Le particelle del digitale. Taisuke Koyama a Modena

Metronom, Modena – fino al 27 luglio 2019. Una ricerca sull’unità minima della fotografia digitale, il pixel, senza dimenticare i colori primari e il ruolo della luce nella generazione di un’immagine: la galleria modenese propone una monografica su un artista giapponese già protagonista di un solo show durante l’ultima edizione di Paris Photo.

Ci sono fotografie che sembrano essere scattate attraverso un caleidoscopio, stampe che paiono stesure monocrome di rosso, verde, blu, e poi dei Picoroll che occupano come installazioni lo spazio della galleria. Taisuke Koyama (Tokyo, 1978), di formazione biologo, è un artista che indaga le tecnologie digitali applicate alla fotografia e che dalle sue ricerche trae stampe da inserire in uno spazio reale. Le serie scelte per Waves and Particles (letteralmente, onde e particelle, la duplice natura della luce), sono tre e hanno in comune la riduzione ai minimi termini di ciò che costituisce una fotografia digitale, il pixel e la luce. In Photons un riflesso solare fuori fuoco viene trasposto esteticamente scomponendo ed evidenziando i colori primari (il modello RGB: red, green, blue) per un risultato fortemente suggestivo.
Altre stampe paiono a prima vista dei paesaggi campestri (Lightfield, appunto), ma è ancora la luce artificiale – degli scanner, in questo caso – a disegnare off camera quelli che sembrano i movimenti dell’erba o i solchi dell’aratro e che invece qui assumono una valenza concettuale. Infine, le opere basate sull’ingrandimento di 1.500 volte di un pixel (serie Pico, per la quale l’artista ha creato anche una app che funziona con lo stesso principio) rivelano una sorpresa: la superficie diventa irregolare, alcuni punti non sono più leggibili dai software e la texture assomiglia da vicino all’antica grana della pellicola analogica.

Marta Santacatterina

Evento correlato
Nome eventoTaisuke Koyama - Waves and Particles
Vernissage31/05/2019 ore 19
Duratadal 31/05/2019 al 27/07/2019
AutoreTaisuke Koyama
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoMETRONOM
IndirizzoVia Carteria 10, 41121 - Modena - Emilia-Romagna
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Marta Santacatterina
Giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell'arte – titolo conseguito all'Università degli Studi di Parma con una tesi in Storia dell’arte medievale –, svolge da molti anni la professione di editor freelance per conto di varie case editrici ricoprendo anche, dal 2015 all’inizio del 2018, il ruolo di direttore editoriale del marchio Fermoeditore e della rivista collegata “fermomag”, sulla quale si è dedicata alle rubriche di arte, fotografia e mostre. Scrive per “Artribune” fin dalla nascita della rivista nel 2011, mentre più recenti sono le collaborazioni con il sito “Art&Dossier” – sul quale recensisce progetti allestiti in gallerie private –, con “La casa in ordine”, dove si occupa di designer emergenti e autoprodotti, e con la rivista “Dolcesalato”, su cui propone ai pasticceri suggestioni tratte dall'arte contemporanea. Scrive inoltre testi storico-artistici e sul fumetto per case editrici italiane (Giunti editore, Grafiche Step editrice ecc.) e statunitensi (Fantagraphics Books). Ha partecipato come giurata a concorsi di arte o fotografia e raramente cura delle mostre per artisti che riescono a convincerla grazie alla qualità dei lavori e alla solidità della loro poetica. Per la sede di Parma del Boston College, si occupa inoltre di attività di tutoring sull'arte contemporanea per studenti americani.