La Biennale di Venezia sta per chiudere. Gli ultimi incontri del programma “Meetings on Art”

La biosfera, il corpo, gli equilibri geopolitici tra paesi occidentali e non, sono i macro-argomenti che affrontano gli artisti partecipanti agli ultimi incontri della 58. Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia. Tra performance, spettacoli e lectures, una guida al programma.

Proseguono le difficoltà per la città lagunare, costretta a far fronte a una situazione di emergenza (qui un report sulla situazione e sui beni culturali colpiti dall’alluvione). La Biennale, che aveva comunicato fin dai giorni scorsi di non aver riscontrato particolari danneggiamenti alle proprie strutture tra Giardini e Arsenale, si avvia al termine della sua 58esima edizione, prevista ufficialmente per domenica 24 novembre. “La Mostra May You Live In Interesting Times dà risalto all’arte che esiste tra categorie e generi convenzionalmente accettati”, spiega il curatore Ralph Rugoff, “e mette in discussione le ragioni che stanno dietro il nostro modo di pensare per categorie. Il programma di performance rappresenta questo tipo di approccio, testando le convenzioni estetiche, comportamentali e sociali in un’ampia gamma di eventi”. Ecco qui il calendario di appuntamenti che si svolgono durante l’ultima settimana nell’ambito del programma Meetings on Art, spiegati punto per punto. Tra concerti, performance e lectures.

-Giulia Ronchi

https://www.labiennale.org/it

1. 17 NOVEMBRE E 20 NOVEMBRE – TAREK ATOUI AL TEATRO ALLE TESE E A PALAZZO GRASSI

Tarek Atoui (1980) è l’artista libanese che si muove tra arte, performance e musica elettronica, mettendone in discussione le stesse nozioni e ampliando il concetto di ascolto. Al Teatro alle Tese di Venezia mette in scena Mirror Reverse, della durata di circa un’ora, includendo nella pièce le ricerche musicali e le sue opere attualmente presenti alla 58. Esposizione Internazionale d’Arte. Lo spettacolo consiste in un brano di 20 minuti che si ripete due volte e sul quale due interpreti-improvvisatori cambiano ruoli e strumenti a ogni ciclo. Il punto di partenza è il progetto musicale Quote from the Reverse Collection, mentre tra gli strumenti utilizzati ci sarà anche l’Hybrid Violin, esposto ai Giardini. All’interno del programma di The Ground Session rientra anche l’appuntamento di mercoledì 20 novembre, dove a Palazzo Grassi, il percussionista, compositore elettro acustico e performer Uriel Barthélémi si esibirà in un solo concert dalle ore 17.30 alle 18.30. L’esibizione andrà in scena nell’atrio, dove è ancora allestita, fino a venerdì 22 novembre, l’opera Schwarzheide di Luc Tuymans. È una delle ultime occasioni per il pubblico per vedere il grande mosaico posto al piano terra dell’edificio, prima che venga disallestito e rimosso per consentire in via precauzionale la pulizia della pavimentazione, a seguito dell’alluvione che ha colpito Venezia.

