Estinzione e gioielli contemporanei. Ylenia Deriu a Trieste

Civico Museo di Storia Naturale, Trieste ‒ fino al 28 luglio 2019. Il museo triestino ospita, ancora per poche ore, una selezione di gioielli ideati dalla giovane designer Ylenia Deriu, nell’ambito di un progetto realizzato con Rave Residency. La preziosità degli insetti in estinzione è sottolineata dalla loro inaspettata bellezza, resa grazie a una serrata sperimentazione sui materiali.

Ylenia Deriu, Elitre - Hoplia argentea, macro. . Photo Francesco de Luca
Ylenia Deriu, Elitre - Hoplia argentea, macro. . Photo Francesco de Luca

Il fenomeno dell’estinzione degli animali, mai così grave come nell’ultimo secolo, ci fa istintivamente pensare alla scomparsa degli iconici grandi mammiferi per cause tristemente note quali il bracconaggio, l’inquinamento, il cambiamento climatico o la deforestazione. Le specie che però prima di tutte hanno sofferto una drastica riduzione, in un assordante silenzio mediatico, sono quelle degli insetti, con punte in alcuni Paesi europei di oltre il settanta percento. Nasce da queste considerazioni la mostra Elitre. Alterazioni di scala nelle urgenze dell’Antropocene, che raccoglie una quindicina di gioielli di Ylenia Deriu presso il Museo Civico di Storia Naturale di Trieste, in un progetto curato da Andrea Colla e realizzato in partnership con Rave (associazione fondata da Isabella e Tiziana Pers, che ha nel suo DNA l’arte contemporanea e la diffusione del pensiero biocentrico).

ALI E COLORI

Per la mostra sono state scelte dalla designer e da Colla – ricercatore presso il museo –alcune delle specie più minacciate all’interno della famiglia dei coleotteri, delle quali sono evidenziate la struttura, la forma e il colore, a partire dal dettaglio anatomico delle elitre, il primo paio di ali che in questi insetti costituisce una sorta di calotta di protezione per le altre ali e l’addome. Da tali stimoli, Deriu ha realizzato delle spille che evocano la forma, la struttura, il colore e le trame dei coleotteri scelti. Ciascun gioiello è esposto in una piccola teca a fianco dell’insetto con una scheda che racconta al visitatore sia l’insetto che la tecnica di lavorazione della spilla. Come scrive Colla nel testo in catalogo, “ogni esemplare da insetto diventa scultura, tavolozza, esercizio d’arte e inventiva dell’evoluzione”. Sono infatti numerose sia le tecniche sia i materiali impiegati, che spaziano dall’ottone al carbone, dal gesso all’oro, dal vetro alle pietre dure, dalla resina al rame, in una costante ricerca di una sintesi formale a partire dalla complessità morfologica che la natura dell’insetto offre ai nostri occhi.

Ylenia Deriu, Elitre - fitting 01. Photo Francesco de Luca
Ylenia Deriu, Elitre – fitting 01. Photo Francesco de Luca

IL POTERE DELLA CONTAMINAZIONE

Ricorrono frequentemente nelle creazioni di Deriu giochi dovuti alla complessità cromatica delle elitre, alla brillantezza o alla matericità della superficie, nonché alla presenza di elementi apparentemente fantastici e grotteschi, dovuti invece all’incredibile morfologia dei coleotteri. Come scrive in catalogo Nico Covre, “la preziosità del gioiello non è più solamente lo specchio del valore intrinseco del materiale o dell’abilità manuale dell’orafo. Preziosa è diventata la capacità di contaminare e di contaminarsi”. Anche con i problemi più complessi della nostra epoca.

Daniele Capra

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Daniele Capra
Daniele Capra (1976) è curatore indipendente e militante, e giornalista. Ha curato oltre cento mostre in Italia, Francia, Repubblica Ceca, Belgio, Austria, Croazia, Albania, Germania e Israele. Ha collaborato con istituzioni quali Villa Manin a Codroipo, Reggia di Caserta, CAMeC de La Spezia, Galleria Comunale d'Arte Contemporanea di Monfalcone, MMSU di Rijeka, Museo Bernareggi di Bergamo, Galleria d'Arte Moderna di Genova, Casa Cavazzini Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Udine, la Galleria Nazionale di Tirana, la Fondazione Dena di Parigi, il Museo Ca’ Pesaro a Venezia, la Galleria Civica di Trento, il Comune di Milano, il Museo Janco Dada di Ein Hod - Haifa. Ha tenuto lezioni sull'arte contemporanea alla Wizo NB School di Haifa, all'Accademia di Belle Arti di Venezia e di Verona. È stato curatore del Premio Onufri presso la Galleria Nazionale di Tirana e del Premio Trieste Contemporanea. È membro del comitato scientifico di Rave Residency. Ha scritto oltre trecentocinquanta articoli su riviste e quotidiani. Collabora con Il Manifesto, Artribune e i quotidiani del Gruppo Espresso. Vive di corsa, con il portatile sempre acceso e pile di libri che attendono di essere letti.