Paris Gallery Weekend: 4 itinerari tematici tra 44 gallerie parigine

Quinta edizione del weekend galleristico parigino che mette in luce le gallerie situate nei quartieri più attraenti della Ville Lumière. Dal Marais a Belleville ecco quattro percorsi tematici: tra artisti storici e giovanissimi.

Dal 2014, Paris Gallery Weekend è uno degli appuntamenti più attraenti per la carovana dell’arte contemporanea internazionale. Per la sua quinta edizione – in programma dal 25 al 27 maggio 2018 con una nuova identità visiva creata dall’agenzia di Parigi Matter of Fact – Paris Gallery Weekend ospita un totale di 44 gallerie parigine con 107 artisti. L’evento registra un incremento del 40% dei partecipanti rispetto al 2017 e vede ritornare 16 gallerie e arrivarne 8 nuove. Quest’anno il progetto – organizzato da Choices, associazione fondata e diretta dal gallerista Marion Papillon – prevede, inoltre, una serie di programmi collaterali, tra cui inaugurazioni, conferenze, concerti, incontri, performance. Si rinnova, invece, per il secondo anno consecutivo, la partnership con Talking Galleries per la realizzazione di una giornata di conferenze. Il programma di Paris Gallery Weekend offre, poi, quattro diversi percorsi da seguire: uno sugli artisti storici, tra cui l’italiano Afro presentato dalla Tornabuoni Art; uno sulle grandi figure e i talenti affermati come l’ottantenne David Hockney; uno sulla generazione di artisti nati dopo il 1980, come il più giovane del gruppo, il britannico Oli Epp; e, infine, un itinerario che segue quattro mostre tematiche: sull’Outsider Art, sui grandi maestri europei del dopoguerra, sulle donne artiste e sui fiori primaverili. Eccone una selezione.

– Claudia Giraud

http://parisgalleryweekend.com/

1. GLI ARTISTI STORICI

Afro, Colle Ceco, 1962, mixed media on canvas, 125×160 cm. Courtesy Fondazione Archivio Afro

Tornabuoni, in attesa di far conoscere a ottobre al pubblico anglosassone uno dei più importanti artisti dell’arte astratta italiana con l’allestimento di 20 capolavori di Afro nella sua sede di Londra, presenterà ad aprile una retrospettiva dell’artista, nel cuore del Marais. La mostra, realizzata in collaborazione con la Fondazione Archivio Afro, presenterà opere dagli anni ’30 agli anni ’70 e l’ultima sala sarà dedicata ai disegni preparatori del monumentale affresco murale Il Giardino della Speranza, creato nel 1958 nella sede dell’UNESCO a Parigi. Il tutto documentato da un catalogo a cura di Philip Rylands, ex direttore della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia. In questa occasione sarà anche pubblicato uno studio sull’affresco dell’UNESCO di Anne Monfort, curatore del museo d’arte moderna della città di Parigi.

AFRO – Afro Libio Basaldella
Tornabuoni Art, Passage du Retz, 9 rue Charlot
www.tornabuoniart.com

2. LE GRANDI FIGURE E I TALENTI AFFERMATI

David Hockney Garden 2015. Collection of the artist. © David Hockney. Photo Richard Schmidt

Un anno dopo la trionfale retrospettiva itinerante alla Tate Britain di Londra, al Centro Pompidou di Parigi e al Metropolitan Museum di New York – che ne ha segnato l’ottantesimo compleanno -, David Hockney torna con una serie di disegni realizzati su iPad e iPhone. Oltre a questa mostra, che si tiene nelle sale di Teheran Street, la Galleria Lelong & Co. apre uno spazio aggiuntivo al 38 Avenue Matignon per presentare quattro nuovi autoritratti (realizzati su iPad) di uno dei massimi esponenti della Pop Art inglese e un’antologia di ritratti realizzati nel corso degli anni in varie tecniche. Al 30 rue Beaubourg, nell’ormai storico spazio della galleria, Galerie Templon presenta per la prima volta una spettacolare esibizione del grande maestro dell’espressionismo astratto americano Robert Motherwell (1915-1991). Mentre, per inaugurare una seconda sede di 600 metri quadrati a rue du Grenier Saint Lazare proprio nel mese di maggio, la galleria dà carta bianca al famoso artista / performer / coreografo Jan Fabre.

David Hockney – Pictures of Daily Life, new IPhone and IPad drawings
Galerie Lelong & Co,
13 rue de Téhéran e 38 avenue Matignon
www.galerie-lelong.com

Jan Fabre 1958 / Robert Motherwell
Templon, 30 rue Beaubourg e 28 rue du Grenier Saint-Lazare
www.templon.com

3. GENERAZIONE POST 1980

Oli Epp+Carpe+Diem

Segnaliamo il lavoro dell’artista più giovane presentato dalla galleria Semiose nell’ambito della Paris Gallery Week. Si chiama Oli Epp (Londra nel 1994) e realizza quadri autobiografici, a volte intimi, spesso irriverenti e tragicomici, con lo scopo di rivelare la commedia ridicola di certi rituali e comportamenti collettivi, riducendoli all’essenza attraverso la creazione di figure umane semplificate, che si prestano a una sorta di parodia del mondo reale, alla maniera dei fumetti. Oli Epp utilizza il linguaggio visivo dei marchi e oscilla tra graphic design e superfici dipinte per creare una confusione ottica, cercando di emulare il modo in cui le nostre vite reali e digitali si confondono.

Oli Epp – Epiphanies
Semiose, 54 rue Chapon
www.semiose.com

4. LE MOSTRE TEMATICHE

André MASSON (1896 1987), L’homme ivre (L’homme libre), 1962 Huile sur toile, 160 x 149 cm Courtesy Galerie Applicat Prazan, Paris © Adagp, Paris 2018

Applicat-Prazan presenta una collettiva di artisti europei del dopoguerra, dove spicca un dipinto di André Masson – membro del gruppo surrealista del 1924, influenzato dalle esperienze belliche e dalla scoperta di una dimensione lirica e onirica del reale – intitolato L’Homme ivre, realizzato nel 1962. Mentre la galleria Christian Berst, specializzata in art brut a partire dal 2005, presenta artisti che usano la scrittura per una varietà di scopi e di tecniche diversissime tra loro, la galleria Georges-Philippe & Nathalie Vallois sceglie di dare alla propria mostra un titolo tratto da uno dei capolavori del cinema francese, La Maman et la Putain, diretto nel 1973 da Jean Eustache. Un modo per irridere gli stereotipi di genere e, nello stesso tempo, smorzare i toni degli attuali dibattiti sulla questione femminile, lasciando emergere le sfumature sulle nette campiture di bianco e nero, attraverso le opere di artiste come Pilar Albarracín, Gérard Deschamps, Maria Isabel Rueda, Niki de Saint Phalle, Julia Wachtel. Infine, la galleria Papillon invita una decina di artisti a interpretare il fiore come forma e segno.

Grands peintres européens de l’après-guerre
Applicat-Prazan, 16 rue de Seine e 14 avenue Matignon
www.applicat-prazan.com

Do the write thing : read between the lines II
christian berst art brut, 3-5 passage des gravilliers
www.christianberst.com

La Maman et la Putain
Galerie Georges-Philippe & Nathalie Vallois, 33 et 36 rue de Seine
www.galerie-vallois.com

Fleurs Printemps
Galerie Papillon, 13 rue Chapon
www.galeriepapillonparis.com

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è Caporedattore Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica "Art Music" dedicata a tutti quei progetti dove il linguaggio musicale si interseca con quello delle arti visive. E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).