Il MAN di Nuoro festeggia 20 anni, con l’apertura di una sede e 2 progetti dedicati

Saranno tre giorni di celebrazioni quelle che inizieranno venerdì: per i suoi vent’anni, il MAN di Nuoro si espande nello storico palazzo di Piazza Satta e apre due progetti speciali. Ce lo ha raccontato il direttore Luigi Fassi

il MAN di Nuoro
il MAN di Nuoro

Il Museo d’Arte Contemporanea della provincia di Nuoro si appresta a celebrare vent’anni della sua storia. E lo farà in tre speciali giornate, da venerdì 8 a domenica 10 febbraio 2019, con l’apertura dello storico palazzo di Piazza Satta e una doppia esposizione dedicata al passato e al futuro del museo. Festeggiamenti meritati e molto sentiti dall’istituzione e dalla comunità: un’occasione speciale di cui abbiamo parlato con il direttore (la cui programmazione è partita lo scorso novembre) Luigi Fassi.

Luigi Fassi
Luigi Fassi

VENT’ANNI DI MAN

Il MAN di Nuoro ha percorso dalla sua fondazione, avvenuta nel 1999, una strada in ascesa che l’ha reso un vero punto di riferimento per l’arte contemporanea della Sardegna. Dalle esibizioni di Paolo Fresu all’inizio degli anni 2000 ai festival di letteratura con cui collabora e che ospita, dai concerti ai laboratori, il museo non ha mai perso il carattere di accoglienza e collaborazione che lo ha sempre caratterizzato. “Il MAN in due decenni di lavoro ha costruito attorno a sé una comunità di persone che oggi guarda con orgoglio al museo non solo come a uno strumento di sviluppo del territorio, ma anche come a un landmark identitario”, ci spiega l’attuale direttore Luigi Fassi, “Il MAN è un’utopia concreta, la prova che Nuoro e la sua provincia, ma anche tutta la Sardegna, hanno prodotto innovazione e ricerca in ambito artistico confrontandosi alla pari con istituzioni di tutto il mondo e intrecciando con queste scambi e collaborazioni”. Proprio l’espressione “utopia concreta” sintetizza al meglio la visione di Fassi, che da un anno a questa parte raggiunge dei traguardi senza rinunciare a uno sguardo incantato su questa realtà. Come la questione dello storico palazzo di Piazza Satta, recentemente acquisito dal MAN di cui costituirà un’espansione e che utilizzerà come spazio per mostre e sede degli uffici del personale. Un progetto lanciato anni fa ma che solo ultimamente è stato ripreso e sta per essere portato a termine. “Il riavvio del cantiere è per noi il compimento di un’avventura, la consapevolezza che il MAN non ha smesso di crescere e di ripensare sé stesso in rapporto innanzitutto alla città che lo ospita. Ad esempio, accedere ai nuovi spazi ci permetterà di poter esporre in modo permanente la collezione del museo e riarticolarla con diverse modalità, dando così risposta a un’esigenza che ci viene dal nostro pubblico, interessato a poter avere piena disponibilità di oltre 100 anni di storia dell’arte in Sardegna”. E mentre gli ultimi lavori di restauro (con un progetto firmato dall’architetto Lorenzo Marratzu) si avviano al completamento, la struttura sarà aperta durante i giorni dei festeggiamenti del ventennale, e accoglierà il pubblico e le mostre pensate per l’eccezionale occasione.

COSA ACCADRÀ

Durante le celebrazioni, si guarderà sia al futuro che al passato: sarà infatti allestito un progetto interattivo dello studio Inoke di Nuoro che, tramite l’utilizzo della realtà aumentata, renderà fruibile e “visibile” il nuovo assetto del museo. La seconda parte invece, sarà curata dall’artista Daniela Frongia (San Gavino Monreale, 1981) e costituirà un cammino a ritroso nella storia del museo e dei personaggi che ne hanno scritto la storia, riscoperta tramite inviti, manifesti, cartoline, ma anche materiali video e fotografici. Vent’anni intensi a cui Luigi Fassi guarda con attenzione, sottolineando il ruolo catalizzatore di esperienze e di sperimentazioni svolte dal museo e dichiarando un desiderio di continuità “con la strategia del MAN di collaborare ad ampio raggio e senza limiti geografici, dalla Sardegna stessa agli altri continenti, con musei, istituzioni, artisti, curatori, scrittori”. Un punto di partenza da cui rilanciare un nuovo programma che, in corso dalla fine del 2018, concentra la sua attenzione sul Mediterraneo, un bacino dalle identità storiche e sociali in continua evoluzione, un crocevia di culture e avvenimenti di cui il MAN viene sentito come centro nevralgico e punto privilegiato di osservazione. “L’auspicio dell’evento del Ventennale è che il pubblico rivisiti e riconosca il carattere di inclusività che ha caratterizzato la vita del museo, come luogo di incrocio di visitatori, artisti, curatori, ma anche di esperienze interdisciplinari che qui hanno avuto luogo. Al MAN ci si è sempre incontrati e parlati, grazie ad esso sono nate esperienze culturali complesse e fertili, e spero che questa occasione serva a riflettere proprio su questo aspetto partecipato del museo”.

– Giulia Ronchi

MAN_Museo d’Arte Provincia di Nuoro
Via Sebastiano Satta 27, Nuoro
T. +39.0784.252110
Orario continuato: 10 – 19 | lunedì chiuso
www.museoman.it
[email protected]

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.

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