Le sculture “invisibili” di Fred Sandback. A Milano

Cardi Gallery, Milano ‒ fino al 6 luglio 2018. Rarefazione ed elogio dell’architettura. Le sculture filiformi di Fred Sandback arrivano a Milano con un progetto in collaborazione con l’Estate dell’artista.

La personale organizzata da Cardi Gallery porta all’attenzione del pubblico il lavoro di un importante esponente della corrente minimalista e concettuale, la cui relativa conoscenza non rende ragione della reale significatività. I lavori di Fred Sandback (Bronxville, 1943 – New York, 2003), allestiti nello spazio espositivo, segnano l’architettura senza creare inciampi visivi, permettendo all’occhio e, parzialmente, al corpo di attraversare liberamente tutti gli ambienti. La mostra diventa materializzazione leggera di un pensiero che, con il rigore di un’idea, riesce a creare interi mondi.
Le opere, vere e proprie sculture ancorché realizzate con fili, hanno una loro decisa presenza e come totem intelligibili, trasparenti e verificabili pongono al corpo dell’osservatore una chiara dinamica di relazione. Sandback portava le sue sculture in una valigetta e come unico materiale di allestimento chiedeva una sedia da cui osservare lo spazio: insegnamento di povertà e sostenibilità valido tutt’oggi.

Gabriele Salvaterra

Evento correlato
Nome eventoFred Sandback
Vernissage21/02/2018 ore 18
Duratadal 21/02/2018 al 06/07/2018
AutoreFred Sandback
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoCARDI GALLERY MILANO
IndirizzoCorso di Porta Nuova, 38 - Milano - Lombardia
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Gabriele Salvaterra
Gabriele Salvaterra (Trento, 1984) è scrittore e mediatore culturale. Si laurea in Gestione e Conservazione dei Beni Culturali presso l’Università di Trento con la tesi “Internet e nuove tecnologie nel settore museale. Ipotesi e strumenti per un approccio immateriale alla creazione del valore”. Lavora come collaboratore presso istituzioni museali e come redattore freelance per diverse riviste d’arte. Dopo aver collaborato con Exibart, attualmente scrive per Artribune e Espoarte. Ha curato e contribuito alla realizzazione di diverse mostre sia presso musei pubblici sia come curatore indipendente. Appassionato di storia dell’arte e della critica, equilibra le escursioni nel mondo artistico-culturale con una eterogenea militanza chitarristica nell’underground musicale tridentino.