Frieze ritorna a New York. Ecco gli appuntamenti da non perdere

Si svolge dal 3 al 6 maggio Frieze NY, con tante novità e un programma ben strutturato ed intenso di talk ed eventi speciali. Ma tutta la città si veste per l’occasione ecco le mostre da non perdere nella Grande Mela

Henry Taylor, The Floaters. Courtesy High Line Art
Henry Taylor, The Floaters. Courtesy High Line Art

Mancano pochi giorni al via dell’edizione newyorkese di Frieze che nel corso dei mesi ha annunciato grandi novità. Saranno forse dovute ad una sempre maggiore concorrenza derivante dalle fiere in Oriente – come Art Basel HK– o dalla poco lontana nel tempo Armory Show? Oppure dalla location scomoda e poco raggiungibile?  Fatto sta che una delle fiere più famose del mondo – che ha da poco annunciato il suo piano di espansione a Los Angeles– ha aperto le porte anche agli art dealer – mercanti d’arte sprovvisti di uno spazio fisico – per offrire una maggiore scelta ai collezionisti che arrivano da ogni parte del mondo. Ad esempio Nicole Klagsbrunche nel 2013 ha chiuso la sua galleria nella Grande Mela per dedicarsi a progetti su artisti internazionali con una location che cambia in base alle esigenze.
Ma tutta NYsi veste per l’occasione e numerose sono le mostre e gli eventi da non perdere nella città più cool del mondo. Eccone una selezione.

– Valentina Poli

1. L’ARTE PUBBLICA SULLA HIGH LINE

Henry Taylor, The Floaters. Courtesy High Line Art

Come l’anno scorso vi proponiamo di iniziare il tour di mostre ed eventi organizzati durante Frieze, con una passeggiata nel nuovo distretto costruito attorno alla High Line, ferrovia sopraelevata che è diventata un parco pubblico grazie al progetto di Diller Scofidio + Renfro.
In corso c’è la mostra collettiva d’arte pubblica Agorapresentata da Friends of the High Line, High Line Art in cui sono esposti i lavori di Maria Thereza Alves, Andrea Bowers, Mariechen Danz, Pope.L, Duane Linklater, Naufus Ramirez-Figueroa, Marinella Senatore, Timur Si-Qin e Sable Elyse Smith.

http://art.thehighline.org

2. A MEZZANOTTE TUTTI A TIMES SQUARE

Thomas Struth – Times Square – New York, 2000

Per gli amanti dell’arte digitale imperdibile è Midnight Momentun progetto pensato e realizzato da Times Square Artsche viene ripetuto ogni giorno dalle 23:57 fino alle 00:00. All’improvviso tutti gli schermi della piazza più famosa al mondo si sincronizzano dando vita a video installazioni realizzate da artisti che a cadenza mensile vengono invitati a partecipare all’iniziativa. Dal primo maggio fino alla fine del mese è presentato il lavoro di Peter Burr,Pattern Language, pensato e realizzato durante la sua residenza a 3-Legged Dog a Lower Manhattan dove ha osservato la struttura della città. Da qui ha creato questo grande progetto grafico che cerca di descrivere New York come un grande labirinto in bianco e nero.
http://arts.timessquarenyc.org/times-square-arts/projects/midnight-moment/index.aspx

3. LA GUANTANAMO DI EDMUND CLARK A NEW YORK

Camp 6, Shackles, dalla serie Guantanamo. If the Light Goes Out © Edmund Clark, courtesy Flowers Gallery, Londra & New York

Edmund Clark (Londra, 1963) è sbarcato a New York per la sua prima personale – The Day The Music Died– all’International Center of Photography (ICP). Un progetto ambizioso per il primo fotografo che è riuscito ad attraversare quel limite rimasto invalicabile per lungo tempo: Guantanamo, un carcere di massima sicurezza, all’interno della base navale americana nell’Isola di Cuba, costruito dopo i tragici fatti dell’11 settembre. Un luogo oscuro, dove centinaia di storie, più o meno veritiere, sono state raccontate. Proprio Clark grazie alla sua arte cerca di catturare immagini che ne raccontato una verità più soggettiva che oggettiva ma comunque un documento unico per narrare di questi luoghi che probabilmente sono stati protagonisti di atrocità.

New York// fino al 6 maggio 2018
Edmund Clark: The Day The Music Died
ICP Museum, 250 Bowery, New York, NY
https://www.icp.org

4. LA PACE GALLERY PRESENTA LA PERSONALE DI YTO BARRADA

Yto Barrada, A Guide to Trees for Governors and Gardeners, 2014 – still da video – Courtesy Pace Gallery, Londra & Sfeir-Semler Gallery, Amburgo-Beirut & Galerie Polaris, Parigi

La Galleria d’arte contemporanea Pace non si ferma mai e apre due nuovi sedi ad Hong Konge Ginevra.Adesso a New York presenta la personale di Yto Barradaartista e fotografa franco-marocchina. Il progetto si intitola How to Do Nothing with Nobody All Alone by Yourselfe ripercorre le tappe salienti della sua carriera dai lavori che hanno dei chiari riferimenti a Frank Stellaai numerosi cortometraggi e scatti a tema politico. Marc Glimcher, a capo di Pace, descrive l’artista come “una disgregatrice, che evita i tradizionali confini del mezzo e della forma, costringendoci a mettere in discussione la nostra comprensione del mondo che ci circonda”.

