İnci Eviner e Zeynep Öz: padiglione turco tutto al femminile per la Biennale di Venezia 2019

La Turchia spesso sotto attacco dei media internazionali per la violazione dei diritti civili, sceglie due donne per il padiglione turco alla Biennale di Venezia 2019

İnci Eviner
İnci Eviner

Dopo avervi annunciato, appena qualche giorno fa, che sarà Charlotte Laubard, la storica dell’arte franco-svizzera, la curatrice del Padiglione svizzero alla Biennale di Venezia 2019, continuano le nostre analisi per iniziare a prefigurare come sarà la prossima Biennale delle Arti visive, targata Ralph Rugoff, che si terrà tra l’11 maggio e il 24 novembre 2019. È la volta della Turchia che annuncia che sarà İnci Eviner (Polatlı, Turchia, 1956), l’artista scelta per rappresentare il paese nella 58 edizione della manifestazione.

L’ARTISTA

İnci Eviner è un’artista sofisticata che parte dal disegno per elaborare opere complesse che spaziano dai dipinti ai video e alle performance. Un lavoro che ha una forte matrice politica e sociale con un’attenzione particolare alle dinamiche di funzionamento del potere e al ruolo della donna. Il contraltare è una ricerca consapevole della tradizione pittorica che sposa le nuove tecnologie con un impianto formale che si muove intorno alle diverse tipologie di percezione. La Eviner ha alle spalle una lunga carriera internazionale consacrata proprio dalla partecipazione alla Biennale di Venezia del 1997. Da allora ha preso parte a numerose biennali in giro per il mondo: da Shanghai (2008) ad Istanbul (2005 e 2013) a Salonicco (2013) fino alla recente partecipazione alla Biennale di Sharjah (2017), dove ha vinto lo Sharjah Biennial Prize.

IL PADIGLIONE TURCO

Il padiglione turco presso l’Arsenale sarà curato da Zeynep Öz, curatrice indipendente con all’attivo una serie di manifestazioni internazionali. Ha seguito i progetti fuori sede della Biennale di Istanbul del 2017 ed ha già collaborato con İnci Eviner durante la Biennale di Sharjah. Una scelta tutta al femminile in controtendenza rispetto ad un paese come la Turchia spesso contestato dall’opinione pubblica internazionale proprio per la scarsa attenzione nei confronti dei diritti civili delle minoranze e per la diseguaglianza di genere. Il Padiglione della Turchia alla Biennale di Venezia è coordinato e organizzato dalla Fondazione di Istanbul per la cultura e le arti (İKSV), che ha in gestione gli spazi all’Arsenale fino al 2034, dal Ministero degli Affari Esteri e del Ministero della Cultura e del Turismo ed è sponsorizzato dalla Fiat.

   Mariacristina Ferraioli

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia, Marie Claire Maison, Le Quotidien de l'Art. Ha conseguito un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano, è docente a contratto presso diverse istituzioni e fa parte del team curatoriale di ArtLine, progetto d’arte pubblica del Comune di Milano nel parco di CityLife.