Le e-mail di Hillary Clinton a Venezia. Le foto della mostra di Kenneth Goldsmith

Ha aperto a Venezia durante la Biennale la mostra “HILLARY. The Hillary Clinton Emails”, un progetto dell’artista e poeta Kenneth Goldsmith a cura di Francesco Urbano Ragazzi. Ecco tutte le immagini dell’installazione.

Kenneth Goldsmith, HILLARY: The Hillary Clinton Emails, curated by Francesco Urbano Ragazzi, exhibition view, © Giorgio De Vecchi. Gerda Studio 2019.
Kenneth Goldsmith, HILLARY: The Hillary Clinton Emails, curated by Francesco Urbano Ragazzi, exhibition view, © Giorgio De Vecchi. Gerda Studio 2019.

Ha inaugurato nell’insolita cornice del Despar Teatro Italia, un ex cinema divenuto supermercato, la mostra personale di Kenneth Goldsmith (1961). L’artista e poeta americano, fedele alla sua filosofia concettuale basata sull’appropriazione e sul collage di materiali “trovati”, ha messo al centro del progetto le e-mail di Hillary Clinton, protagoniste di uno scandalo che nel 2009 coinvolse l’allora segretario di Stato. Al secondo piano del Despar, la mostra si divide in due parti: da un lato la scultorea pila di fogli stampati, ordinatamente disposti a formare un grande parallelepipedo di carta, dall’altro uno spazio di consultazione, con tavoli e lampade, che i visitatori possono utilizzare per leggere le e-mail. Tappeti, tavoli e bandiere richiamano l’aspetto dello Studio Ovale alla casa bianca, ma in versione minimale e lo-fi. Affacciandosi alla balconata, invece, è possibile vedere una lista di nomi stampati sul tetto degli scaffali del supermarket, tra i quali si aggira, inconsapevole protagonista dell’installazione, la clientela del Despar. Si tratta di tutti gli artisti presenti con del materiale video sulla piattaforma Ubu Web, fondata da Goldsmith nel 1996. Sopra al banco gastronomia, uno schermo gigante manda in rotazione alcuni di questi video d’artista. La programmazione – che sarà visibile ogni giorno dalle 18 alle 19 e cambierà settimanalmente – include tra gli altri opere di Alex Da Corte, Cheryl Donegan, Lev Manovich, People Like Us, Leah Singer, Stan VanDerBeek e Jordan Wolfson.

Valentina Tanni

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.