Biennale d’Arte di Venezia 2019, il Miracle Workers Collective rappresenterà la Finlandia

La Finlandia batte tutti sul tempo e annuncia già i nomi degli artisti che il prossimo anno la rappresenterà alla Biennale d’Arte di Venezia. Si tratta del Miracle Workers Collective, un collettivo formato non solo da artisti ma anche da curatori, scrittori e registi che avrà il compito di “re-immaginare” il Padiglione finnico…

Outi Pieski, Bonaventure Soh Bejeng Ndikung, Giovanna Esposito Yussif, Christopher Wessels e Lorenzo Sandoval del Miracle Workers Collective. Ph. Courtesy Frame
Outi Pieski, Bonaventure Soh Bejeng Ndikung, Giovanna Esposito Yussif, Christopher Wessels e Lorenzo Sandoval del Miracle Workers Collective. Ph. Courtesy Frame

Se solo pochi giorni fa in questo articolo di Massimiliano Tonelli esprimevamo le nostre perplessità in merito alla nomina del curatore del Padiglione Italia della prossima Biennale d’Arte di Venezia (11 maggio – 24 novembre 2019) che ancora non arriva – a un anno dall’inizio della kermesse infatti ancora non si hanno notizie su chi guiderà la compagine italiana in Laguna –, ci sono paesi che già hanno bandito e selezionato gli artisti e i curatori che li rappresenterà nel 2019 a Venezia. Di chi stiamo parlando? Della Finlandia, che lo scorso novembre aveva lanciato una open call per la selezione di progetti pensati per il proprio padiglione nazionale e che in queste ore ha annunciato i nomi degli artisti vincitori del bando. Si tratta del Miracle Workers Collective, collettivo formato da artisti, registi, scrittori, intellettuali, performer e attivisti che avranno il compito di “re-immaginare” il padiglione finlandese.

Pavilion of Finland. Photo Ugo Carmeni
Pavilion of Finland. Photo Ugo Carmeni

LA SELEZIONE

Non deve sorprendere il fatto che un collettivo formato da diverse personalità del mondo delle arti e della cultura sia stato selezionato per rappresentare il Padiglione finlandese: tra i requisiti per partecipare alla open call infatti era stata data a curatori e artisti la possibilità di presentarsi anche come collettivo e non solo come singoli. Miracle Workers Collective – crew formata e fondata tra gli altri dal curatore Bonaventure Soh Bejeng Ndikung (già attivo in documenta 14), l’artista e attivista Outi Pieski, i curatori associati Giovanna Esposito Yussif e Christopher Wessels e il designer Lorenzo Sandoval – è stato selezionato dalla giuria composta dalla direttrice del Museum der Moderne di Salisburgo Sabine Breitwieser, dalla curatrice indipendente Natasha Ginwala, dall’artista Terike Haapoja, dalla direttrice dell’HAM Helsinki Art Museum Maija Tanninen-Mattila e dalla direttrice di Frame Raija Koli con la seguente motivazione: “la proposta introduce un approccio nuovo e innovativo nei confronti della scena artistica e dei produttori culturali in Finlandia, affrontando al contempo problemi urgenti a livello mondiale”.

IL PADIGLIONE OLTRE IL POSSIBILE

“Se le persone si sono impegnate con il possibile e se ‘il modo in cui il mondo è oggi è il risultato delle possibilità che hanno messo in atto’ come ha detto Sun Ra, allora quali sarebbero i risultati dell’immaginare e dell’impegnarsi con l’impossibile?”, con questa domanda il Miracle Workers Collective anticipa come sarà e cosa accadrà all’interno del Padiglione finlandese nel 2019: il braccio performativo, discorsivo, filmico e sonoro del Miracle Workers Collective si manifesterà infatti come “una serie di iterazioni punteggiate” dell’intellettuale e scrittore Maryan Abdulkarim, dello scrittore e cineasta Khadar Ahmed, dello scrittore e regista Hassan Blasim, della coreografa Sonya Lindfors, l’artista visiva e musicista Leena Pukki, l’artista visiva e attivista Martta Tuomaala, il cineasta Christopher L. Thomas e il cantastorie Suvi West, solo per citarne alcuni…

– Desirée Maida

www.frame-finland.fi

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.

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