Biennale di Venezia 2019: tutti gli artisti invitati da Ralph Rugoff

La kermesse, composta da 79 artisti internazionali, rappresenterà la situazione attuale attraverso una narrazione polifonica che rigetta ogni tipo di categoria: qui la lista completa degli artisti che parteciperanno alla 58. Biennale di Venezia

Ralph Rugoff ph. Mark Atkins
Ralph Rugoff ph. Mark Atkins

May You Live in Interesting Times: svelata dal presidente Paolo Baratta e dal direttore Ralph Rugoff la mostra che rappresenterà la tematica (non-tematica, in questo caso) della prossima edizione della Biennale di Venezia. Una kermesse composta da 79 artisti internazionali che si svolgerà tra il Padiglione Centrale ai Giardini e l’Arsenale. Il titolo evoca la volontà di restituire un quadro generale della situazione globale politica e sociale, e suggerisce che per farlo l’unica narrazione possibile sia una pluralità di voci. In un’insolita parità di genere tra autori e autrici, presentiamo l’elenco completo degli artisti invitati.

Ralph Rugoff e Paolo Baratta. Photo by Andrea Avezzù. Courtesy La Biennale di Venezia
Ralph Rugoff e Paolo Baratta. Photo by Andrea Avezzù. Courtesy La Biennale di Venezia

MAY YOU LIVE IN INTERESTING TIMES

“La Mostra si concentrerà sul lavoro di artisti che mettono in discussione le categorie di pensiero esistenti e ci aprono a una nuova lettura di oggetti e immagini, gesti e situazioni” ha spiegato Ralf Rugoff, direttore artistico della prossima Biennale d’Arte di Venezia e curatore della mostra, “Il loro lavoro, animato da curiosità sconfinata e intelligenza di spirito, ci spinge a guardare con sospetto a tutte le categorie, i concetti e le soggettività che sono dati per indiscutibili. Ci invita a considerare alternative e punti di vista sconosciuti, e a capire che “l’ordine” è ormai diventato presenza simultanea di diversi ordini”. La prima cosa che capiamo dalle anticipazioni alla mostra della prossima Biennale, quindi, è che le opere esposte saranno un tentativo di rappresentazione della complessa situazione attuale. E che, per avere un ritratto fedele del nostro tempo, non possono esserci categorie, ideologie, né una lettura univoca. Tutte le certezze vengono messe in discussione, i presupposti spazzati via; largo a una visione frammentaria e a una pluralità di voci. Un coro polifonico e ben equilibrato, composto da una kermesse in cui vige un equilibrio tra artiste donne e artisti uomini: un record mai raggiunto dalla biennale veneziana e, probabilmente, neanche da nessun’altra grande manifestazione internazionale che non fosse espressamente di stampo gender-equality.

TUTTI GLI ARTISTI DELLA BIENNALE DI VENEZIA 2019

Plurale è anche l’età e la provenienza degli artisti: tra i 79 invitati, si annoverano due nomi italiani – Ludovica Carbotta e Lara Favaretto – e tanti provenienti da Asia, Africa e Sudamerica, oltre che da Europa e Stati Uniti. Alcuni già visti nelle istituzioni italiane degli ultimi anni con ampie mostre (la denuncia contro la violenza sui transessuali latinoamericani di Teresa Margolles al PAC di Milano, oppure i progetti di Ed Atkins e Andra Ursuta esposti alla Fondazione Sandretto, e ancora la personale del visionario Jon Rafman alla Galleria Civica di Modena), altri consolidati dal sistema internazionale: come Dahn Vo, artista vietnamita di adozione danese che nel 2018 ha avuto una personale al Guggenheim di New York, oppure Hito Steyerl, che ha occupato la prima posizione nella lista delle persone più influenti del mondo dell’arte di Art Review del 2017 (scesa al quarto nel 2018). Vi presentiamo qui tutti i nomi degli artisti partecipanti alla mostra a cura di Ralph Rugoff:  Lawrence Abu Hamdan, Njideka Akunyili Crosby, Halil Altındere, Michael Armitage, Korakrit Arunanondchai, Alex Gvojic, Ed Atkins, Tarek Atoui, Darren Bader, Nairy Baghramian, Neïl Beloufa, Alexandra Bircken, Carol Bove, Christoph Büchel, Ludovica Carbotta, Antoine Catala, Ian Cheng, George Condo, Alex Da Corte, Jesse Darling, Stan Douglas, Jimmie Durham, Nicole Eisenman, Haris Hepaminonda, Cyprien Gaillard, Gauri Gill, Dominique Gonzalez-Foerster, Shilpa Gupta, Soham Gupta, Martine Gutierrez, Rula Halawani, Anthea Hamilton, Jeppe Hein, Anthony Hernandez, Ryoji Ikeda, Arthur Jafa, Cameron Jamie, Kahlil Joseph, Zhanna Kadyrova, Suki Seokyeong Kang, Mari Katayama, Bul Lee, Weu Liu, Maria Loboda, Andreas Lolis, Christian Marclay, Teresa Margolles, Julie Mehretu, Ad Minoliti, Jean-Luc Moulène, Zanele Muholi, Jill Mulleady, Ulrike Müller, Nabuqi, Otobong Nkanga, Khyentse Norbu, Frida Orupabo, Jon Rafman, Gabriel Rico, Handiwirman Saputra, Tomás Saraceno, Augustas Serapinas, Avery Singer, Slavs and Tatars, Michael E. Smith, Hito Steyerl, Tavares Strachan, Sun Tuan e Peng Yu, Henry Taylor, Rosemarie Trockel, Kaari Upson, Andra Ursuta, Danh Vo, Kemang Wa Lehulere, Apichatpong Weerasethakul, Tsuyoshi Hisakado, Margaret Wertheim e Christine Wertheim, Anicka Yi, Xiuzhen Yin e Ji Yu.

– Giulia Ronchi

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.