Cosa farai domani, Milano? Elena Samistraro realizza un biscione per il nuovo Apple store

Selezionata insieme ad altri 20 creativi basati in città, la designer milanese partecipa al lancio del nuovo store del gigante di Cupertino aggiungendo al suo bestiario di ceramica il “bisson” simbolo dei Visconti.

Apple Store Milano

C’è anche Elena Salmistraro (Milano, 1983) tra i 21 artisti selezionati da Apple per accompagnare il lancio del suo nuovo store milanese rispondendo alla domanda “Cosa farai domani, Milano?” con una riflessione in varie forme sulla città e sul suo potenziale creativo. Assieme al collega Valerio Sommella, e a illustratori, musicisti, fotografi, la designer e artista trentacinquenne nota per il suo stile grafico e le frequenti incursioni nell’immaginario zoomorfo è stata chiamata a realizzare un progetto e un’animazione usando i device e gli strumenti di disegno proposti dal gigante di Cupertino. I creativi, ai quali è stato chiesto di valorizzare uno degli aspetti della milanesità, tangibile o simbolico, nel loro personale linguaggio artistico (per esempio, la musicista L I M ha lavorato su frammenti sonori rubati alla vita quotidiana), sono stati coinvolti in una serie di incontri gratuiti e aperti ai cittadini all’interno del più vasto programma Today at Apple. Oltre agli appuntamenti con i creativi, quest’ultimo – globale, a differenza dell’iniziativa milanese – comprende anche lezioni di musica, laboratori fotografici e altri corsi rivolti ai possessori di melafonini e altri apparecchi della casa.

THE NEW ITALIAN DESIGN

La collaborazione arriva in un momento di piena ascesa per la progettista, a dieci anni dall’apertura del suo studio milanese e a sei anni dalla Lankies’s Family, la “famiglia degli spilungoni” formata da vasi e oggetti in cartapesta. La prima collezione a conquistare una visibilità importante dal Superstudio alle rotte internazionali di The New Italian Design, la mostra itinerante sul design italiano contemporaneo organizzata negli anni scorsi dal Triennale Design Museum e curata da Silvana Annicchiarico e Andrea Branzi. Agli spilungoni hanno fatto seguito, tra i tanti progetti, le famiglie di personaggi-contenitori di ceramica realizzati per Bosa: Loricato e Kepri, un armadillo e uno scarabeo, disegnati per un’altra mostra allestita in Triennale (ANiMAlità, del 2015, sempre con la curatela di Silvana Annicchiarico), e poi Kandti, Mandrillus e Brazza, le tre scimmie di Primates, la collezione di vasi-scultura presentata nel 2017.

IL BISCIONE PER APPLE

Il nuovo progetto studiato per Apple viaggia nello stesso solco, e continua a fare ricorso alla ceramica colorata e a un immaginario faunistico. Elena Salmistraro ha scelto come fonte di ispirazione uno dei simboli più famosi e rappresentativi di Milano, il biscione della casata dei Visconti. “Mi sono divertita a immaginare che la domanda Cosa farai domani, Milano?  non fosse posta a me, ma direttamente al biscione” ci ha spiegato la designer “Ho quindi immaginato un biscione che come la città non smette mai di svilupparsi, di crescere fino a diventare quasi un drago, di evolversi umanizzandosi, che sappia esaltare il suo lato artistico, che sia ricco di colori e sempre alla moda, che non sia ostile, ma al contrario mostri il suo lato migliore, che sia amichevole e protettivo”.

L’USO DEI DISPOSITIVI DIGITALI

Imparare a usare i dispositivi digitali imposti dall’accordo con l’azienda – nello specifico, un Ipad Pro e una matita digitale con l’applicazione Procreate di Apple – non è stato immediato, ma il gioco è valso la candela. “Di solito quando progetto, tutto parte da una matita ed un foglio qualsiasi di carta, ci tengo a precisare qualsiasi, perché spesso si tratta di tovaglioli, scontrini o quello che trovo al momento, mi serve per fissare l’idea, bloccarne l’attimo. Poi devo scannerizzare e ripulire l’immagine, e con questo sistema l’operazione si è rivelata velocissima, con un risultato già in alta risoluzione. Ovviamente mi sono concentrata soltanto sull’aspetto bidimensionale, per poi trasmettere il mio concept al modellatore 3d che ha potuto analizzare i miei schizzi nel dettaglio, per rendere il modello il più coerente possibile ai disegni”. Il 9 settembre, Elena è salita in cattedra per insegnare a disegnare con gli stessi strumenti a un pubblico di adulti e bambini – “scelti, questi ultimi, in un primo momento perché pensavo potessero essere più semplici da gestire come allievi degli adulti, ma mi aspetto di tutto, anche che riescano a mettermi in crisi con le loro domande”.

MILANO

Milano, cui Artribune ha dedicato ben due puntate della rubrica Talk Show, è una fonte di ispirazione naturale per la designer, che ha già attinto al patrimonio simbolico della sua città in passato. La collezione di accessori per la casa e per la tavola Ambrosiana, creata nel 2014 con le colleghe Serena Confalonieri e Cristina Celestino, rileggeva in chiave contemporanea alcuni emblemi della milanesità, dalle vetrate del Duomo al “drago verde”, la fontanella dell’acqua potabile in ghisa. “Vivo a Milano da sempre, non mi sono mai spostata” ci ha raccontato “e qui ogni angolo è fonte di ispirazione. Le opere d’arte, certo, le mostre, ma anche il verde che vedo tutti i giorni dalla finestra del mio studio in via Calusca. In questi ultimi anni, poi, c’è un grande fermento culturale, la città è in evoluzione continua”. Come il bisson di Elena Salmistraro, anche Milano ha avuto la sua metamorfosi ed è diventata un bel drago, vestito di tanti colori.

– Giulia Marani

Kids Hour – L’ora dei ragazzi / Milano, 9 settembre
Apple Store Piazza Liberty, dalle 10.30 (previa iscrizione sul sito)
www.apple.com
www.elenasalmistraro.com

 

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Giulia Marani
Giornalista pubblicista, vive a Milano. Scrive per riviste italiane e straniere e si occupa della promozione di progetti editoriali e culturali. Dopo la laurea in Comunicazione alla Statale di Milano si specializza in editoria a Paris X-Nanterre. La passione per l’universo del progetto nasce proprio a Parigi, dove lavora nella redazione della rivista Architectures à vivre (dal 2007 al 2012) e partecipa al lancio di EcologiK, la prima rivista francese dedicata alla progettazione ecoresponsabile. Collabora con Artribune dal 2013 e coordina le pagine dedicate al design da gennaio 2019.