Carnet de voyage. Roberto Di Costanzo a Roma

Studio/Atelier Roberto Di Costanzo, Roma – fino al 25 gennaio 2020. Un viaggio onirico e visionario alla ricerca del bello nell’arte, dove inchiostro e gessetto si fondono in un’eleganza tutta passionale seppur dal tratto deciso e nervoso. Un atelier che inaugura con questa retrospettiva un mood espositivo attuale e innovativo.

Roberto Di Costanzo, Milano, Villa Necchi Campiglio
Roberto Di Costanzo, Milano, Villa Necchi Campiglio

Ogni città visitata rivive in un disegno: un omaggio a momenti, stralci di vita, legami affettivi, fascinazioni, ricordi. Dopo anni di scenografia e costume al Centro Sperimentale di Cinematografia con il maestro Piero Tosi, Roberto Di Costanzo (Formia, 1985; vive a Roma) ritorna alla sua passione per l’architettura e la sublima in un viaggio progettuale che unisce simbolicamente tre grandi città in cui ha vissuto e operato: Parigi, Milano, Roma. Un carnet de voyage molto contemporaneo, ma non solo questo. La vena nostalgica del viaggio rivive nella grafica pulita, nelle linee essenziali del disegno, nelle vibrazioni della china. La vera essenza di questo grand tour risiede in una propensione al bozzetto, quasi cinematografico. Molti disegni sono confluiti nelle Editions Nomades, raccontando visivamente le città di Roma e Parigi.
Via Giulia diventa il fulcro e la protagonista di un’esperienza artistica totalizzante curata da Stefania Vaghi. La passeggiata simbolica abbraccia alcuni dei principali quartieri romani: Coppedè, EUR, centro storico. Ma le illustrazioni continuano raccontando anche le eccellenze milanesi: il rinascimento meneghino con la storica facciata della Casa degli Omenoni, la Pinacoteca di Brera e il Duomo.

Roberto Di Costanzo, Parigi
Roberto Di Costanzo, Parigi

LE OPERE DI ROBERTO DI COSTANZO E L’ATELIER

Un itinerario che, in maniera del tutto surreale, contempla anche molte vedute parigine, a volte confondendole con la bellezza della Città Eterna. Un connubio architettonico e una fusione intellettuale che sulla carta prende vita in maniera concreta e credibile. Così le cupole romane si con-fondono con quelle parigine, quasi come fossimo in un sogno dove tutto diventa possibile. Trinità dei Monti, Notre-Dame, la Tour Eiffel, Versailles, la cupola di San Pietro, Les Invalides si prestano a un gioco infinito di contaminazioni grafiche che le avvicina geograficamente in una singola area: il disegno. L’atelier, di recente inaugurazione, affianca alla sezione principale tutto un percorso totalizzante che racconta la metamorfosi dell’artista. In mostra venti opere provenienti da prestigiose gallerie italiane e straniere, La Sabliere, Piazza di Pietra, SpazioCima e Maiocchi 15, nonché alcune collezioni private. Si ha l’impressione di essere immersi in una fucina creativa dove l’arte non solo si fruisce ma si crea. In atelier avvengono infatti sessioni di disegno dal vivo, incontri e percorsi che vedono l’arte come una maniera concreta di produzione di nuove idee e stimoli. Si respira l’odore della materia prima, sia essa carta o gessetto, insieme alla profonda consapevolezza di trovarsi in un luogo dove anche lo spettatore più distratto può riuscire in qualche modo a emozionarsi.

Michele Luca Nero

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AutoreRoberto Di Costanzo
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Michele Luca Nero
Michele Luca Nero (Agnone, 1979), figlio d’arte, inizia a dipingere all’età di sei anni. Una passione ereditata dal padre, Francesco, insieme a quella teatrale acquisita dal nonno, Valentino, poeta e drammaturgo riconosciuto a livello internazionale. In pochi anni ha curato e realizzato numerose mostre, tra cui alcune personali. Un successo di pubblico che lo ha accompagnato anche nelle performance teatrali, non senza un'esperienza come ufficio stampa. Appassionato di cultura e società ma dotato di uno spiccato senso critico. Curioso, perfezionista, esteta. Forse a causa della sua innata passione per la musica, per la quale vanta oltre ad una laurea in etnomusicologia, anche studi musicali di pianoforte. Ha maturato esperienze nell'insegnamento e nella trascrizione musicale apportando un decisivo contributo alla salvaguardia del patrimonio di tradizione orale delle melodie della sua terra di origine. Vivace sperimentatore nel campo della pittura è alla costante ricerca di sempre nuovi linguaggi espressivi. Sostenitore del collage cerca da sempre di unire tradizione e modernità, con un ricorrente accenno al mondo del sacro, sua costante ossessione. La formazione teatrale ha influito notevolmente sulla sua concezione del corpo (figura), dello spazio e della materia. Nelle sue opere prevale sempre un carattere deciso, vuoi nel colore che nella definizione del soggetto: eleganza nella postura, espressività delvolto. Ha frequentato un corso di mimo e uno di portamento e passerella. In qualità di illustratore ha pubblicato “Matteo e il viaggio nel meraviglioso mondo dei libri” (2009) e “Gigì le coiffeur et la maison de beauté” (2011) per la Edigiò. È direttore responsabile del magazine CU.SP.I.D.E. (cultura, spettacolo, intrattenimento, divagazioni artistiche, etno-gastronomia). Dal 2011 fa parte dello staff redazionale di Artribune.