andati in beneficenza. Una piccola galleria francese (la “Galerie Sympa”, non a caso) ha usato l’episodio per millantare l’apertura di una mostra della cantante nel suo spazio. Ma era una bufala.

Britney Spears, Femme Fatale Tour (Toronto) Via Wikipedia
Britney Spears, Femme Fatale Tour (Toronto) Via Wikipedia

Sul web e sui social sta circolando in questi giorni un video di pochi secondi che ritrae la popstar americana sul porticato della sua bella dimora di Los Angeles, dipingendo “en plein air”. Un po’ Barbizon, un po’ naive, rilassata e discinta nella sua camiciona chiara, si mostra alle prese con un quadro messo su un cavalletto mentre corre una melodia di Mozart in sottofondo. Il video risale in realtà al 2017, quando Britney Spears realizzava il suo primo quadro destinato a un’asta di beneficenza. Proprio quest’ultimo è stato utilizzato dalla Galerie Sympa (forse già dal nome dovevamo capire molte cose!) per promuovere una mostra che non esiste e dare vita a un vero “caso Britney”, smontato poco fa dalla BBC. Il canale inglese, infatti, era stato tra i primi a cadere nella trappola, seguendo le orme dei post entusiastici apparsi sulla pagina Instagram della galleria francese. Ma l’operazione è stata smascherata nel pomeriggio del 14 gennaio, quando un portavoce della popstar americana ha contattato personalmente la redazione, spiegando che non c’era nessuna mostra in programma per la Spears. Stando a quanto riporta ArtNet, la testata avrebbe poi chiesto spiegazioni alla galleria, sentendosi rispondere un criptico “noi lavoriamo solo con i giornalisti che vengono a trovarci, in carne e ossa”. E qui casca l’asino.

LA MOSTRA DI BRITNEY SPEARS

Sometimes you just gotta play!!!!!!, l’acclamata mostra di Britney, avrebbe dovuto aprire i battenti sabato 18 gennaio 2020, mentre per quanto riguarda la data di chiusura si segnalava un generico Until the end of time. Tutto questo, presso la Galerie Sympa di Figeac, placida cittadina dell’Occitania di 10 mila anime. Sulla sua pagina Instagram, intanto, è apparso stamattina un nuovo post, che mostra una fanzine firmata Cédric Fargues, co-direttore della galleria. Il titolo è …Baby one more time sometimes (you drive me) crazy oops…! i did it again – fanzine – 2010 e presenta al suo interno alcuni collage un po’ trash di Britney e altre celebrities. Che questa promozione pubblicitaria abbia avuto il successo sperato?

BRITNEY SPEARS PITTRICE

Per un attimo è stato bello crederci, anche se alla fine l’effetto è stato quello di spezzare i cuori dei fan della paladina del pop dei primi anni 2000, o almeno di coloro che speravano di incontrarla tête-à-tête a una vernice. Britney effettivamente aveva fatto una timida entrée nel mondo dell’arte: il suo quadro del 2017 non era stato esente da critiche – raffigurava alcuni fiori avvolti da un turbinio di linee – ma, andato in asta, era stato acquistato dal giornalista e presentatore televisivo inglese Robin Leach per 10 mila dollari, destinati ai feriti e ai familiari delle vittime coinvolte nella strage di Las Vegas (accaduta nell’ottobre dello stesso anno, quando un fanatico ha iniziato a sparare a raffica dal 32esimo piano di un hotel sulla folla radunatasi per una manifestazione di musica country). “I fiori nella mia pittura rappresentano un nuovo inizio, ed è quello lo spirito con cui andare avanti“, aveva detto dopo aver superato un periodo segnato da un divorzio, una dura battaglia legale per la custodia dei figli e, in cima a tutti gli scandali, un di ricovero in una clinica specializzata per la salute mentale, da cui era scaturito l’hashtag #FreeBritney.

  • Giulia Ronchi

http://galerie-sympa.fr/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.