Il Museo d’arte contemporanea di Bordeaux licenza la direttrice María Inés Rodríguez. È polemica

Grande mobilitazione in Francia di artisti e direttori contro il licenziamento di María Inés Rodríguez, direttrice del CAPC Musée d’Art Contemporain di Bordeaux. L’amministrazione locale parla di scarsi risultati e ritmi di lavoro troppo serrati, ma gli intellettuali non ci stanno e denunciano una scelta sessista…

María Inés Rodríguez
María Inés Rodríguez

Sembra avviarsi alla conclusione con il peggiore epilogo possibile l’esperienza di María Inés Rodríguez (Colombia, 1968) alla direzione del CAPC Musée d’Art Contemporain di Bordeaux per incompatibilità definite insanabili con l’amministrazione locale. Eppure la nomina alla direzione del più importante museo cittadino per l’arte contemporanea della curatrice colombiana era stata accolta con grande enfasi all’inizio del 2014. Un licenziamento che si è materializzato alla vigilia dell’inaugurazione della mostra di Benoît Maire (Pessac, 1978), aperta al pubblico il 9 marzo, e che sembra ormai inevitabile.

LA NOMINA

Arrivata nel 2014 per sostituire Charlotte Laubard, appena nominata curatrice del Padiglione Svizzero alla Biennale di Venezia 2019, María Inés Rodríguez è stata scelta tra una rosa di candidati sia francesi che internazionali da una giuria di prim’ordine, composta da Alain Juppé, ex primo ministro ed attuale sindaco di Bordeaux, Marie-Christine Labourdette, direttrice de musées de France, Laurent Le Bon, Direttore del Centre Pompidou di Metz, Dirk Snauwaert, Direttore del Centre d’Art Contemporain di Bruxelles, Bernard de Montferrand, presidente del FRAC/Aquitaine e Régine de Boussac, presidente dell’associazione “Les Amis du CAPC”. Sulla scelta della Rodríguez ha pesato l’ottimo lavoro svolto come curatore capo del Museo Universitario de Arte Contemporáneo (MUAC) di Città del Messico e come curatrice al Jeu de Paume di Parigi.

I DISSIDI E IL MANCATO RINNOVO

Da quando si è installata alla direzione del museo, la Rodríguez ha dato una nuova disposizione alla collezione permanente e ha curato diverse mostre come le retrospettive dedicate a Beatriz Gonzalez, Alejandro Jodorowsky, Judy Chicago e Franz Erhard Walther, vincitore del Leone d’oro alla 57 ° Biennale di Venezia del 2017, oltre alla personale appena inaugurata di Benoît Maire. Sulla risoluzione del contratto pesa il netto calo di visitatori passati dai 140.000 del 2011 ai 90.000 del 2017, ma anche il clima non proprio favorevole all’interno del museo. Fabien Robert, vice sindaco di Bordeaux con delega alla cultura, ha rilasciato alcune dichiarazioni in tal senso denunciando le difficoltà segnalate dallo staff a lavorare con i ritmi imposti dalla direzione. In ogni caso, la fine dei rapporti tra il museo e la sua direttrice era già nell’aria visto che alla Rodríguez non è stato rinnovato, come da accordi, il contratto scaduto lo scorso febbraio.

IL SOSTEGNO DEGLI ALTRI DIRETTORI

Non sembrano credere alla versione del vicesindaco Robert, i 50 direttori ed artisti francesi ed internazionali che hanno scritto e firmato una lettera contro il licenziamento della Rodríguez, pubblicata da Libération. Personaggi di primo piano come Christian Boltanski, Caroline Bourgeois, curatrice della Collezione Pinault, Elena Filipovic, Direttrice della Kunsthalle Basel, Marta Gili, Direttrice del Jeu de Paume, Hou Hanru e Hans-Ulrich Obrist che hanno manifestato il pieno appoggio alla collega. Nella lettera, i firmatari denunciano lo scarso interesse dell’amministrazione locale per l’arte contemporanea e l’eccessiva ingerenza nella gestione del museo. La vera causa del licenziamento andrebbe ricercata nella volontà politica di trasformare il CAPC in una sorta di “vetrina pubblicitaria” che dia spazio e voce agli artisti locali. Infine, in un clima infuocato dal #MeToo e dalle vicende legate alle molestie subite dalle donne sul posto di lavoro, non manca la stoccata che denuncia il maschilismo dilagante del sistema dell’arte francese e lo scarso numero di donne che occupano posizioni dirigenziali.

      Mariacristina Ferraioli

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia, Marie Claire Maison, Le Quotidien de l'Art. Ha conseguito un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano, è docente a contratto presso diverse istituzioni e fa parte del team curatoriale di ArtLine, progetto d’arte pubblica del Comune di Milano nel parco di CityLife.