Venezia: 52 barche e un progetto di arte pubblica per Red Regatta

Il colpo d’occhio è di quelli che tolgono il fiato: sopra le acque dei canali e sotto il cielo blu, tra facciate in mattoni o in bianchissima pietra d’Istria, passano leggere e silenziose le barche con le vele rosse. Red Regatta non è ancora finita e la performance si ripete il 15 settembre 2019.

Cinquantadue barche, tutte con le vele rosse: dalla più scura, dalla tonalità porpora, alla più chiara, hanno già solcato per tre volte i canali e i bacini della laguna di Venezia e si preparano ora all’ultimo appuntamento. Il progetto di arte pubblica – co-organizzato da Magazzino Italian Art Foundation – è firmato da Melissa McGill e curato da Chiara Spangaro con il project manager Marcella Ferrari, e in realtà non si concluderà definitivamente con la “veleggiata” del 15 settembre, poiché in forme “terrestri” sarà protagonista di un solo show allestito presso lo stand della galleria Mazzoleni – che supporta il progetto – durante Artissima a Torino (a cui seguirà, nella primavera del 2020, una monografica alla sede di Londra).

 52 SFUMATURE DI ROSSO

Uno spettacolo sorprendente e altamente suggestivo che, se da un lato vuole celebrare l’antichissima e vitale tradizione marittima veneziana, dall’altro proprio grazie alla scelta di un colore dall’impatto così forte, intende porre l’attenzione sui rischi che sta correndo Venezia. Ecco quindi che il rosso riunisce in sé tutti i significati simbolici che gli si sono sempre stati attribuiti: il rosso dell’amore e della passione per una città in cui l’artista statunitense è di casa, il rosso del pericolo e dell’attenzione per un tessuto urbano fragile, minacciato in primo luogo dai cambiamenti climatici oltre che da altri fattori ben noti e al centro di notizie di cronaca recenti. Non a caso Red Regatta è la prima opera d’arte a essere registrata come “Clean Regatta”, un insieme di iniziative che rispettano e tutelano i mari e gli oceani. Ma Melissa, con la sua scelta cromatica, non dimentica nemmeno il “rosso veneziano”, quella particolare tonalità tanto cara a maestri quali Tiziano e Tintoretto.
Nulla, in Red Regatta, è stato lasciato al caso: tutte le vele sono realizzate su misura per ciascuna imbarcazione, ogni sfumatura di colore è stata predisposta da Melissa McGill che ha poi dipinto a mano i tessuti – aiutata dagli studenti dello IUAV –, infine ciascuna barca, dal fondo piatto e con albero rimovibile, è un modello tradizionale equipaggiato rigorosamente con vele “al terzo” (così chiamate perché l’antenna superiore che sostiene la vela è fissata all’albero a un terzo circa della sua lunghezza). Le imbarcazioni sono tutte di proprietà privata e fanno parte dell’Associazione Vela al Terzo. 

UN’ULTIMA VELEGGIATA

Ma veniamo all’ultima occasione per vedere sfilare le cinquantadue barche: nel pomeriggio del 15 settembre partiranno da Burano – in concomitanza con la Regata di Burano, mentre l’appuntamento del 1° settembre scorso ha anticipato la gloriosa Regata Storica della Serenissima – e attraversando la laguna settentrionale arriveranno a Torcello: un itinerario tra i colori sgargianti delle case dell’isola del merletto, per giungere al cospetto delle testimonianze di uno dei più antichi insediamenti della zona, di cui resta maestoso il complesso religioso sorto attorno alla basilica di Santa Maria Assunta. I migliori punti di osservazione – tutti accessibili al pubblico gratuitamente – saranno il lungomare lungo Canale di Burano e la Fondamenta dei Squeri, la fermata del vaporetto a Torcello e le Fondamenta di Mazzorbo. Il giorno prima, presso la chiesa di San Lorenzo, Red Regatta e Ocean Space – una nuova piattaforma transdisciplinare per la ricerca e l’innovazione oceaniche – organizzeranno un programma interattivo gratuito intitolato Open House: passato a presente / locale a globale che affronterà le prospettive locali e globali di conservazione nella laguna di Venezia tramite discussioni di panel e seminari educativi. Non mancherà Melissa McGill, questa volta nel ruolo di moderatrice di una conversazione tra il presidente dell’Associazione Vela al Terzo, Giorgio Righetti, e Silvio Testa. Chi parteciperà all’iniziativa potrà scoprire la cultura e la storia della tradizione velica vela al terzo, approfondire le minacce ambientali a cui è sottoposta la laguna, ma anche apprendere le tecniche di annodatura, fabbricazione delle vele e costruzione di barche.

Marta Santacatterina

 www.redregatta.org

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Marta Santacatterina
Giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell'arte – titolo conseguito all'Università degli Studi di Parma con una tesi in Storia dell’arte medievale –, svolge da molti anni la professione di editor freelance per conto di varie case editrici ricoprendo anche, dal 2015 all’inizio del 2018, il ruolo di direttore editoriale del marchio Fermoeditore e della rivista collegata “fermomag”, sulla quale si è dedicata alle rubriche di arte, fotografia e mostre. Scrive per “Artribune” fin dalla nascita della rivista nel 2011, mentre più recenti sono le collaborazioni con il sito “Art&Dossier” – sul quale recensisce progetti allestiti in gallerie private –, con “La casa in ordine”, dove si occupa di designer emergenti e autoprodotti, e con la rivista “Dolcesalato”, su cui propone ai pasticceri suggestioni tratte dall'arte contemporanea. Scrive inoltre testi storico-artistici e sul fumetto per case editrici italiane (Giunti editore, Grafiche Step editrice ecc.) e statunitensi (Fantagraphics Books). Ha partecipato come giurata a concorsi di arte o fotografia e raramente cura delle mostre per artisti che riescono a convincerla grazie alla qualità dei lavori e alla solidità della loro poetica. Per la sede di Parma del Boston College, si occupa inoltre di attività di tutoring sull'arte contemporanea per studenti americani.