“La cultura come una festa”. John Armleder a Napoli

Museo Madre, Napoli – fino al 10 settembre. Il virgolettato qui sopra è del direttore del Madre, Andrea Viliani, ed è la sintesi dell’idea di arte secondo John Armleder. Che fa incontrare le arti, e gli oggetti con l’arte, in un eterno presente di condivisione.

John Armleder, E hoi e, 2001 : John Armleder, Untitled (FS), 1998
John Armleder, E hoi e, 2001 : John Armleder, Untitled (FS), 1998

Un prisma spazio-temporale a 360° che, remixando opere del passato e recenti, proprie e altrui, arte, feticci della cultura, design e oggetti di funzione, riformula i concetti stessi di arte, mostra e autore, e tutto incorpora, “assorbendo le cose belle”. Per Andrea Viliani, curatore – con Silvia Salvati – della retrospettiva partenopea, John Armleder (Ginevra, 1948) “dialoga allo stesso modo con Tiziano e con una sedia di design”.
Con la stessa trascinante fluidità di una riuscita pellicola, trasformando una retrospettiva statutaria nell’animata carrellata di una continua ri-creazione. Non azzardata del resto è la metafora cinematografica, arte totale, per un artista che ha forgiato la propria libertà operativa nell’interdisciplinarietà di Fluxus.

OLTRE LE BARRIERE. TRE VOLTE

Sono soprattutto tre, le fusioni di barriere messe a punto dall’incandescenza di Armleder: tra oggetti e arte, tra passato e presente, tra artefatti propri e altrui.
La prima è evidente già a inizio percorso dalla raccolta di disegni Anni Sessanta, che tra aromi informali, frottage, bruciature e reazioni chimiche, mostrano l’incorporazione del quotidiano nell’arte, tra sperimentazione e ironia ancora Pop. Nelle sale successive, più forte si fa la geometrizzazione Neo Geo con le Furniture Sculptures, nel trattare interi mobili e stanze come pennellate astratte. Pittoricismo che del resto esplode nei Dot e Puddle Paintings.
La seconda appare nelle stanze centrali e finali, che fonde opere di oggi e ieri in incontri capaci di evidenziare nuovi e sorprendenti significati.
La terza esplode integrando in nuove opere site specific – in omaggio alla Campania Felix – totem artistici come la Danae di Tiziano e frammenti di affreschi da Oplonti, con tuttavia una maggior reverenza, che rende l’intervento dell’artista la mise en valeur di loro dettagli, e non viceversa.

John Armleder, Untitled, 2018 : Tiziano Vecellio, Danae
John Armleder, Untitled, 2018 : Tiziano Vecellio, Danae

L’AMBIENTE COME OPERA. NEL QUOTIDIANO

Tratta come opere interi ambienti, Armleder, e l’ambiente della mostra stessa come una nuova opera, integrando passato e presente con la stessa libertà con cui maneggia spazi e cose.
Non a caso, l’uso dell’oggetto quotidiano in Armleder è unico. Se in ottica duchampiana e avanguardistica esso si “riscaldava” nell’uso defunzionalizzante, assurdo e ironico, nella Pop si raffreddava in reiterazione minimal ed esautorante, e nel Neo Geo si raggelava ancor più come metafora della massificazione, in Armleder si presuppone tutto ciò per superarlo, e la temperatura si equilibra nella pace dei sensi di un’attitudine inaspettatamente contemplativa, al di sopra dei tempi: l’oggetto è raffreddato nella misura in cui, valevole solo per la sua percezione formale, si allontana da memoria e funzione, ma riscaldato nella misura in cui si avvicina, nel suo uso estetico e riattualizzato, a una sempre lucida aderenza e contatto con le ragioni di ogni oggi e di una atemporale Arte.

Diana Gianquitto

Evento correlato
Nome eventoJohn Armleder - 360°
Vernissage22/06/2018 ore 19
Duratadal 22/06/2018 al 10/09/2018
AutoreJohn Armleder
CuratoriAndrea Viliani, Silvia Salvati
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoMADRE - MUSEO D'ARTE CONTEMPORANEA DONNAREGINA
IndirizzoVia Settembrini 79, 80139 - Napoli - Campania
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Diana Gianquitto
Sono un critico, curatore e docente d’arte contemporanea, ma prima di tutto sono un “addetto ai lavori” desideroso di trasmettere, a chi dentro questi “lavori” non è, la mia grande passione e gioia per tutto ciò che è creatività contemporanea. Collaboro stabilmente con Artribune dal suo nascere, dopo aver militato fino al 2011 in Exibart. Curo rassegne, incontri, mostre, corsi, workshops e seminari in collaborazione, tra gli altri, con il Pan – Palazzo delle Arti Napoli, il Forum Universale delle Culture 2010, la Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Accademia di Belle Arti di Napoli, l’Università Parthenope e le gallerie Overfoto e Al Blu Di Prussia. Sono da anni ideatrice, curatrice e docente di corsi e laboratori di avvicinamento all’arte contemporanea in numerosi enti culturali, condotti secondo una metodica sperimentale da me ideata che sintetizzo sotto il label di CCrEAA - Comprensione CReativa e Empatico Ascolto dell'Arte e che mira a promuovere un ascolto empatico dell’arte allo scopo di una sua comprensione, comunicazione, divulgazione e veicolazione più profonda e incisiva. La mia ricerca è orientata in particolare verso le forme espressive legate alle tecnologie digitali, all’immateriale, alla luce e all'evanescenza, a un’evocazione di tipo organico, a una ricognizione olistica del senso antropico ed esistenziale capace di armonizzare indagine estetica, sensoriale, cognitiva, emotiva e relazionale. [ph: Giuliana Calomino (particolare)]