Il ritorno di Balthus in Svizzera. Le immagini della retrospettiva alla Fondation Beyeler

La Fondation Beyeler di Basilea, in Svizzera, dedicherà, a partire dal 2 settembre 2018, una retrospettiva all’artista francese che seppe rivoluzionare la tradizione figurativa in barba alle avanguardie: Balthus

Balthus, Passage du Commerce Saint André, 1952-1954, olio su tela

Dal 2 settembre la Fondation Beyeler a Riehen / Basilea in Svizzera, ospiterà una grande retrospettiva – la prima nel cantone tedesco – dedicata all’artista francese Balthasar Kłossowski de Rola (Parigi, 1908 – Rossinière, 2001), in arte Balthus. Il progetto arriva a otto anni di distanza dalla grande mostra Balthus. 100ème anniversaire, organizzata nel 2008 presso la Fondation Pierre Gianadda a Martigny per celebrare i cento anni dalla nascita del pittore.

BALTHUS E LA SVIZZERA

Un rapporto speciale quello tra Balthus e la Svizzera che trova origini nell’infanzia del maestro trascorsa tra Berna, Ginevra e Beatenberg. La relazione con il Paese si consolida successivamente con il matrimonio con Antonietta de Watteville. “Svizzera: ci ho vissuto così tanto tempo che credo di essere svizzero. È durante la Prima guerra mondiale che ho scoperto questo Paese. Avrei tante cose da raccontare… la Svizzera ha giocato un ruolo importante nella mia giovinezza e, poi, ci torno spesso, quasi come per caso…”, si divertiva a raccontare l’artista.
Ma il suo cuore batte anche per il nostro Paese, l’Italia, culla del Rinascimento e di grandi pittori come Piero della Francesca che Balthus eleva a suo mentore ideale. Anche grazie a Piero si deve il ritorno al figurativismo, alla tradizione, poco compreso dai contemporanei che quasi per sfregio lo definiscono “retrogrado”, in secondo piano rispetto ai più innovativi Matisse o Picasso. La delicatezza della raffigurazione di giovinetti e adolescenti alla toilette viene inoltre mal interpretata dal pubblico e liquidata come pornografica. Ma nulla di più sbagliato: nessuna malizia, nessun doppio fine caratterizzano quei lavori. Balthus vuole invece raccontare l’aspetto psicologico e psicoanalitico limitandosi a una pura rappresentazione figurativa.

LA MOSTRA

La retrospettiva svizzera ha inizio con il dipinto monumentale Passage du Commerce-Saint-André realizzato tra il 1952 e il 1954 concesso in prestito permanente alla Fondazione Beyeler, cui seguiranno una cinquantina di altri lavori che ripercorreranno tutta la carriera dell’artista dagli esordi alla maturità. Il progetto è stato realizzato con il sostegno della famiglia del pittore e curato da Raphael Bouvier e Michiko Kono. Successivamente verrà poi esportato a Madrid, al Museo Nazionale Thyssen- Bornemisza.
“Ma chi è Balthus?”, domandò lo staff della Tate all’artista in occasione della grande retrospettiva organizzata a Londra nel 1968: “il modo migliore di cominciare è dire: Balthus è un pittore di cui non si sa nulla. E ora guardiamoci i dipinti”.

– Valentina Poli

Riehen // dal 2 settembre 2018 al 2 gennaio 2019
Balthus
Fondation Beyeler
Baselstrasse 77, CH-4125
https://www.fondationbeyeler.ch/en/

 

Dati correlati
Autori Balthus, Henri Matisse, Pablo Picasso
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Valentina Poli
Nata a Venezia, laureata in Conservazione e Gestione dei Beni e delle Attività Culturali presso l'Università Ca' Foscari di Venezia, ha frequentato il Master of Art presso la LUISS a Roma. Da sempre amante dell'arte ha maturato più esperienze nel settore della didattica progettando e gestendo laboratori, in quello della preparazione di piccoli e grandi eventi culturali, nel settore delle gallerie d'arte e in campo giornalistico con collaborazioni con riviste del settore. Oggi vive a Roma.