Da Palermo a Roma. Il ritorno nella capitale e la nuova apertura di Galleria La Nica

Dopo un’immersione nel contesto siciliano di Manifesta 12, Galleria La Nica torna nella Capitale, suo luogo di nascita. L’intervista alla fondatrice.

Renato Guttuso, Fichi d'India, 1985, olio su tela, cm 80,5 x 100
Renato Guttuso, Fichi d'India, 1985, olio su tela, cm 80,5 x 100

La Galleria La Nica nasce a Roma nel 2017 da un giovane team composto da Maria Vittoria Marchetta, Cristina Lisciao e Francesca Valeria Scazzocchio. Ma dopo un anno decidono di seguire il richiamo di Manifesta e Palermo Capitale Italia della Cultura 2018, trasferendosi in Sicilia per oltre sei mesi. Arricchite professionalmente e umanamente da quell’esperienza, sono “tornate a casa” e apriranno a breve la nuova sede della galleria con la collettiva Isole nell’Isola, in una delle cornici storico-artistiche più belle di Roma: via dei Banchi Nuovi 22, a due passi da Piazza dell’Orologio, con la sua torre barocca realizzata dal Borromini e il prezioso mosaico della Madonna della Vallicella di Pietro da Cortona. Ce lo ha raccontato la fondatrice Maria Vittoria Marchetta in questa intervista.

Perché avete deciso di trasferirvi temporaneamente in Sicilia?
L’idea è nata quando abbiamo saputo che Palermo avrebbe ospitato la dodicesima edizione di Manifesta, la biennale itinerante di arte contemporanea, nonché rivestito il ruolo di capitale italiana della Cultura 2018. È stata una decisione vincente, poiché ci siamo ritrovate immerse in una realtà peculiare come quella palermitana durante una commistione di eventi assolutamente irripetibile.

Dove era collocato il vostro spazio?
La nostra permanenza, iniziata ad aprile e conclusasi a fine 2018, si è svolta in uno spazio espositivo collocato a pochi passi da Teatro Massimo, in pieno centro.

E com’è andata?
Questi mesi di lavoro trascorsi in Sicilia sono stati fondamentali per la storia espositiva della galleria, che ora può vantare, con la mostra evento Extemporanea H24, la sua presenza nella guida ufficiale agli eventi patrocinati e consigliati da Manifesta. Ma è stata un’esperienza importantissima anche sotto il profilo personale, poiché abbiamo vissuto una Palermo raggiante e briosa, che ha fatto innamorare chiunque la visitasse e che anche con i suoi ritmi caratteristici, a nostro avviso, ha saputo tener testa alle aspettative più alte.

Cosa si intende per “Isole nell’Isola”?
Il lascito dell’esperienza vissuta a Palermo era troppo grande, troppo bello per non essere raccontato. La mostra Isole nell’Isola vuole, dunque, rendere omaggio alla Sicilia e al suo scenario artistico, che si presenta quale perfetto esempio di pluralismo; un pluralismo artistico che sa tanto di diversità quanto di identità.

Cosa propone la mostra?
La mostra propone artisti di ieri e di oggi, tutti profondamente diversi e tutti profondamente siciliani: delle autentiche isole nell’Isola. Speriamo di comunicare con questa esposizione come abbiamo vissuto e interpretato personalmente la ricchissima e stra-ordinaria molteplicità di una terra tanto bella quanto complessa.

Nella presentazione della galleria si parla di un “ritorno a Roma”, perché?
La Galleria La Nica nasce a Roma nel 2017 dalla passione e dagli sforzi di una squadra tutta al femminile: una giovane storica dell’arte, ovvero la sottoscritta, un’economista già gallerista a Milano Cristina Lisciao ed una esperta in comunicazione e relazioni esterne, Francesca Valeria Scazzocchio. Dopo un primo anno di attività espositiva romana, la Galleria La Nica si è spostata temporaneamente a Palermo, capitale italiana della Cultura 2018 e città scelta per ospitare la dodicesima edizione di Manifesta. Una scelta, questa, che è risultata più che naturale, poiché le origini della direttrice Maria Vittoria Marchetta sono proprio palermitane: “la nica”, inoltre, in siciliano significa “la piccola”, riferendosi ai suoi soli venticinque anni.

Nella mostra di apertura presenterete una collettiva di importanti artisti storicizzati. Pensate di rivolgervi anche a talenti più giovani nella prossima programmazione o manterrete fede a questa linea storica?
Fin dalla sua fondazione, la Galleria La Nica ha avuto come obiettivo quello di condividere con il pubblico l’arte di matrice contemporanea, portando avanti due linee espositive che, per noi, più che parallele spesso sono incidenti: una legata agli artisti più storicizzati ed un’altra legata ai talenti più giovani.

Ovvero?
Con questi ultimi, coi quali abbiamo già più volte lavorato, l’auspicio è di potere crescere assieme nel tempo e diventare sempre più palcoscenico di un’arte che, al di là dei limiti temporali e spaziali, ha voluto e vorrà ancora interrogare sé stessa e il mondo. Questa volontà anima anche la mostra “Isole nell’Isola”, che vede maestri storicizzati affiancati da alcuni artisti dello scenario più contemporaneo, questa volta tutti accomunati dalla stessa matrice: la Sicilia.

Qual è il tuo auspicio per l’inizio di questa nuova avventura?
Ci auguriamo che la nostra galleria possa diventare per il pubblico come una “finestra” sullo scenario artistico italiano e anche internazionale.

– Giulia Ronchi

ISOLE NELL’ISOLA, Incontri siciliani
a cura di Cristina Liscaio e Maria Vittoria Marchetta
dal 6 maggio al 6 giugno 2019
Galleria La Nica
Via dei Banchi Nuovi 22 – 00186 – Roma
+39 06 44235025
[email protected]
www.gallerialanica.it

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.