Biennale di Kaunas 2019 raccontata dai curatori. Il viaggio come condizione esistenziale

“After leaving | Before arriving” è il tema della dodicesima Biennale di Kaunas, la cui curatela è affidata a un team di co-curatori provenienti da tutta Europa. Ecco cosa ci hanno raccontato

Opening of Kaunas biennial at 2015 year Photo by K Cyziute
Opening of Kaunas biennial at 2015 year Photo by K Cyziute

Affronterà il tema del viaggio, inteso nelle sue accezioni reale e metaforica, la dodicesima edizione della Biennale di Kaunas, che si terrà dal 7 giugno al 29 settembre 2019 nella città lituana insignita del titolo di Capitale Europea della Cultura 2022. After leaving | Before arriving è il tema della rassegna, che quest’anno sperimenterà l’approccio critico e metodologico della co-curatela, affidandosi a un team composto da cinque curatori internazionali: Elisabeth Del Prete (Italia-Regno Unito), Daniel Milnes (Regno Unito-Germania), Lýdia Pribišová (Slovacchia), Neringa Stoškutė (Lituania) e Alessandra Troncone (Italia) insieme al consulting curator Lewis Biggs. Caratteristica della Biennale di Kaunas è infatti quella di reinventarsi a ogni edizione, non solo proponendo di volta in volta un tema diverso, ma cambiando la sua struttura, i termini di partecipazione e i luoghi della mostra, e invitando inoltre nuovi collaboratori, curatori, artisti e altri operatori dell’arte e della cultura a portare nuove idee.

Team of 12th Kaunas Biennial curators photo by G Zaltauskaite
Team of 12th Kaunas Biennial curators photo by G Zaltauskaite

IL VIAGGIO DI KAUNAS

After leaving | Before arriving è il tema della Biennale di quest’anno, che indaga il concetto di viaggio inteso non solo come spostamento da un luogo all’altro, ma anche come condizione esistenziale di “transizione”. Da questo punto di vista, la stessa Kaunas si fa rappresentante del tema After leaving | Before arriving: “abbiamo poi deciso di declinare il tema del viaggio in termini più metaforici, insistendo sull’accezione di trovarsi ‘in sospeso’ tra un punto di partenza e un punto di arrivo, non solo da un punto di vista geografico ma anche identitario ed esistenziale”, spiegano ad Artribune i curatori della Biennale di Kaunas 2019. “Tutto ciò si lega molto bene alla storia di Kaunas, che negli anni ha visto avvicendarsi regimi diversi (invasione sovietica, poi nazista, e di nuovo sovietica), con circa un ventennio (1919-1940) vissuto da capitale della Lituania. Una ‘capitale temporanea’ che conserva le tracce di un passato glorioso, in particolare negli esempi di architettura modernista, e che ha svolto un importante ruolo culturale, anche in qualità di centro dell’intellighenzia del Paese. Dopo la liberazione di Vilnius”, continuano i curatori, “Kaunas è tornata a essere la seconda città della Lituania, ma continua a essere un centro molto attivo dal punto di vista culturale, condizione che ha contribuito alla sua nomina di Capitale Europea della Cultura per il 2022. Questi continui cambiamenti, insieme alla tensione che si respira tra un passato recente e un futuro da scrivere, rappresentano un punto di partenza ideale per indagare una condizione che, per quanto specifica, si presta ad abbracciare concetti più universali e ben radicati nella nostra contemporaneità”.

LA BIENNALE E LA CO-CURATELA

After leaving | Before arriving prende dunque avvio dalla storia di Kaunas per esaminare in senso più ampio i concetti di passaggio e transizione: la mostra indaga tutte quelle dinamiche socio-politiche e culturali messe in moto nel processo di costruzione dell’identità nazionale nell’Est Europa, dove nuove alleanze europee vengono generate dai legami dei regimi passati, attraverso le poetiche e i linguaggi dell’arte contemporanea. Ad affrontare criticamente un tema così complesso sarà il team di co-curatori formato da Elisabeth Del Prete, Daniel Milnes, Lýdia Pribišová, Neringa Stoškutė e Alessandra Troncone guidati dal consulting curator Lewis Biggs: “la co-curatela è garanzia di diversi punti di vista e idee su cosa è rilevante in differenti paesi e culture”, spiega Biggs. “Internazionalità e trans-nazionalità sono oggi concetti fondamentali: viviamo in un mondo globale che, volente o nolente, include prospettive multiple. Il dialogo è alla base di ogni apprendimento, e il processo della co-curatela offre dialoghi su vari livelli – tra i membri del team curatoriale, tra il team e gli artisti, tra gli artisti e il pubblico, tra la scena internazionale e quella locale – a beneficio di tutti i partecipanti”. Ma come sta procedendo la collaborazione tra i co-curatori? “Nonostante proveniamo da background differenti, ci siamo trovati sin da subito a lavorare bene insieme perché abbiamo scoperto una fondamentale affinità di approccio e interessi comuni”, rispondono alla nostra domanda. “Ogni scelta viene quindi discussa e condivisa, in un processo che è molto stimolante e che è accompagnato da Lewis Biggs nella figura di consulting curator. La sua esperienza decennale, soprattutto nel contesto delle Biennali, ha facilitato l’individuazione di una metodologia di lavoro, sulla quale innestare le nostre proposte personali e le scelte collettive. Le nostre settimane a Kaunas sono sempre molto intense, tra meetings, studio visit e sopralluoghi. È un’occasione anche per scoprire la scena artistica lituana, che è in costante crescita e sempre più proiettata verso il contesto internazionale”.

– Desirée Maida

Kaunas // dal 7 giugno al 29 settembre 2019
Biennale di Kaunas
www.bienale.lt

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.