Morto a Modica l’artista Piero Guccione. Aveva 83 anni

Si è spento in ospedale, a Modica, in provincia di Ragusa, Piero Guccione, una delle voci più autorevoli del gruppo di Scicli. Allievo ed assistente di Renato Guttuso, ha partecipato a numerose mostre in Italia e all’estero.

Piero Guccione. Verso l’infinito - photo dal set di Gianni Mania
Piero Guccione. Verso l’infinito - photo dal set di Gianni Mania

Alla fine non ce l’ha fatta. È morto all’Ospedale Maggiore di Modica, in provincia di Ragusa, dove era ricoverato da qualche giorno, Piero Guccione (Scicli, 1935 – Modica, 2018), pittore ed incisore, tra le voci più autorevoli del “gruppo di Scicli”, un nucleo di artisti nato e cresciuto intorno alla figura di Renato Guttuso (Bagheria, 1911 – Roma, 1987). Guccione aveva 83 anni.

LA BIOGRAFIA

L’incontro con Guttuso ha rappresentato indubbiamente il punto di svolta nella vita e nella carriera di Guccione. Formatosi all’Istituto d’arte di Catania, l’artista siciliano si trasferisce nel 1954 a Roma per studiare all’Accademia di Belle Arti. Qui incontra Guttuso di cui sarà assistente dal 1966 al 1969 per la cattedra di pittura. Sono anni di lavoro inteso per Guccione, ma anche di tanti riconoscimenti internazionali. Nel 1961, su richiesta dell’American Federation of Art, organizza una mostra di pittura all’Università di Columbia di New York, ospitata in seguito nelle maggiori università americane. A partire dagli anni Ottanta partecipa a numerose mostre in importanti istituzioni museali internazionali, tra cui l’Hirshhorn Museum di Washington, nel 1984, il Metropolitan Museum of Art di New York, nel 1985 due edizioni della Quadriennale (1972 e 1992) e diverse edizioni della Biennale di Venezia (1966, 1972, 1978, 1982, 1988) che, nel 1988, gli ha dedicato una personale nel Padiglione Italiano. La figura di Guccione è strettamente legata al “gruppo di Scicli”, definizione coniata da Guttuso nel corso di un’intervista rilasciata a Il Tempo nel 1981.  “Nel deserto della pittura italiana” disse Guttuso in quell’occasione, “c’è la purezza d’intenti di un gruppo di artisti che opera nell’estrema periferia, lontani dal dinamismo delle metropoli, dalle Biennali d’arte, dalla velocità consumistica alla quale neppure l’opera d’arte riesce a sottrarsi“.

IL CORDOGLIO DI SGARBI

A poche ore dalla morte di Guccione giungono, in una nota emessa dal suo ufficio stampa, le parole di cordoglio di Vittorio Sgarbi, che ha curato le due ultime mostre dell’artista siciliano a Castellabate, nel Cilento, e al Museo di Caltagirone. “Piero Guccione è stato senza dubbio, e occorre dirlo chiaro e forte, il più grande pittore degli ultimi 50 anni”, dichiara Sgarbi, “Dopo la morte di Fontana, Gnoli e Burri ha rappresentato la sintesi suprema di pittura figurativa e astratta. Nessuno ha rappresentato meglio di lui l’essenza e il turbamento dell’uomo alla fine dell’Universo di valori dell’Occidente”.

– Mariacristina Ferraioli

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AutorePiero Guccione
CuratoreVittorio Sgarbi
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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.

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