Comitato Fondazioni Arte Contemporanea. Cos’è, cosa fa, come funziona

Intervistata durante l’apertura della mostra The Club, presso Nomas Foundation di Roma, Raffaella Frascarelli ci spiega in questa video intervista l’importanza del lavoro sinergico intrapreso dalle fondazioni d’arte italiane

Raffaella Frascarelli, still da video Youtube
Raffaella Frascarelli, still da video Youtube

È doveroso tornare ancora sulla grande stagione di mostre promossa dal Comitato Fondazioni Arte Contemporanea, che coinvolge le realtà artistiche più rilevanti dislocate sul territorio: un network nato nel 2014 da un’idea di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, presidente dello stesso Comitato. Dopo una fase iniziale di confronto e conoscenza delle rispettive attività, le fondazioni partecipanti hanno intrapreso un cammino di grande sinergia e convergenza, grazie anche alla collaborazione con il Mibac, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con un grande risultato, il primo di una serie di avvenimenti che si svolgeranno prossimamente. Si tratta di Grand Tour Contemporaneo: inaugurato lunedì 15 aprile (ve ne avevamo già parlato qui), costituisce una mappatura delle fondazioni nazionali, che in questa occasione decidono di presentare progetti con artisti italiani. In questa occasione, Artribune ha incontrato Raffaella Frascarelli, consigliera del Comitato Fondazioni Arte Contemporanea, che ha spiegato i punti di forza dell’iniziativa in questa video intervista.

IL PROGETTO DI MAGGI PER NOMAS FOUNDATION

Tra le fondazioni aderenti all’iniziativa c’è anche Nomas Foundation di Roma, che ha presentato The Club di Emiliano Maggi, un progetto per esplorare il corpo, da sempre territorio politico, campo di battaglia su cui imposizioni eteronormative si scagliano. Cercando di restituirgli una fluidità e una proprietà di sperimentazione, l’artista ha individuato in Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci, il vocabolario estetico della mostra. Grazie al sostegno economico della casa di moda, avranno luogo alla fondazione un workshop di disegno dal vero (il 2 maggio) e una performance di cucito collettivo con tessuti Gucci (il 5 giugno).

L’INTERVISTA A RAFFAELLA FRASCARELLI

È importante e necessario, in un momento come quello della Biennale di Venezia, mostrare al pubblico internazionale che esistono, in tutto il territorio italiano, diverse realtà che lavorano seriamente e da molto tempo, che sostengono gli artisti italiani in prima persona” spiega Raffaella Frascarelli, curatrice della mostra, aggiungendo, “per noi è un apporto indiretto anche al Padiglione Italia, costituendoci come una sorta di prolungamento, di espansione di quello che è la ricerca che porta avanti alla biennale”.

Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.

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