Il “Paese Museo” di San Sperate compie 50 anni. Gli eventi da non perdere

Sono passati 50 anni dal primo murale che ha dato inizio al processo che ha trasformato il piccolo centro sardo di San Sperate in un Paese Museo. Nato da un’idea dello scultore Pinuccio Sciola, il progetto artistico quest’anno viene celebrato con una serie di eventi, festival e convegni

Semjai, San Sperate 2018
Semjai, San Sperate 2018

Correva l’anno 1968 quando Pinuccio Sciola, scultore sardo noto per le sue “sculture sonore”, rientrò nel suo paese di origine, San Sperate, dopo una serie di viaggi in Spagna, Francia e Austria. Cosmopolita per vocazione, nell’anno delle rivoluzioni Sciola decise di tornare a casa, portando con sé la ventata di cambiamento socioculturale che aveva assimilato in giro per il mondo e decidendo di condividerla con la sua comunità. E così, in concomitanza con la festa religiosa del Corpus Domini, Sciola e i suoi amici iniziarono a ricoprire i muri fatti di fango delle vecchie case di San Sperate con strati di calce: una vera e propria performance che sorprese gli abitanti del paese che, così, si trasformava in una grande tela bianca da re-immaginare, reinventare, dipingere. Nacquero così i primi murales, molti dei quali riprendevano soggetti di carattere antropologico e politico. Un’operazione artistica che presto catturò l’attenzione della stampa italiana ed estera che ribattezzò San Sperate “Paese Museo”. Quest’anno il Comune sardo festeggia il 50esimo anniversario dall’inizio di quella rivoluzione culturale che ancora oggi è in corso, con una serie di festival, convegni e laboratori, oltre alla realizzazione di nuovi murales che vanno ad aggiungersi ai 500 che già colorano le bianche case del paese.

Il Paese Museo di San Sperate. Immagini del 1968
Il Paese Museo di San Sperate. Immagini del 1968

IL PAESE-MUSEO E IL MESSICO

I primi a sposare l’idea di Pinuccio Sciola (San Sperate, 1942 – Cagliari, 2016) furono artisti sardi come Foiso Fois, Liliana Cano, Gaetano Brundu, Giovanni Thermes, Giorgio Princivalle, Nando Pintus e Franco Putzolu, ai quali poi si aggiunsero Rainer Pfnürr ed Elke Reuter dalla Germania, Meiner Jansen dall’Olanda, Otto Melcher dalla Svizzera e José Zuniga e Conrado Dominguez dal Messico, paese in cui si gettarono le basi del muralismo e che rappresenta la fonte d’ispirazione del progetto di Sciola. Nel 1973 l’Unesco invitò Sciola a recarsi nello stato centro-americano: qui conobbe David Alfaro Siqueiros, uno dei maggiori esponenti del muralismo messicano insieme ad Orozco, Rivera e Tamayo, e dette vita ad un gemellaggio tra San Sperate e Tepito, quartiere storico di Città del Messico.

GLI EVENTI IN PROGRAMMA

I festeggiamenti in onore del 50esimo anniversario dalla nascita del Paese Museo sono già partiti e si susseguiranno per tutto il 2018, attraverso un programma di eventi che comprende festival, convegni, laboratori e la creazione di nuovi murales. Tra luglio e settembre è infatti prevista la realizzazione di un murale in via Cagliari, porta d’ingresso al paese: a realizzarlo sarà Angelo Pilloni in collaborazione con diversi artisti stranieri. Il progetto prevede la ripartizione in quadranti del muro di cinta del campo sportivo, ognuno dei quali ospiterà l’opera di un artista diverso. Inoltre è previsto anche il restauro di murales già esistenti: il lavoro, che vedrà all’opera Angelo Pilloni e Archimede Scarpa, sarà promosso e finanziato dall’associazione Art&venti. A ottobre sarà la volta di un seminario dedicato all’architettura della terra cruda dall’età nuragica agli anni Sessanta dal titolo La terra alle radici dell’Arte. Dai muri di fango alle tele d’autore: la nascita e lo sviluppo del Paese Museo inquadrata da un punto di vista architettonico e archeologico, realizzato in collaborazione con l’Associazione della Terra cruda e l’Unione dei comuni del Basso Campidano. Sempre in autunno si svolgerà anche la residenza artistica EXE curata da Noarte, un progetto che vedrà avviare in tutta la Sardegna una campagna di diffusione e condivisione del messaggio culturale del Paese Museo. “Il cinquantennale del Paese Museo rappresenta, per la nostra comunità, non solo un traguardo importantissimo nella sua millenaria storia, ma soprattutto una sfida al rinnovamento e uno sguardo prospettico al futuro, emblematicamente incarnato nella realizzazione dall’EXE”, spiega Enrico Collu, sindaco di San Sperate. “Uno spazio polifunzionale, questo, dedicato alla produzione culturale e all’ospitalità di artisti che, lungi dal rappresentare un mero punto d’arrivo del movimento nel suo cinquantennale, incarnerà la portata dello scenario internazionale in cui il paese è ormai proiettato”.

– Desirée Maida

San Sperate (CA) // fino a dicembre 2018
1968 – 2018. I 50 anni del Paese Museo di San Sperate
Sedi varie
www.sansperate.net
www.paesemuseo.com
www.sansperarte.com

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AutorePinuccio Sciola
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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.