Tornare alla pittura. Claudio Verna da Cardi e Monitor, tra Milano e Roma

Due gallerie, Cardi e Monitor, presentano a Milano e a Roma due personali dedicate allo stesso artista: Claudio Verna. Con tagli e proposte differenti, in una grande riflessione su un importante maestro italiano.

Installation view, Cardi Gallery, Milano
Installation view, Cardi Gallery, Milano

Due mostre molto diverse tra loro, due gallerie con percorsi differenti, un unico artista. Nasce da un caso e non da una progettualità, da un interesse comune e non da una collaborazione, la doppia mostra personale di Claudio Verna da Cardi a Milano e da Monitor a Roma. La prima, inaugurata il 17 settembre, la seconda in apertura il 21 settembre. Certo, la concomitanza è stata poi cercata, con un approccio positivo che ha spinto poi le due gallerie a costruire, nelle due Capitali italiane, “l’evento”, sebbene nella struttura i percorsi espositivi si distinguano per opere, taglio e sapore. Ma non nel senso della scoperta e della valorizzazione della ricerca di questo artista nato nel 1937 a Guardiagrele, tra i protagonisti della pittura italiana negli anni ’70. Debutta alla Galleria Numero di Firenze nel 1960; nel suo cv oltre 100 personali in Italia e all’estero, e partecipazioni alla Biennale di Venezia (1970, 1980). Quella da Cardi è la sua prima personale nello spazio milanese, che segue una retrospettiva, sempre nel 2018, nella sede di Londra.

A LONDRA

“A Londra abbiamo avuto un ottimo responso per la mostra di Carlo Verna che ha sollevato interesse sull’artista anche a livello internazionale”, ci spiega Edoardo Osculati, direttore della Cardi Gallery. “A Milano l’inaugurazione è andata molto bene con un’ottima affluenza di visitatori e collezionisti. L’intenzione della galleria è quella di continuare a promuovere l’opera di Claudio Verna e mostrarlo alle fiere nazionali e internazionali a cui la galleria partecipa ogni anno per rendere ancora più noto il suo lavoro nel mondo. Come sai la galleria vuole promuovere, tra l’altro, gli artisti italiani che hanno iniziato la loro ricerca nel secondo dopo guerra e Verna si inserisce bene nel percorso della galleria Cardi”. L’artista è tra i protagonisti di una esperienza italiana che si inserisce in quell’afflato più ampio della Pittura analitica, che vede tra i suoi araldi figure e programmi analoghi come quelli condotti da Daniel Buren, Niele Toroni, Robert Mangold e, in patria, Claudio Olivieri e Pino Pinelli, tra gli altri, in un aperto dibattito anche con artisti come Frank Stella e Kenneth Noland. Tutti loro scelgono di tornare alla pittura e alle sue ragioni “antiche e irrinunciabili”. Una svolta coraggiosa in un momento in cui l’arte sta spostando l’asse verso altre direzioni. Una scelta coraggiosa anche oggi.

Claudio Verna da Monitor
Claudio Verna da Monitor

TRA MILANO E ROMA

È un doppio progetto, questo, che sembra iscriversi idealmente in un momento per la l’arte italiana, di grande e profonda riflessione su quelle esperienze che hanno segnato la nostra storia, pur non inserendosi nel flusso dominante. Da qui le mostre dedicate a Cesare Tacchi, a Palazzo delle Esposizioni, o a Pino Pinelli, a Palazzo Reale, solo per fare qualche esempio. “Lavoriamo con Claudio Verna dal 2013 grazie anche all’introduzione di Davide Ferri, critico e curatore che stimo molto”, ci spiega Paola Capata, titolare della Galleria romana. “Dopo tanti anni passati a lavorare con giovani artisti, per lo più legati (almeno all’epoca degli esordi) alla mia generazione, sentivo l’esigenza di iniziare a lavorare anche con artisti che rappresentassero una parte della nostra storia e Claudio Verna è fondamentale nell’avventura della pittura Italiana dagli anni ’50 ad oggi. Claudio è stato il primo di una serie di artisti nati negli anni ‘30 di cui la galleria ha iniziato ad occuparsi. Nel tempo abbiamo dato il nostro piccolo contributo -piccolo se si pensa alla straordinaria storia e carriera di Verna- esponendolo negli Stati Uniti, a Parigi ed a Basilea, con la partecipazione a diverse fiere internazionali”.

Installation view, Cardi Gallery, Milano
Installation view, Cardi Gallery, Milano

LE DUE MOSTRE

Ma come differiscono le due mostre? A Milano, Cardi, complice il curatore Piero Tomassoni, sceglie di esporre 11 dipinti monocromi di grandi dimensioni, prodotti tra il 1967 e il 2016: protagonista è l’uso in pittura del bianco, significativo, corposo, spazio di luce, con una propria personalità e identità. Ma anche un aspetto particolare nella ricerca dell’artista, definito più volte “maestro del colore”. A Roma, invece, è il colore a farla da padrone. Spiega la Capata: “Sono due mostre molto diverse. La mostra di Cardi è rivolta a quelle opere dove era ed è preponderante l’uso del bianco. Una bella maniera di osservare un altro aspetto della sua opera! La mostra da Monitor propone un taglio sperimentale in cui si dà grandissimo spazio al lavoro su carta di Verna e al discorso sul segno che da sempre riguarda la sua ricerca. L’idea della mostra nasce dal giorno del compleanno di Claudio l’anno scorso, in cui al ricevimento in un bellissimo albergo di Spoleto io e il curatore Davide Ferri abbiamo avuto modo di vedere un suo pastello lungo ben sei metri e lì esposto. Un’opera incredibile da cui si comprendeva tutta la potenza del lavoro. Da lì la struttura della mostra attuale in cui le carte dialogano con episodi di pittura -in minima misura presenti ma efficacissimi”. Ma come vivono la compresenza degli eventi le due gallerie? “Il fatto che il 21 settembre Claudio Verna inauguri anche da Monitor a Roma”, ci spiega Osculati, “crediamo sia molto positivo per aumentare l’attenzione su questo grande artista e ci auguriamo che si possano sempre più unire le energie in futuro con altre gallerie”.

-Santa Nastro

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.