New York// fino al 5 maggio 2018
How to Do Nothing with Nobody All Alone by Yourself
Pace Gallery, 32 East 57th Street, New York NY 10022
https://www.pacegallery.com/exhibitions/12928/how-to-do-nothing-with-nobody-all-alone-by-yourself

5. MARTIN LUTHER KING AL MUSEUM OF CITY OF NEW YORK

Rev. Dr. Martin Luther King Jr. a United Nations Plaza, 15 aprile 1967, Christian Science Monitor © Christian Science Monitor

La storia di un personaggio storico che ha cambiato le sorti di un popolo. A cinquant’anni dall’assassinio di Martin Luther King Jr.– avvenuto il 4 aprile 1967 – il Museum of the city di New York ne traccia la storia, i discorsi, la vita e quella profonda relazione che ha avuto con la cittàdi New York. Relazione poco conosciuta, forse, ma fondamentale nella discussione per i diritti civili fondamentali, che ha portato alla nomina di Luther King come newyorkese onorario. Quindi quaranta saranno le fotografie storiche, molte della collezione del museo realizzate da Monroe FrederickJohn C. Goodwin e Stephen Somerstein.

New York// fino al 24 giugno 2018
King in New York
Museum of New York – 5th Ave & 103rd Street, New York, NY 10029, Stati Uniti
http://www.mcny.org

6. IN PELLEGRINAGGIO ALLA MECCA CON AHMED MATER

Ahmed Mater, SAUDI, ARTIFICIAL LIGHT (FROM THE DESERT OF PHARAN SERIES)

Un viaggio. Questo il tema raccontato da Ahmed Mater al Brooklyn Museum di New York. Un percorso che ogni musulmano deve intraprendere almeno una volta nella vita. La Mecca è la destinazione e più di 3 milioni sono i pellegrini che raggiungono la meta tanto ambita. Nella mostra Mecca Journeysvengono offerti affascinanti scorci sulle persone che quotidianamente affollano la città ma anche sulla progressiva esplosione edilizia. Nel percorrono sono presenti non solo fotografie di grandi dimensioni della serie Desert of Pharan: Unofficial Histories Behind the Mass Expansion of Mecca ma anche video ed installazioni.

New York// fino al 17 giugno 2018
Ahmed Mater: Mecca Journeys
Brooklyn Museum di New York
200 Eastern Pkwy, Brooklyn, NY 11238, Stati Uniti
https://www.brooklynmuseum.org

7. LA PRIMA RESTROSPETTIVA DI ADRIAN PIPER AL MOMA

Adrian Piper, Catalysis III, 1970. Generali Foundation Collection-Permanent Loan to the Museum der Moderne Salzburg

E’ la prima volta che il MoMA dedica una grande retrospettiva ad un’artista vivente riservandole un intero piano. L’esposizione è A Synthesis of Intuitions, 1965–2016, l’autrice invece Adrian Piper. Quasi 300 saranno le installazioni – tra disegni, fotografie, opere su carta, video, installazioni multimediali, performance, quadri e sculture – che popoleranno le sale e che ne ripercorreranno l’intera carriera a partire dalle grandi opere concettuali per arrivare alla sua ricerca politica, sociale, psicologica e spirituale. Lo stesso Glenn D. Lowry, direttore del Museum of Modern Art parlando di Piper ha dichiarato “è stato un privilegio per tutti noi lavorare con lei per realizzare questa mostra, che amplierà enormemente la nostra comprensione dei movimenti concettuali e post-concettuali. Inoltre questa retrospettiva è stata fondamentale per capire quanto l’artista abbia influenzato le generazioni successive”.

New York// fino al 22 luglio 2018
Asian Piper: A Synthesis of Intuitions, 1965–2016
MoMa – Museum of Modern Art
11 W 53rd St, New York, NY 10019, Stati Uniti
https://www.moma.org

8. PRIMA COMMISSIONE D’ARTE PUBBLICA PER KIEFER

Una scultura in piombo di Anselm Kiefer

Questa non è una mostra ma la prima vera e propria commissione d’arte pubblica a Anselm Kiefer intitolata Uraeus. Verrà inaugurata il 2 maggio presso il Channel Gardens del Rockefeller Center a New York; il progetto è stato voluto dalla società immobiliare Tishman Speyere dalla Public Art Found e promosso dalla galleria Gagosian. Si tratta di un gigantesco libro aperto con ai lati due ali d’aquila di 10 m di lunghezza realizzate in piombo posizionato in cima a una colonna d’acciaio inossidabile di 6 m rivestita anch’essa di piombo. Anche in questo caso i riferimenti all’attualità politica sono chiari come racconta Nicholas Baumedirettore artistico della Public Art Found “oggi l’era digitale prolifera e democratizza la conoscenza come mai prima, mentre l’idea stessa della verità è messa in discussione e dibattuta. Uno dei nostri artisti più letterari, Kiefer, ritorna al simbolismo del libro: elevato e potente ma anche pericoloso e vulnerabile” per maggiori dettagli cliccare qui.

New York// fino al 22 maggio 2018
Anselm Kiefer – Uraeus
Rockefeller Center
45 Rockefeller Plaza, New York, NY 10111, Stati Uniti
https://www.publicartfund.org

 

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Valentina Poli
Nata a Venezia, laureata in Conservazione e Gestione dei Beni e delle Attività Culturali presso l'Università Ca' Foscari di Venezia, ha frequentato il Master of Art presso la LUISS a Roma. Da sempre amante dell'arte ha maturato più esperienze nel settore della didattica progettando e gestendo laboratori, in quello della preparazione di piccoli e grandi eventi culturali, nel settore delle gallerie d'arte e in campo giornalistico con collaborazioni con riviste del settore. Oggi vive a Roma.