Luca Serra alle prese con l’indaco. A Genova

Galleria ABC Arte, Genova ‒ fino al 10 aprile 2018. I colori dei cieli di Spagna sono i protagonisti della pittura, quasi scultorea, di Luca Serra.

Luca Serra. Añil. Exhibition view at ABC Arte, Genova 2018. Photo Linda Kaiser
Luca Serra. Añil. Exhibition view at ABC Arte, Genova 2018. Photo Linda Kaiser

Nelle opere di Luca Serra (Bologna, 1962) si respira la terra di Spagna, quella in cui ha scelto di comporre i suoi lavori. Stare vicino ad Almería, a 40 chilometri da Tabernas, al limite dell’omonimo deserto in cui giravano gli Spaghetti Western, è particolarmente significativo per lui, che era abituato al capoluogo romagnolo “molto colloso e melassoso”.
Serra ricerca quella libertà di spirito che ti può dare il rapporto diretto con la natura e con le necessità più pratiche della vita. Il suo lavoro si basa molto su ciò che vede: una distesa di colline abbastanza brulle, cieli blu, un piacevole caldo, che evita al cervello di congelarsi.
Così, al contrario delle sue prime opere, sorta di lavagne grigie in gesso e grafite, ora il colore prevale. E Añil, non a caso, è la parola-chiave con la quale l’artista suggella la sua personale a Genova. Añil in spagnolo significa indaco, il blu che ha sempre affascinato Serra. Per lui non è tanto un titolo, ma attribuisce a questo termine le variazioni all’interno di un ciclo di opere.

COLORI MEDITERRANEI

Il suo lavoro è fondato sul trovare la differenza tra il progetto e l’oggetto finito. La preparazione è razionale e calcolata, perché Serra cosparge di catrame i pannelli sagomabili, poi si dedica alla composizione geometrica, interviene con la pittura e quindi con pigmenti polverosi. A questo punto, in una seconda fase che ne caratterizza la tecnica, incolla sul supporto una tela che stacca, strappandola e “rompendo i colori”, per dare un’autonomia al processo, renderlo reale. L’opera, così, è un altro-da-sé, un’epifania, un’imprevista sorpresa.
Parliamo di pittura, in quanto il risultato finale è un’immagine bidimensionale, ma la pratica di Serra si potrebbe anche accostare a quella di uno scultore che non ha forme, perché lavora sullo spessore soltanto nel backstage.
Guardando le sue opere, gli Añil o i Piár – storpiatura linguistica da parte della bambina di un suo amico, che deriva da limpiar, cioè pulire – e altri calchi in resina acrilica di pigmenti e polveri su tela, si può pensare a pezzi di muro, lacerti di costruzioni in fieri. Incoraggia questa lettura anche la cornicetta di apparenti mattoncini che l’artista usa in maniera funzionale come base, per equilibrare la composizione, dare un peso al lavoro, incrementarne l’estetica.
E in questi possibili orizzonti mediterranei, insieme all’ocra dei terreni assolati e al rosso del caucciù, l’añil diventa un gesto in se stesso: non è né cielo, né acqua, né terra, ma puro movimento.

Linda Kaiser

Evento correlato
Nome eventoLuca Serra - Añil
Vernissage26/01/2018 ore 18,30
Duratadal 26/01/2018 al 10/04/2018
AutoreLuca Serra
CuratoreFlaminio Gualdoni
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoABC ARTE
IndirizzoVia XX Settembre 11a (16121) - Genova - Liguria
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Linda Kaiser
Linda Kaiser (Genova, 1963) è laureata in Storia della critica d’arte all’Università di Genova, dottore di ricerca in Storia e critica dei beni artistici e ambientali all’Università di Milano, specializzata in Storia dell’arte contemporanea alla Scuola di Specializzazione in storia dell’arte dell’Università di Siena. È critico d’arte contemporanea, giornalista, fotografa e curatore. È specialista di Fluxus, Outsider Art, Mail Art, Arte Povera, Anacronismo, museologia e cultura d’impresa. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati (tra questi, Genova, Palazzo Ducale: “Arte Povera: la prima mostra”, 2012; “Andrei Molodkin. Transformers No. M208”, 2014). Ha tenuto seminari di arte presso le Università di Genova, Siena, Milano e Kassel. Già consulente scientifica di Assolombarda, ha contribuito a fondare nel 2001 a Milano l’Associazione Museimpresa. Ha ideato e curato l’Archivio Storico Riva a Sarnico (BG). Sta costruendo l’Archivio Storico Cressi a Genova. È autrice di monografie come “L’Anacronismo e il ritorno alla pittura. L’origine è la meta” (Silvana Editoriale, 2003) e della prima Guida Touring dedicata al “Turismo industriale in Italia. Arte, scienza, industria: musei e archivi d’impresa” (TCI, 2003). Pubblica servizi e foto su Artribune dal 2012; su altri periodici e portali scrive di arte, spettacoli, musica, cultura d’impresa, nautica, food & wine. Elabora e crede in modelli propositivi che promuovano una politica culturale interdisciplinare.