Frutta si espande: la galleria romana di James Gardner apre uno spazio nella città natale Glasgow

Abbiamo intervistato James Gardner che ci ha raccontato perché inaugurare un nuovo spazio in Scozia. L’opening avviene in concomitanza con l’apertura del festival Glasgow International che conferma la città scozzese come una delle piazze più interessanti fuori Londra.

Alek O. L’impero delle luci. Installation view at Frutta Gallery, Roma 2017
Alek O. L’impero delle luci. Installation view at Frutta Gallery, Roma 2017

Il 20 aprile 2018 inaugura in Scozia Glasgow International, il più grande festival d’arte contemporanea del Paese, che si svolge per ben tre settimane e ogni due anni, diffondendosi a macchia d’olio per tutta la città. Grandi i numeri: 268 artisti, 80 eventi o più, 90 mostre, 78 venue, insomma una iniziativa da non perdere che mette in scena il meglio della creatività locale ed internazionale in uno dei centri più vivaci fuori Londra. Ma il 20 aprile è una data da segnarsi per chi vive a Glasgow – o per chi ci va in vacanza – anche per un altro motivo. Nello stesso giorno infatti apre nella stessa città un nuovo spazio che viene dalla Scozia, ma che respira aria italiana. Anzi romana. Si tratta di Frutta Gallery, fondata nel 2012 da James Gardner.

La vie aquatique, 2016, curated by Bruna Roccasalva, Scalo Art Pavilions, Milan, IT
La vie aquatique, 2016, curated by Bruna Roccasalva, Scalo Art Pavilions, Milan, IT

FRUTTA A ROMA

Ha traslocato tre volte nella capitale: le ultime due sono state in Via Giovanni Pascoli a Colle Oppio e quella odierna, attualmente occupata dal progetto Ortica, nel cuore di Trastevere, in via dei Salumi 53e a poca distanza da Piazza Santa Cecilia e Piazza dei Mercanti, in un distretto galleristico che conta pesi massimi del calibro di Gavin Brown,T293 eEmanuel Layr.A Glasgow lo spazio aprirà invece in Duke Street con una mostra di Santo Tolone, intitolata The distance between the fridge and my belly, or rather between your eyes and this title.Abbiamo parlato con Gardner delle motivazioni della nuova avventura. Gli abbiamo chiesto il perché di questo ritorno a casa, della Brexit e del futuro. Implicitamente gli abbiamo chiesto anche se questo inizio in Scozia significa un arrivederci a Roma. Gardner ci ha rassicurato subito: “Fare un bilancio sullo spazio di Roma sembra quasi come se fossimo prossimi alla fine, per me siamo appena all’inizio”. Se volete sapere il resto, beccatevi l’intervista.

Catherine Biocca, Tourist Visa, 2017. Installation view at Frutta Gallery, Roma 2017
Catherine Biocca, Tourist Visa, 2017. Installation view at Frutta Gallery, Roma 2017

Frutta a Glasgow: perché questo “ritorno a casa”?
Glasgow è la mia città natale, ed essere cresciuto lì ha giocato un grande ruolo nel mio interesse nei confronti all’arte. È sempre stata una città che ha dato un enorme contribuito alle arti. Non solo in termini di arti visive, ma in senso più ampio a tutto il panorama culturale. Recentemente ho letto che Glasgow è la città con il più alto numero di opere d’arte e reperti di importanza culturale presenti nelle collezioni pubbliche.

La Brexit vi preoccupa in qualche modo?
La Brexit non mi preoccupa. Ho sempre voluto lavorare a delle mostre con gli artisti che mi interessano, e la Brexit non interferirà con questo. Forse ci sarà un pò più di burocrazia, ma come si facevano mostre prima della Brexit, si continuerà a farle.

Come sarà lo spazio di Glasgow e come la sua attività – se lo farà – si differenzierà da quella dello spazio romano?
A Glasgow la galleria si trova in una posizione particolare, che io definisco centrale anche se forse qualcuno potrebbe trovarla più ad est rispetto al centro. Lo spazio è in una via chiamata Duke Street, che si trova proprio accanto a High Street – la strada più antica di Glasgow. La galleria è al primo piano, con un ingresso privato che risale al 1910. Lo spazio è stato per diverso tempo un ufficio di manutenzione del comune prima di rimanere inutilizzato per qualche anno. Credo che sia sempre stato adibito ad ufficio del comune sin da quando è stato costruito. Si trova proprio di fronte alla strada in cui c’è Civic Room – uno spazio no profit situato in un vecchio edificio dove sorgeva una banca. La galleria d’arte moderna è a pochi passi dal nostro spazio, insieme a tutte le altre gallerie commerciali del centro. Inauguriamo con una personale di Santo Tolone il 19 aprile, in concomitanza con l’apertura di Glasgow International.

In che cosa la scena dell’arte di Glasgow si differenzia da quella romana?
È interessante in termini geografici – sia Roma che Glasgow appaiono come dislocate ai limiti dell’Europa, come una sorta di “parentesi” dell’Europa centrale, ed è questo fattore di indipendenza che trovo molto interessante. Sono però allo stesso tempo accomunate da una grande apertura per quanto concerne lo scambio di idee e caratterizzate da un’etica di accoglienza comune. Basti pensare che entrambe queste città sono caratterizzate da un continuo flusso di artisti, offrendo però un contesto di produzione artistica e di fruizione dell’opera d’arte molto diverso.

Se dovessi fare un bilancio di questi anni a Roma quale sarebbe il tuo commento?
Fare un bilancio sullo spazio di Roma sembra quasi come se fossimo prossimi alla fine, per me siamo appena all’inizio. Continueremo a fare mostre nello spazio di Roma e nel nuovo spazio di Glasgow. La programmazione di uno spazio andrà in concomitanza con l’altro. Le attività di galleria saranno solo più estese, e mi riferisco al lavoro, al supporto e alla condivisione degli artisti nei quali crediamo.

Questo nuovo spazio fa pensare ad un nuovo progetto di espansione: avete in mente di aprire nuove sedi anche altrove?
Per adesso apriamo a Glasgow poi si vedrà…

Santa Nastro

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.

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