Una fontana di whiskey per omaggiare James Joyce. L’opera di Miroslaw Balka a Gavoi

Il MAN di Nuoro espone un’installazione dell’artista polacco come preludio al Festival della Letteratura di Gavoi. Un legame interdisciplinare tra arti e visive e letteratura di cui ci ha parlato il direttore del museo Luigi Fassi.

Miroslaw Balka, 250x280x120 (Sweets of Sin), 2004. Ph. Ivan Capra
Miroslaw Balka, 250x280x120 (Sweets of Sin), 2004. Ph. Ivan Capra

Nell’ambito del Preludio del Festival Letterario Isola delle Storie di Gavoi viene presentata la mostra Sweets of Sin – Le dolcezze del peccato dell’artista polacco Miroslaw Balka (Varsavia, 1958). Ospitata all’interno del Museo del Fiore Sardo, fino al 7 luglio 2019, è presente un’unica installazione, 250 x 280 x 120 (Sweets of Sin) da cui la mostra trae il titolo. L’opera, concepita da Balka nel 2004, rappresenta una riflessione paradossale e umoristica sull’esistenza umana, nonché il punto massimo di un confronto dell’artista con la letteratura di James Joyce. A spiegarcelo è Luigi Fassi, curatore della mostra e direttore del MAN di Nuoro.

MIROSLAW BALKA E JAMES JOYCE

 250 x 280 x 120 (Sweets of Sin) consiste in una fontana di metallo arrugginito che mette in circolo un fluire continuo di 30 litri di whiskey, andando a raccontare, nella dimensione antropometrica dell’opera, la sintesi di molti elementi di Joyce e dell’Ulisse. “A metà tra un altare e un orinatoio, le tematiche coinvolte sono la promessa di felicità ma anche di liberazione dai propri problemi data dell’alcol, ma anche lo stordimento e il disagio fisico che ne conseguono” spiega Luigi Fassi ad Artribune. “È un’opera che mette insieme l’alto e il basso, la corporeità e l’estasi, la speranza e il fallimento. Un’ironia amara per delineare il nostro rapporto con il corpo, tra ricerca del piacere, della sessualità, ma anche il malessere che estingue ogni illusione di grandezza”.  La domanda che sorge spontanea è: si potrà fruire – nel vero senso del termine – di questa fontana? Fassi su questo non prende una posizione netta: “diciamo che è una fontana e non è proibito allungare un bicchierino, senza toccare né danneggiare l’opera… Ma è pur vero che se tutti si mettessero a bere, esaurendo i 30 litri di whiskey in circolo, la magia sarebbe finita!”.

Gavoi
Gavoi

LETTERATURA E ARTI VISIVE A CONFRONTO

La sfida è duplice: calarsi nella realtà di questo festival, indagando su quale sia l’effettiva sinergia tra letteratura e arti visive, ma anche capire la potenza narrativa che si può ottenere con l’essenziale. “Da quando mi sono inserito nella direzione del MAN nel 2018, ho portato avanti questa collaborazione consolidata cercando di ridefinirla”, prosegue Fassi, “l’anno scorso abbiamo esposto la mostra di Hans-Peter Feldmann intitolata ‘Cento Anni’, co-curata con Alberto Salvadori. Abbiamo sviluppato un format che è stato portato avanti quest’anno: una sola opera di un grande artista vivente che dialoghi con i temi della letteratura. Siamo abituati a mostre da horror vacui, che ci costringono a un rapporto faticoso con la molteplicità di opere, di immagini. Qui, invece, cerchiamo di asciugare il rumore che spesso accompagna i luoghi affollati di opere e ci concentriamo su qualcosa che è simile all’esperienza della letteratura: il libro, fatto di carta e inchiostro, ha la capacità di lasciar detonare storie, simboli, universi, racconti immaginari, così come una sola opera è capace di avere una risonanza narrativa fortissima. Con questa installazione, Balka è riuscito ad affrontare il tema in modo tanto diretto quanto complesso, facendo avvicinare sia lo spettatore più ignaro che quello più appassionato di letteratura joyciana”.

-Giulia Ronchi

Miroslaw Balka, Sweets of Sin – Le dolcezze del peccato
A cura di Luigi Fassi
Fino al 7 luglio 2019
Museo del Fiore Sardo
Via Margherita 9, Gavoi (Nuoro)

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.