A Milano torna il Festival della Peste! Al centro vecchiaia, memoria e corpo in cambiamento

La creatività è virale e non conosce etichette: ecco che la Fondazione Il Lazzaretto porta in città quattro giorni di appuntamenti con danzatori, artisti e performer. 

Volto Manifesto
Volto Manifesto

Una volta chi veniva contagiato dalla peste veniva messo in quarantena e isolato dal resto della società. Oggi, invece, una fondazione lavora controcorrente, facendo della cultura e delle attività artistiche un virus con cui contagiare tutti. Si tratta della Fondazione Il Lazzaretto, nata a Milano nel 2014 in zona Repubblica, nella stessa area dove un tempo sorgeva l’antico Lazzaretto. Il lavoro che porta avanti per tutto l’anno confluisce nel Festival della Peste! che torna dal 7 al 10 novembre 2019 con la seconda edizione: una quattro giorni dedicata alla contaminazione tra arte, danza, musica e pratiche psico-fisiche. Gli eventi – tra performance, concerti, mostre, conversazioni e laboratori aperti al pubblico – si svolgeranno tra la sede di via Lazzaretto 15 e altri luoghi come ICA Milano, la Casa Museo Boschi di Stefano e la Casa di Riposo Don Leone Porta.

IL FESTIVAL DELLA PESTE!: I TEMI

Al centro di questa edizione c’è un tema inconsueto, che difficilmente viene affrontato in manifestazioni pubbliche o su canali mediatici, ovvero la vecchiaia. Un macro-argomento che funge da punto di partenza per riflessioni più specifiche e filosofiche, come il senso del tempo e l’attuale trasformazione dei modi di percepirlo, le forme della memoria, le trasformazioni dei corpi, delle identità individuali e collettive e i modi di rappresentarli, il valore del passato e della testimonianza in un momento storico ossessionato dal presente e dalla velocità che rischia di dimenticare (a suo discapito). Ad aprire il festival nella serata di giovedì 7 novembre è Volto Manifesto, un video inedito, accompagnato da un Manifesto, dell’attivista per i diritti umani e delle donne Lorella Zanardo, dedicato alla trasformazione del volto nell’era del digitale. “La missione della Fondazione Il Lazzaretto è quella di proporre e sviluppare un metodo di ricerca practice-based, innescando processi di contaminazione”, spiegano gli organizzatori. “L’approccio che Il Lazzaretto adotta in tutte le sue ricerche è infatti il dubbio metodologico: porre domande il più possibile generative, praticare consapevolmente il dubbio come modo per raccogliere risposte plurali e spesso dissonanti che possano, di volta in volta, offrire un osservatorio sul presente e sulle sue trasformazioni”.

IL FESTIVAL DELLA PESTE!: GLI APPUNTAMENTI

Il tema del Festival della Peste! è declinato anche nella tematica del corpo della donna, con la nuova performance del collettivo Radha May When the Towel Drops Vol. 1 Italy su censura e rappresentazione della sessualità femminile nella storia del cinema, frutto di un laboratorio partecipativo ospitato nei mesi scorsi dalla Fondazione Il Lazzaretto; ma anche in quella della letteratura, con un evento dedicato ai temi danteschi a cura del narratore e saggista Gianni Vacchelli. Da quest’anno il festival si espande anche al di fuori dagli spazi della fondazione con lo scopo di attirare la partecipazione della cittadinanza: alla Chiesa di S. Carlo al Lazzaretto – nel cuore di Porta Venezia, al centro del quattrocentesco ex Lazzaretto – si svolgerà la performance e la mostra di Gaia De Megni, vincitrice dell’edizione 2019 del premio Lydia! per artisti under30, promosso dalla fondazione con la mentorship dell’artista Adrian Paci. Una programmazione dall’anima interdisciplinare che vuole tener presente lo statement della Fondazione Il Lazzaretto: “essere una ‘peste’ oggi significa aprirsi alle possibili contaminazioni del mondo”, si legge sul sito ufficiale, “camminare sui confini, forzare il limite con ironia e divertimento, provare a cambiare insieme logica e immaginazione”.

-Giulia Ronchi 

Festival della Peste!
Dal 7 al 10 novembre 2019
Fondazione Il Lazzaretto, Via Lazzaretto 15 Milano
Ingresso gratuito
[email protected]
www.illazzaretto.com

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.