Arte contemporanea a Cagliari. Il Bianco e Nero Festival 2019 e il Museo all’aperto

Giunto alla sua quarta edizione, il festival che coniuga arte, ambiente e cultura quest’anno conta dell’ampliamento di un progetto particolare: un museo diffuso per tutta Cagliari. Ecco di che si tratta

L'installazione Stranimali
L'installazione Stranimali

Argonauti dell’altrove, ovvero i sardi emigrati in Italia e nel mondo è il tema della quarta edizione del Bianco e Nero Festival, rassegna in corso a Cagliari fino al 10 dicembre e diretto da Maria Dolores Picciau che coniuga arte, ambiente e cultura. Quest’anno il festival è dedicato a tutti coloro che sono emigrati dalla Sardegna: a chi ha lasciato la propria terra per trovare la propria strada e successo altrove ma anche a chi, come molti giovani, sono costretti ad andare via per costruire il proprio futuro.

IL BIANCO E NERO FESTIVAL A CAGLIARI. MIGRANTI E ARGONAUTI

“L’idea del festival è nata nel 2016; ogni anno la rassegna ha un tema differente, e quello di quest’anno riflette sui sardi migrati in Italia e nel mondo”, spiega ad Artribune Maria Dolores Picciau. “Cagliari è una città che si sta spopolando, proprio come tutta la Sardegna, così ho pensato: perché non dare speranza ai sardi facendo vedere esempi di conterranei che si sono affermati in diversi ambiti professionali? Alcuni di loro hanno fatto ritorno in Sardegna, altri sono andati via, altri ancora sono pendolari. Il festival vuole essere inoltre un’occasione per sensibilizzare le autorità affinché possano avviare politiche che permettano ai giovani di rimanere in Sardegna”. Tra gli ospiti “argonauti” che sabato 9 novembre nella sede dello Spazio Search racconteranno la loro esperienza sono la sindacalista di Uiltec Daniela Piras; il costumista Alessandro Lai, allievo di Pietro Tosi, vincitore del “Nastro d’Argento” nel 2003 per Senso ’45; Gianmaria Fara presidente di Eurispes; la designer Carolina Melis; Alessandro Melis, direttore del Padiglione Italia della Biennale di Architettura 2020;  il regista Antonello Grimaldi e  il giornalista e attuale direttore dell’Agenzia di Stampa Agi Mario Sechi. Nell’ambito del festival, fino al 10 novembre sarà in corso nello Spazio Search La forma e la mente, mostra dell’artista Vincenzo Satta (Nuoro, 1937), a cura di Maria Dolores Picciau e Claudio Cerritelli. Oltre settanta opere realizzate su carta danno vita a una sorta di viaggio mentale o un diario intimo che racconta quarant’anni di attività del pittore nuorese.

Lo scultore Giovanni Campus al lavoro
Lo scultore Giovanni Campus al lavoro

IL MUSEO ALL’APERTO PER CAGLIARI 

In occasione del Bianco e Nero Festival è previsto anche l’ampliamento del Museo all’aperto per Cagliari, progetto di riqualificazione urbana all’insegna dell’arte che vede protagonista il Parco degli Anelli del quartiere di Sant’Elia. “Il progetto nasce nel 2016, proprio come il festival”, ci racconta Maria Dolores Picciau, ideatrice del Museo all’aperto per Cagliari. “Mi trovavo alla Facoltà di Scienze Giuridiche dell’Università di Cagliari per presentare un libro, e l’allora preside della Facoltà mi disse che avrebbe voluto riqualificare un giardino ad uso degli studenti con un’opera scultorea. Così invitai l’artista di Olbia Giovanni Campus, che per l’occasione realizzò un’installazione in collaborazione con i ragazzi dell’università”. Dal giardino della facoltà universitaria l’idea si è estesa anche ad altre aree di Cagliari, e per la quarta edizione del Bianco e Nero Festival è in programma la realizzazione di murales nel quartiere di San Michele e di installazioni permanenti degli scultori Piera Legnaghi, Italo Lanfredini e Mirella Saluzzo nel Parco degli Anelli del quartiere di Sant’Elia, che andranno così ad aggiungersi alle sculture realizzate lo scorso anno da Giovanni Campus, Ivan Bolanos Jarez e Cateno Sanalitro. “L’idea è quella di rendere fruibile il parco non solo ai cagliaritani ma anche ai turisti”, conclude Picciau.

– Desirée Maida

Cagliari // fino al 10 dicembre 2019
Bianco e Nero Festival
Sedi varie
www.biancoenerofestival.it

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.