Da Roma a Kassel. Sala 1 racconta l’esperienza con i ruangrupa, curatori della documenta del 2022

Nominati da poco curatori di documenta 15, che si terrà a Kassel nel 2022, i membri del collettivo indonesiano ruangrupa anni fa sono stati protagonisti di una rassegna di videoarte organizzata da Sala 1 a Roma. Ci siamo fatti raccontare da Mary Angela Schroth, direttrice dell’associazione culturale, l’esperienza con i ruangrupa

Videozoom Indonesia - Hafiz - Menggali Buaya - 2015

Dei ruangrupa vi abbiamo parlato di recente: si tratta di un collettivo di creativi nato nel 2000 in Indonesia, per la precisione a Jakarta, dove il gruppo gestisce uno spazio artistico e realizza mostre, festival, pubblicazioni e format radiofonici; non a caso la parola indonesiana “rangruapa” può essere tradotta come “uno spazio per l’arte” o “una forma spaziale”. I membri del collettivo poche settimane fa sono stati nominati curatori di documenta 15, che si terrà a Kassel nel 2022: “vogliamo creare una piattaforma artistica e culturale orientata, cooperativa e interdisciplinare che abbia un impatto oltre i 100 giorni di documenta 15”, avevano dichiarato Farid Rakun e Ade Darmawan, artisti del collettivo, durante la conferenza stampa di presentazione dei curatori di documenta 15 a Kassel. “Il nostro approccio curatoriale mira a un diverso modello di utilizzo delle risorse orientato alla comunità, non solo economico, ma anche prendendo in considerazione idee, conoscenze, programmi e innovazioni”, continuavano Rakun e Darmawan. Se la scelta di affidare a un collettivo la curatela della rassegna rappresenta, per documenta, un’assoluta prima volta, va anche detto che i ruangrupa avevano già lavorato in Europa nel 2016, e per la precisione a Roma, dove hanno curato il progetto Videozoom: Indonesia in collaborazione con Sala 1 – Centro Internazionale d’Arte Contemporanea.

Videozoom Indonesia - Anggun Priambodo - Tari Kacang - 2012
Videozoom Indonesia – Anggun Priambodo – Tari Kacang – 2012

LA RASSEGNA VIDEOZOOM DI SALA 1

“Abbiamo curato il progetto ‘Videozoom: Indonesia’ con Ade Darmawan dei ruangrupa”, racconta ad Artribune Mary Angela Schroth, direttrice di Sala 1. “‘Videozoom: Indonesia’ fa parte di una grandissima serie di progetti di videoarte, presentato per la prima volta in Italia”. Videozoom è una rassegna che dal 2001 Sala 1 dedica alla videoarte, indagandone i linguaggi e dando voce alla scena internazionale del genere, con focus dedicati di volta in volta a diversi Paesi del mondo. Nel 2016 è stata la volta di Videozoom: Indonesia, promosso da Cecilia Bevilacqua e curato da Mahardika Yudha: “nel 2016 a Sala 1 è arrivata per svolgere un tirocinio Cecilia Bevilacqua, già diplomata alla LUISS, laureata in Scienze Politiche e con alle spalle un tirocinio all’Istituto Italiano di Cultura di San Francisco”, continua Schroth. “Dopo questa esperienza, Cecilia si trasferisce a Jakarta, dove sono stata anche io e ho incontrato tantissimi artisti. Avevo l’idea di ‘Videozoom: Indonesia’ ma era necessario fare il viaggio per capire come realizzarlo”.

VIDEOZOOM: INDONESIA CON I RUANGRUPA

“I ruangrupa erano già molto conosciuti per il lavoro nel campo della videoarte, soprattutto per aver organizzato hanno organizzato l’OK. Video – Indonesia Media Arts Festival”, racconta Schroth, che continua: “sono andata a trovarli nella loro sede, posto incredibile con artisti, residenti, progettisti, architetti. Ho visto la loro raccolta di videoarte, e ho provato a spiegare loro ‘Videozoom’, che consiste in una proiezione monocanale con 6-9 opere video (brevi) intorno a un tema ma anche a un territorio geografico.  Abbiamo mostrato loro altri ‘Videozoom’ e man mano abbiamo deciso di tentare un progetto. Ade Darmawan, il fondatore dei ruangrupa, ha aderito al progetto come artista, con Anggun Priambodo, Raslene, Otty Widasari, Mohammed Fauzi, Hafiz. La curatrice era Mahardika Yudha. Molti mesi dopo ci ha inviato il progetto, che è stato finanziato dal governo indonesiano; ma il tema era molto delicato politicamente, con qualche riferimento al periodo suartiano, ancora con ferite aperte.  Nel 2016 a Roma abbiamo presentato la rassegna insieme con Alessandra Cigala all’Accademia Belle Arti di Roma e Sala 1 (nel frattempo il governo aveva ritirato il finanziamento perché volevano censurare il video più interessante). Ade non è riuscito a venire a Roma, ma il progetto rappresenta la prima volta in Italia per una collaborazione con i ruangrupa e una rara occasione per vedere i video di artisti indonesiani”.

I RUANGRUPA A DOCUMENTA 15

Naturalmente abbiamo chiesto a Mary Angela se dopo la nomina dei ruangrupa a curatori della prossima documenta ha sentito il collettivo, e così ci ha risposto: “quando abbiamo saputo della notizia di documenta, abbiamo scritto ad Ade per congratularci, offrendo il nostro sostegno se necessario. Come nel 2016, non aspettiamo una risposta immediata (immaginiamo la situazione con il gruppo adesso!), ma siamo sempre loro sostenitori”.

– Desirée Maida

www.salauno.com

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Spazio espositivoSALA 1
IndirizzoPiazza Di Porta San Giovanni 10 - Roma - Lazio
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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.