Mark Leckey installerà un ponte autostradale dentro la Tate di Londra

Aprirà a settembre, in concomitanza con la grande mostra di William Blake, una vasta retrospettiva dedicata a Mark Leckey. L’artista britannico, vincitore del Turner Prize 2008, costruirà nel museo un ponte autostradale in scala 1:1.

Mark Leckey Dream English Kid, 1964 – 1999 AD 2015 (still) Courtesy of the artist © Mark Leckey
Mark Leckey Dream English Kid, 1964 – 1999 AD 2015 (still) Courtesy of the artist © Mark Leckey

Un ponte autostradale a grandezza naturale verrà ricostruito all’interno della Tate Britain il prossimo autunno. L’ha svelato il museo inglese nei giorni scorsi annunciando la mostra personale di Mark Leckey (Birkenhead, 1964) artista britannico noto a livello internazionale e già vincitore del Turner Prize nel 2008. In occasione di O’ Magic Power of Bleakness, che aprirà i battenti il prossimo 24 settembre e proseguirà fino a gennaio 2020, Leckey trasformerà lo spazio nel set di una performance destinata a modificarsi nel tempo. Un’esperienza “son et lumière”, come la definisce l’annuncio ufficiale, che incorporerà lavori vecchi e nuovi all’interno di un ambiente teatrale affollato di “visioni e suoni spettrali”.

IL PONTE DELL’ADOLESCENZA

Fulcro del progetto, appunto, la replica del ponte sulla M53, nei pressi di Birkenhead, Liverpool, la zona in cui l’artista è cresciuto. Questa struttura, una presenza che ricorre nei lavori di Leckey, diventerà la scenografia di un’opera audio inedita incentrata sulla vita quotidiana di un gruppo di teenager e si ispira alle esperienze adolescenziali dell’artista. Per quanto riguarda i video, un mezzo espressivo molto usato da Leckey, ci saranno in mostra due lavori molto famosi come Fiorucci Made Me Hardcore (1990), dedicato alla scena underground dei club inglesi tra gli anni Settanta e Novanta, e l’autobiografico Dream English Kid 1964 – 1999 AD (2015), oltre ad alcune opere inedite.

CHI È MARK LECKEY

Mark Leckey è uno degli artisti inglesi più quotati degli ultimi anni. Sin dagli esordi, alla fine degli Anni Novanta, il suo lavoro ha sempre indagato le complesse relazioni tra cultura popolare e tecnologia, un tema esplorato utilizzando spesso lo strumento della memoria e dell’autobiografia. Dopo essersi aggiudicato le 25mila sterline del Turner Prize nel 2008, ricevendo il premio in diretta tv dalle mani del musicista Nick Cave, l’artista ha partecipato a decine di grandi mostre in giro per il mondo, esponendo in sedi prestigiose come il MoMA, la Serpentine Gallery, la Biennale di Venezia e quella di Gwangju. La mostra londinese sarà curata da Clarrie Wallis con l’aiuto di Aïcha Mehrez e sarà accompagnata da un ricco catalogo e da un programma di eventi collaterali, alcuni organizzati dall’artista stesso. Nello stesso periodo, la Tate Britain ospiterà anche la mostra dedicata a William Blake, un artista che, con il suo lavoro radicale e visionario, è da sempre una fonte di ispirazione dichiarata per Leckey.

– Valentina Tanni

www.tate.org.uk

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.