Sulle tracce del capitalismo. Andrei Molodkin a Barletta

Castello di Barletta ‒ fino al 30 giugno 2018. “Puglia-Circuito del Contemporaneo” ha inaugurato il suo ricco programma con la mostra “Victory of Democracy” di Andrei Molodkin e con la rinnovata veste espositiva del Lapidarium. Dalle sculture del museo civico, tra cui il busto-ritratto di Federico II di Svevia, alle riflessioni politiche dell’artista russo.

Andrei Molodkin, Victory of Democracy, 2018. Photo Gleb Kosorukov. Courtesy Andrei Molodkin a_political, London, Galleria Pack, Milano. Installation view at Castello di Barletta, 2018
Andrei Molodkin, Victory of Democracy, 2018. Photo Gleb Kosorukov. Courtesy Andrei Molodkin a_political, London, Galleria Pack, Milano. Installation view at Castello di Barletta, 2018

A Barletta il progetto Puglia-Circuito del Contemporaneo si muove su due assi, la mostra Victory of Democracy di Andrei Molodkin (Boui, 1966) e l’apertura del Lapidarium con le sculture del locale museo civico, riproposte in un documentato itinerario espositivo. Dal busto-ritratto del XIII secolo, attribuito a Federico II di Svevia, si passa alla coinvolgente riflessione politica che l’artista russo compie sfruttando la valenza simbolica del sangue e del petrolio, l’uno connesso all’altro nelle spietate logiche del capitalismo globale. Scorrono entrambi nelle grandi lettere della parola “Democracy”, la riempiono nel disperato e visionario tentativo di ricondurla alla gravità e al ruolo che le compete. Una parola che si fa ambiente in una sontuosa proiezione sulle scabre pareti dei sotterranei del maniero barlettano da considerare in tandem con “Government”. Mastodontica sequenza di lettere in acciaio che troneggia sulla piazza d’armi in un equilibrio compromesso da fatali e allusive cadute.

Andrei Molodkin, Government, 2018. Photo Gleb Kosorukov. Courtesy Andrei Molodkin a_political, London, Galleria Pack, Milano. Installation view at Castello di Barletta, 2018
Andrei Molodkin, Government, 2018. Photo Gleb Kosorukov. Courtesy Andrei Molodkin a_political, London, Galleria Pack, Milano. Installation view at Castello di Barletta, 2018

SANGUE E PETROLIO

Molodkin l’ha immaginata per il luogo che ha riletto come presidio di un atavico potere e, dunque, ideale ambientazione per i suoi assunti. Didascalici e spesso al limite di un’inevitabile retorica nel ribadire il binomio sfruttamento-risorse energetiche e nell’avvalorare l’idea che l’accaparramento predatorio delle fonti petrolifere sia la madre di tutte le guerre e del fiume di sangue versato per la causa. Come quello che l’artista si fa donare da esponenti di religioni diverse e che mescola in un sincretismo ematico, orrifico ma efficace sul piano concettuale. Il sangue alimenta pompe idrauliche dai sofisticati congegni a circuito chiuso che riempiono di drammatico cromatismo rosso copie di Nike, emblema di vittorie e simulacro di potenza. Oppure il sangue crea forme, farcisce il corpo delle parole, si incanala in macchinari dove incontra fatalmente il petrolio con cui si fonde in un’unica sostanza. Un ibrido che Molodkin utilizza per notificare, in scenografiche proiezioni sulla pietra, le colpe dell’economia capitalista, avida nel cibarsi dei due liquidi, entrambi vitali per la sopravvivenza degli uomini e del pianeta.

Andrei Molodkin, Victory of Democracy, 2018. Photo Gleb Kosorukov. Courtesy Andrei Molodkin a_political, London, Galleria Pack, Milano. Installation view at Castello di Barletta, 2018
Andrei Molodkin, Victory of Democracy, 2018. Photo Gleb Kosorukov. Courtesy Andrei Molodkin a_political, London, Galleria Pack, Milano. Installation view at Castello di Barletta, 2018

TRA STORIA E PRESENTE

Le opere presentate a Barletta si adattano al contenitore permettendone una differente fruizione attraverso la lente magnetica del presente e centrando gli obiettivi del progetto curato da Giusy Caroppo in collaborazione con il Polo Museale della Puglia. Se Molodkin ambienta le sue installazioni costringendole a inedite morfologie, il contesto facilita acute connessioni tra la storia di domini e sopraffazioni, custodita nel Lapidarium, e un presente gravato da dinamiche economiche che generano morte.

Marilena Di Tursi

Evento correlato
Nome eventoPuglia. Circuito del Contemporaneo - Andrei Molodkin
Vernissage24/04/2018 ore 18,30
Duratadal 24/04/2018 al 24/05/2018
AutoreAndrei Molodkin
CuratoreGiusy Caroppo
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoBASTIONE SANTA MARIA - CASTELLO DI BARLETTA
IndirizzoPiazza Castello, 70051 - Barletta - Puglia
Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Marilena Di Tursi
Marilena Di Tursi, giornalista e critico d'arte del Corriere del Mezzogiorno / Corriere della Sera. Collabora con la rivista Segno arte contemporanea. All'interno del sistema dell'arte contemporanea locale e nazionale ha contribuito alla realizzazione di numerosi eventi espositivi, concentrandosi soprattutto sulla promozione dei giovani artisti pugliesi dal 1988 fino ad oggi. È autrice di numerose pubblicazioni e di testi critici di presentazione dell’opera di giovani artisti, contenuti in cataloghi redatti in occasione di mostre personali e collettive. Per conto della Fondazione Corriere della Sera, in qualità di membro del consiglio scientifico, ha curato cicli di incontri dedicati all’arte contemporanea nell’ambito dell’iniziativa “Da Est a Ovest Bari incontra il mondo” (2015/2016) e “Quanto è contemporanea l’arte contemporanea?” (2016, con Marco Scotini, Achille Bonito Oliva, Domenico Fontana, Marco Senaldi). Laureata in Lettere presso l’Università degli Studi di Bari, con una tesi in Storia dell’arte contemporanea, ha conseguito la specializzazione triennale in storia dell’arte medievale e moderna presso l’Università “La Sapienza” di Roma e il titolo di Dottore di ricerca in Documentazione, catalogazione, analisi e riuso dei beni culturali presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bari. Insegna Storia dell’arte nel locale Liceo artistico.