Come una poesia muta. Alberto Garutti a Roma

Zoo Zone Art Forum, Roma ‒ fino al 14 febbraio 2019. Alberto Garutti è a Roma con “Sehnsucht”, un nuovo progetto che rivisita in profondità uno dei concetti cardine dello spirito romantico tedesco.

D’un rosa pallido e appena impalpabile, le due strutture in ceramica presentate da Alberto Garutti (Galbiate, 1948) alla Zoo Zone Art Forum di Roma, pongono al centro dell’attenzione un discorso poetico affidato all’immagine.
Ripercorrendo una poesia di Joseph von Eichendorff (Sehnsucht, che potremmo tradurre con la leggerezza di un Desiderio struggente), il cui titolo è preso a prestito per dare il nome alla mostra, Garutti ripulisce l’intero spazio della galleria ponendo le due sculture all’ascolto solitario, l’una dell’altra: in un vibrante e sentito rapporto di geometrica complementarità. Simili tra loro e intese dall’artista come un unico corpo scultoreo separato dalla distanza che intercorre tra la sola sala dello spazio espositivo e gli ambienti dell’ufficio, le due parti di questo nuovo racconto proposto dall’artista disegnano una riflessione “sull’incontro, sul vuoto ambiguo e indecifrabile che separa persone e cose” in un mondo che ha perso i propri ideali, i propri confini.

Antonello Tolve

Evento correlato
Nome eventoAlberto Garutti
Vernissage14/12/2018 ore 19
Duratadal 14/12/2018 al 14/01/2019
AutoreAlberto Garutti
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoZOO ZONE ART FORUM
IndirizzoVia del Viminale 39 00184 - Roma - Lazio
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Antonello Tolve
Antonello Tolve (Melfi, 1977) è titolare di Pedagogia e Didattica dell’Arte all’Accademia Albertina di Torino. Ph.D in Metodi e metodologie della ricerca archeologica e storico artistica (Università di Salerno), è stato visiting professor in diverse università come la Mimar Sinan Güzel Sanatlar Üniversitesi, la Beǐjin̄g Yuy̌ań Daxué, l’Universitatea de Arta si Design de Cluj-Napoca e la Universidad Central de Venezuela. Critico d’arte e curatore, è stato commissario in diverse giurie internazionali. Tra i suoi libri si ricordano “Gillo Dorfles. Arte e critica d’arte nel secondo Novecento” (La Città del Sole, 2011), “ABOrigine. L’arte della critica d’arte” (PostmediaBooks, 2012), “Ubiquità. Arte e critica d’arte nell’epoca del policentrismo planetario” (Quodlibet, 2013), “La linea socratica dell’arte contemporanea. Antropologia Pedagogia Creatività” (Quodlibet, 2016), “Istruzione e catastrofe. pedagogia e didattica dell’arte nell’epoca dell’analfabetismo strumentale” (Kappabit, 2019), “Me, myself and I. Arte e vetrinizzazione sociale ovvero il mondo magico del selfie” (Castelvecchi, 2019), “Atmosfera. Atteggiamenti climatici nell’arte d’oggi” (Mimesis, 2019). Ha curato con Stefania Zuliani il volume di Filiberto Menna, “Cronache dagli anni settanta. Arte e critica d'arte 1970-1980” (Quodlibet, 2017) e, con S. Brunetti, “Il sistema degli artisti. Collezione, conservazione, cura e didattica nella pratica artistica contemporanea” (Mimesis, 2019). Dal 2018 e Direttore della sede romana della Fondazione Filiberto e Bianca Menna e dal 2014 è curatore della Gaba.Mc – Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Macerata.