A Milano prima edizione di Walk-in Studio, il festival che apre gli studi d’artista al pubblico

Sono 47 gli studi d’artista che apriranno le loro porte nei diversi quartieri della città, offrendo una mappatura esaustiva della scena artistica contemporanea milanese.

SPAZIO Beyond Beyond Studio
SPAZIO Beyond Beyond Studio

Dal 4 all’8 giugno 2019 si svolgerà la prima edizione di Walk-in Studio, un festival dedicato ad artist-run space, spazi indipendenti, studi d’artista e luoghi fuori dai contesti istituzionali. Mostre, performance e lecture saranno organizzate invitando artisti e colleghi, innescando così un benefico circuito spontaneo di dialogo e condivisione tra ricerche diverse. Un’idea che avevamo già visto a Milano nelle due edizioni di Studi Festival del 2016 e 2017 e che, dopo un anno di pausa, torna con un team differente e una formula rinnovata. Walk-in Studio nasce dall’associazione Studi e Spazi Festival, formata a gennaio 2019 da un gruppo di artisti e curatori, che hanno collaborato durante per dare una struttura più solida all’iniziativa.

WALK-IN STUDIO

47 progetti in spazi e studi d’artista, 250 artisti e 14 curatori coinvolti: sono alcuni dei numeri che riguarderanno le cinque giornate di festival, ognuna delle quali coinvolgerà uno specifico quartiere di Milano, creando degli specifici art district da esplorare. “Walk-In Studio aprirà al pubblico e agli appassionati le porte di spazi insoliti e privati, a volte nascosti e magari non facilmente raggiungibili”, spiegano gli organizzatori, “sono gli studi in cui gli artisti elaborano quelle idee che si trasformano poi in opere, azioni, testi, progetti e immagini all’interno di musei, gallerie d’arte, libri, film, spazi virtuali o delle strade dove camminiamo ogni giorno, perché lo “studio” dell’artista è spesso anche la sua casa, il suo quartiere, i luoghi in cui vive, gli spazi in cui legge il suo tempo”.

LE NOVITÀ DI WALK-IN STUDIO

In Walk-in Studio rientra anche la partecipazione delle accademie: a restituire una documentazione fotografica degli eventi, caricate giorno per giorno sul sito della manifestazione, saranno gli studenti dell’Accademia di Brera. Un altro gruppo, composto da diversi studenti di pratiche curatoriali di Brera e Naba, offrirà, invece, una lettura delle opere in mostra o delle performance che saranno eseguite negli spazi. Nel corso dei cinque giorni saranno organizzate anche visite guidate su prenotazione, condotte da curatori. Walk-in Studio, un festival dalle energie rinnovate, è pronto a diventare un format da esportare anche fuori dai quartieri di Milano, come spiegano gli aderenti all’associazione Studi e Spazi Festival: “sarebbe fantastico se anche in altre città si attivasse questo appuntamento periodico con gli studi e spazi d’artista. In questo modo diventerebbe possibile organizzare iniziative coordinate tra i Walk-In Studio specifici, scambiare progetti e idee, far circolare mostre e artisti”, e concludono con un appello, “se volete proporre un’edizione del Festival nella vostra città contattate l’associazione Studi e Spazi Festival: l’associazione è uno strumento a disposizione di tutti, pronta a offrire la propria esperienza e supporto nell’ideazione, sugli aspetti legali, sull’organizzazione e sulla comunicazione”.

-Giulia Ronchi

WALK-IN STUDIO
Festival degli spazi e studi d’artista
Dal 4 all’8 giugno 2019
Milano, luoghi diffusi
[email protected]
https://www.walkinstudio.it/

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.