Disney. Il tappeto volante di Aladdin re-interpretato dall’artista KOI

Simbolo indiscusso del celebre cartone animato del 1992, il tappeto volante dei Aladdin diventa protagonista grazie all’artista Matteo Mariani.

KOI al lavoro sul tappeto volante di Aladin
KOI al lavoro sul tappeto volante di Aladin

È in sala dal 22 maggio il nuovo live action Disney. Dopo una lunga lavorazione, è finalmente nei nostri cinema Aladdin, diretto da Guy Ritchie e remake dell’omonimo cartone animato del 1992. Aladdin è la storia del ragazzo di strada che si innamora della figlia del Sultano in una cornice e atmosfera da mille e una notte. Fanno parte del cast: Mena Massoud (Aladdin), Naomi Scott (la principessa Jasmine) e Will Smith (il Genio della lampada, che succede all’indimenticato Robin Williams, voce dell’originale animato del 1992). Guy Ritchie propone un film molto fedele al classico animato senza però farne una copia vera e propria. E per chi all’uscita del trailer ha tirato fuori qualche inutile polemica o critica avventata, ci pensano gli spettatori e riportare ordine: oltre 700 mila gli euro incassati dalla pellicola nella giornata d’esordio. Aladdin è un live action che strizza l’occhio a Bollywood, che rispetta la tradizione e che ha degli elementi nuovi che lo rendono amabile, tra tutti emerge una canzone nuova di zecca, scritta in collaborazione con Benji Pasek e Justin Paul, autori delle musiche di La La Land.

IL TAPPETO VOLANTE TRA ARTE E TECNICA

In occasione dell’anteprima italiana del film Aladdin, l’artista Matteo Mariani in arte Koi ha realizzato con la tecnica dello stencil il tappeto volante di Aladdin. Un lavoro artigianale minuzioso e contemporaneo per rendere onore ad uno dei tappeti più famosi del mondo, apprezzato dagli ospiti della premiere, che hanno avuto il piacere di vedere l’artista lavorare live agli ultimi dettagli dell’opera. Proprio il tappeto magico, su cui Aladdin e Jasmine “volano”, è stato costruito su una piattaforma idraulica posizionata di fronte a uno schermo blu con fondali girati in precedenza. Naomi Scott ha raccontato che girare le scene sul tappeto è stato scomodissimo, non solo perché inginocchio su un materassino di schiuma pieno di dispositivi appuntiti, ma anche per le caviglie.

LE DICHIARAZIONI DELL’ARTISTA

Ha raccontato Koi: “realizzare il tappeto magico di Aladdin è stata per me una grande sfida. Sono sempre stato attratto dai disegni dei tappeti, sia esteticamente che per il simbolismo che li contraddistingue. Nell’ antica Arte di realizzare tappeti, ogni dettaglio rivela un linguaggio nascosto. Prima di iniziare la mia opera ho studiato tutto quello che c’era da sapere, dai valori e i significati dei tappeti arabi alla storia del tappeto volante nel poema epico 1000 e una notte. Non è stato semplice dal punto di vista tecnico ma sono molto soddisfatto del risultato. Ho utilizzato 14 layer diversi di stencil che ho ritagliato a mano, colori acrilici, pittura a pennello, rullo, spray 2mX140cm. Ho lavorato alla preparazione per diversi giorni e poi terminato l’opera a Milano LIVE durante la premiere del film. Un’occasione davvero bella per uno street artist come me. La passione per la Street Art mi ha avvicinato negli anni al mondo dello stencil. Gli stencil multilayer sono i miei preferiti. Realizzare uno stencil, cercare le ombre, scegliere i colori è molto difficile, andando avanti però mi sono innamorato di questa tecnica e non l’ho più abbandonata”.

Margherita Bordino

 

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.