Italiani all’estero: Christian Fogarolli alla Galerie Mazzoli di Berlino. Le immagini

È un viaggio sospeso tra credenze popolari del passato e tracce di presente, la prima personale in Germania di Fogarolli. In mostra fotografie di archivio, strumenti medici e pietre dalle proprietà “miracolose”. Le immagini

Christian Fogarolli, In Pink, 2018, installation, pigment print on cotton paper HahnemÅhleˇFineArt, stone, steel, glass, UV light, 40 x 30, cm
Christian Fogarolli, In Pink, 2018, installation, pigment print on cotton paper HahnemÅhleˇFineArt, stone, steel, glass, UV light, 40 x 30, cm

Per la sua prima personale in Germania, STONE OF MADNESS curata da Nadim Samman alla Galerie Mazzoli di Berlino, Christian Fogarolli (Trento, 1983) esplora quel sottile confine tra follia e devianza sociale che sembra attraversare la politica, la società e le ambizioni umane nell’età contemporanea. Le fotografie e le sculture esposte traggono ispirazione da una particolare credenza, diffusa nel tardo Medioevo e nel Rinascimento del Nord Europa, che sosteneva che la colpa di certi squilibri fosse da attribuire ad una sorta di piccola pietra, appunto the stone of madness, che si formava all’interno del cervello per rimuovere la quale erano utilizzate una serie di discutibili tecniche chirurgiche, documentate da disegni e racconti dell’epoca. Le pratiche di apertura del cranio erano molto diffuse all’epoca per consentire la fuoriuscita degli “spiriti” maligni. “Gli stati mentali e gli squilibri dell’anima” racconta ad Artibune Christian Fogarolli “restano nella società contemporanea delle dimensioni indecifrabili, arrivano in una scia tramutandosi in qualcosa che per alcuni è perfino tangibile, estirpabile .Alcuni individui reagiscono alla vita come alcune pietre reagiscono alla luce: proprietà naturali. Nella natura stessa delle cose non è dato sapere se queste proprietà siano buone o meno, è l’uomo a stabilirlo e deciderlo perché quella natura ha deciso oggi di dominarla, anziché di vivere con essa.” Le opere in mostra ruotano attorno alla visualizzazione della malattia interiore e comprendono oggetti trovati, come strumenti medici e fotografie d’archivio, nonché pietre con proprietà “miracolose”. Le immagini.

– Mariacristina Ferraioli

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia, Marie Claire Maison, Le Quotidien de l'Art. Ha conseguito un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano, è docente a contratto presso diverse istituzioni e fa parte del team curatoriale di ArtLine, progetto d’arte pubblica del Comune di Milano nel parco di CityLife.