Tarek Atoui, Mirror Reverse
Teatro alle Tese
Calle Larga Rosa 77
Ore 15.00

2. 22-23 NOVEMBRE – LA BIOPOLITICA AL TEATRO ALLE TESE

ZHENG Bo, Pteridophilia, 2018

Replicato nelle giornate di venerdì 22 e sabato 23 novembre, il programma consiste in una serie, divisa in tre parti, di conferenze performative e sessioni di ascolto degli artisti Bo Zheng, Cooking Sections, Vivien Sansour e Invernomuto. Gli spettacoli sono legati a tematiche riguardanti la bio-politica e più ampie questioni ecologiche: l’artista Bo Zheng, già al centro della scena di Manifesta a Palermo per aver mostrato l’erotismo tra uomo e piante, si concentra sul passato e il futuro delle comunità di specie vegetali “emarginate”, con lo scopo di proporre un nuovo, ideale, equilibrio per la sopravvivenza dell’Antropocene. “Parleremo di come le piante fanno sesso con noi”, spiega, “e ditemi che è ridicolo. Dimostrerò perché è meglio fare sesso con le piante piuttosto che ucciderle e mangiarle!”. Il duo londinese Cooking Sections, composto da Daniel Fernández Pascual e Alon Schwabe, esplora i sistemi alimentari che governano il mondo, usando installazioni, performance, mappature e video, toccando anche i confini di arte, architettura e geopolitica. L’ambientalismo è il perno anche della ricerca di Vivien Sansour, unita alla storia delle comunità nel mondo: Autonomia è un viaggio globale di immagini e suoni attraverso il patrimonio bioculturale e le storie di agricoltori, custodi di semi. Infine, gli italiani di Invernomuto (Simone Bertuzzi e Simone Trabucchi) presentano in anteprima il primo capitolo di Black Med, un’indagine che tratta del suono estrapolato dai grandi mari e dalla navigazione.

11.30 – 12.30
Bo Zheng, Plant Sex Workshop
Vivian Caccuri, Mosquitoes Also Cry

13.00 – 14.00
Cooking Sections, On Tidal Zones
Vivien Sansour, Autonomia

14.30 – 15.30
Invernomuto, Black Med: Chapter IV

3. 22-23 NOVEMBRE – IL CORPO E LA DIASPORA AL TEATRO PICCOLO NAZIONALE

Paul Maheke & Melika Ngombe Kolongo (Nkisi), Sènsa, 2018. Courtesy Block Universe. Photo Manuela Barczewski

L’artista Paul Maheke, assieme alla musicista e produttrice Nkisi (pseudonimo di Melika Ngombe Kolongo) e al performer, drammaturgo e designer di luci Ariel Efraim Ashbel, danno vita allo spettacolo Sènsa. Il titolo è mutuato dalla parola bantu che significa “divenire visibile”, “apparire in lontananza” o “rivelarsi”: così i tre artisti mettono in scena il racconto della diaspora, mettendo in primo piano voci spesso marginalizzate nella storia, con lo scopo di ribaltare il punto di vista occidentale dal quale è stata per lungo tempo dominata. Incentrata sui “sensi” e sulla percezione, la performance oscilla tra visibilità e cancellazione con un sistema di illuminazione ideato da Ashbel, mentre onde sonore creano un ambiente disorientante. Ombre spettrali appaiono e scompaiono, riecheggiano mormorii di parole simili a incantesimi provenienti da un sapere ancestrale.

Paul Maheke, Nkisi e Ariel Efraim Ashbel, Sensa
Teatro Piccolo Arsenale
Campo de la Tana, 2161
Ore 18.15

4. 24 NOVEMBRE – PAOLO BARATTA E RALPH RUGOFF AL TEATRO ALLE TESE

Paolo Baratta e Ralph Rugoff alla Biennale di Venezia

Il gran finale lo danno il Presidente della Biennale Paolo Baratta e il curatore Ralph Rugoff, incontrando i visitatori in una conversazione sulla Biennale Arte 2019. Al termine, segue la presentazione del volume Esposizione Internazionale d’Arte, La Biennale di Venezia, 1895-2019, a cura dell’Archivio Storico della Biennale. Una raccolta di informazioni dettagliate su tutte le edizioni della Biennale Arte dal 1895, anno della sua fondazione, ad oggi. “La Biennale ha una lunga storia, difficile costruire il nuovo senza fare i conti con essa”, spiega Baratta, “una ricognizione complessiva mi pare utile anche per meglio comprendere valutazioni, atteggiamenti e opinioni interne al mondo dell’arte o fuori di esso che ancora echeggiano, e che appaiono influenzati largamente da quello che La Biennale è stata anche in tempi lontani. Il passato è fonte di ricordi spesso corretti, ma spesso deformati e parziali”.

Meetings on Art | Conversazione tra Paolo Baratta e Ralph Rugoff
Teatro alle Tese
Calle Larga Rosa 7
Ore 11.30

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.