La tensione dell’equilibrio. Italo Zuffi a Milano

CLER, Milano – fino al 20 febbraio 2019. Due opere a confronto ‒ una serie fotografica del 2002 e una scultura del 2010 ‒ mostrano la tensione nella ricerca dell’equilibrio e il fragile confine tra immobilità e potenziale di azione.

Tensione nella ricerca dell’equilibrio, simmetria, bilanciamento e labile confine tra immobilità, potenziale di azione e perdita di controllo: Italo Zuffi (Imola. 1969) continua il suo percorso alla ricerca del miracolo / In Search of the Miraculous. E lo fa da anni con sistematicità e coerenza. Le fotografie in bianco e nero di giovani in posa sono drammatizzate da alcune luci rosse che trasformano lo spazio in una grande camera oscura. In quel luogo la superficie si fa immagine. La scultura è invece la rappresentazione di una simmetria precaria. Se prendiamo a prestito il Diagnostic Statistical Manual, conosciuto come DSM ‒ manuale usato negli USA da medici e personale sanitario che indica i criteri diagnostici ‒, Zuffi potrebbe essere affetto da una forma di disturbo ossessivo, una sorta di coazione a ripetere, una liturgia comportamentale automatica. Un’ossessività rituale che lo porta a compiere gesti già conosciuti e per questo rassicuranti. Un modus operandi che non rincorre mai la novità, una costante indagine sull’uomo e sull’esistenza, senza tempo, che fa di Italo Zuffi il miglior artista concettuale italiano della sua generazione.

Daniele Perra

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AutoreItalo Zuffi
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Daniele Perra
Daniele Perra è giornalista, critico, curatore e consulente strategico per la comunicazione. Editorialista e responsabile della copertina di “ARTRIBUNE”, collabora con “GQ Italia”, “ULISSE, "SOLAR" ed è docente di Contemporary Art and Visual Culture allo IED di Milano. È stato fondatore e condirettore di “unFLOP paper” e collaboratore di numerose testate tra cui “ArtReview” “Mousse”, "Harper's Bazaar art America Latina". È stato consulente strategico per la comunicazione della Fondazione Modena Arti Visive, Direttore Comunicazione del Centro Pecci di Prato, Strategic Advisor for Media and Communication alla Malmö Konsthall e Direttore della Comunicazione della Fondazione Thyssen-Bornemisza Art Contemporary. Ha fatto parte del team di selezionatori per alcuni premi tra cui il Premio FURLA e The Sovereign European Art Prize. Ha scritto testi per cataloghi e curato mostre tra cui: Shahryar Nashat in collaborazione con il Centro Pecci, Cantieri Culturali ex-Macelli, Prato (2003); Hans Schabus and the Very Pleasure (Laboratori del Teatro alla Scala di Milano, 2006). Ha pubblicato il volume "Impatto Digitale. Dall’immagine elaborata all’immagine partecipata: il computer nell’arte contemporanea", Baskerville, Bologna. Ha tenuto lecture alla NABA e un corso di Fenomenologia dell’arte contemporanea alla Scuola Politecnica di Design di Milano. È stato caporedattore di “tema celeste” (1999-2007), caporedattore di “KULT” (2007-2010), ha collaborato dal 2000 al 2006 a “Il Sole24ORE” (Domenicale) e all'inserto cultura Saturno de “Il Fatto Quotidiano”.