pulsazione#1 ECO, il progetto performativo di Emilio Fantin alla Casa dei Risvegli di Bologna

Un labirinto metallico dal quale ascoltare le voci della Casa dei Risvegli. Ecco il progetto di Emilio Fantin

Emilio Fantin, Integratore
Emilio Fantin, Integratore

C’è già grande fermento per l’Art Week bolognese, che si svolgerà in concomitanza con ArteFiera (dall’1 al 4 febbraio 2019): già pronta un’agenda fittissima di eventi collaterali e un programma culturale vivace. Ci sono anche luoghi, però, che chiedono concentrazione e un raccoglimento assoluto: è il caso della Casa dei Risvegli Luca De Nigris, struttura pubblica USL, adibita alla riabilitazione dei casi di cerebrolesione, che ospiterà pulsazione#1 ECO, installazione performativa di Emilio Fantin.

PULSAZIONE#1 ECO

Il progetto di Emilio Fantin (Bassano del Grappa, 1954) si trova ad un incrocio tra installazione, performance, happening. Il punto di partenza è una grande struttura, che l’artista chiama l’Integratore: un labirinto di dimensioni variabili (8×5 metri circa), composto da reti metalliche e una parte centrale in tessuto che costituisce un intimo rifugio-palcoscenico dove i visitatori possono ascoltarsi, ma non vedersi. “Il carico emotivo dell’aura generata dalla Casa dei Risvegli e dai suoi ospiti intensifica il potere evocativo della voce di coloro che, all’interno dell’Integratore, ne raccontano le storie”, si legge in una nota che spiega il concept dell’opera. “Esse ci invitano a essere parte di un mondo solo apparentemente lontano in un dialogo sull’onda del silenzio”. Nell’opera infatti, fruibile da un numero limitato di persone, vengono inserite sei sedie – anch’esse progettate da Fantin -, di cui quattro saranno occupate da spettatori e due da “narratori”, scelti tra ex pazienti, pazienti, personale della Casa dei Risvegli e quello dell’associazione di volontariato Gli amici di Luca, che partecipa al progetto. Questa onlus, fondata con l’intento di ideare e promuovere progetti di arte contemporanea all’interno delle strutture sanitarie, costituisce l’ennesimo felice caso di connubio che si è rivelato molto fertile negli ultimi anni: quello tra arte e malattia. Il progetto pulsazione#1 Eco sarà l’occasione ideale per sensibilizzare e raccontare la potente forza di scambio che si crea quando il processo creativo entra nella terapia, e viceversa.

EMILIO FANTIN

“Da tempo uso dire che ‘lavoro con la gente’. Si tratta di situazioni in cui tutti gli attori (pubblico e non) vivono un’esperienza. La diversità tra artista e pubblico accende la curiosità ma ‘l’essere presenti’ dà vita all’epifania. Quest’esperienza è solo in parte determinata dalla proposta artistica ma per realizzarsi deve essere nutrita dalla volontà e dall’immaginazione dei presenti. Non si tratta di assistere ma di dare vita a un rito”. Così descrive il cuore delle sue azioni Emilio Fantin in un’intervista con Fabiola Naldi, curatrice del progetto pulsazione#1 ECO. L’installazione, originariamente progettata in occasione di un coinvolgimento di Emilio Fantin all’interno della Fondazione Pistoletto, rispecchia pienamente la pratica dell’artista, che comincia nel 1991 con i primi esperimenti di relazione tra arte e pubblico, pubblico e artista, tramite azioni performative. “In molti miei interventi è sempre vivo l’aspetto rituale. La ritualità si nutre dell’ispirazione artistica attraverso la creazione di strumenti adatti. I partecipanti lo fanno con la loro presenza e catalizzano la forza dell’evocazione”, prosegue l’artista. “In questo caso sono molto grato alla casa dei Risvegli Luca De Nigris, a Fulvio De Nigris e a tutti coloro che vi abitano o che vi lavorano per l’occasione che mi offrono. Le vicende che si possono immaginare in questo luogo sono, dal punto di vista evocativo, estremamente potenti. Aleggia la consapevolezza di una vita cosciente e di diversa coscienza che s’incontrano in un punto che origina una tensione verso un valore simbolico, la soglia, per ribadire il mistero costante della vita”.

– Giulia Ronchi

Bologna // dall’1 al 3 febbraio 2019
Emilio Fantin – pulsazione#1 ECO
a cura di Fabiola Naldi
Casa dei Risvegli Luca De Nigris
via Giulio Gaist 6
prenotazione obbligatoria dal 15 al 30 gennaio 2019 inviando una e-mail a [email protected]

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.