Alta Sovversione: l’evento di Fabrica dedicato a chi vuole cambiare le regole

Disobbedienti, rivoluzionari, agenti del cambiamento. Un meeting di tre giorni presso Fabrica, il centro di ricerca Benetton in provincia di Treviso, vuole mettere al centro del dibattito il tema della sovversione. Con oltre 50 ospiti da tutto il mondo

Emily James
Emily James

Tre giorni dedicati al tema della sovversione. Fabrica, il centro di ricerca sulla comunicazione e la creatività targato Benetton, ospiterà dal 23 al 25 marzo nella sua sede di Villorba, in provincia di Treviso, una serie di eventi che vedranno protagonisti “i cambia-regole, i produttori di cambiamento e i ribaltatori di professione”. Alta Sovversione, questo il titolo del progetto, può contare sulla presenza di oltre 50 ospiti internazionali provenienti dai settori più disparati: arte, design, cinema, pubblicità, cibo, politica, economia, architettura e media. Obiettivo del meeting? Ridiscutere il significato della parola sovversione, identificare le sue varie declinazioni e valorizzare il suo ruolo come trigger del cambiamento e dell’innovazione. Un tema, questo, che sta diventando sempre più presente nei palinsesti degli eventi culturali internazionali; basti pensare all’istituzione da parte del MIT di Boston, altro centro d’eccellenza creativo mondiale, di un premio di 250mila dollari per la disobbedienza civile, il Disobedience Award, assegnato nel 2017 a Mona Hanna-Attisha e Marc Edwards, due scienziati diventati attivisti per far conoscere i pericoli dell’avvelenamento dell’acqua a Flint, in Michigan.

Adbusters
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DALL’ARTE ALLA POLITICA

Tra i tanti invitati all’evento c’è ad esempio la fotografa inglese Alison Jackson, che da anni realizza fotografie dissacranti che sembrano ritrarre celebrità e capi di stato (Lady Diana, la Regina Elisabetta, Donald Trump) in atteggiamenti e situazioni private. I suoi scatti, prodotti utilizzando dei sosia e molta post-produzione, costituiscono una riflessione sul tema della celebrità e del potere nel mondo contemporaneo, ma anche sulla natura ingannevole delle immagini nell’era della manipolazione digitale e delle fake news. A rappresentare la sovversione nel mondo dell’arte contemporanea ci sarà anche Liv Wynter, l’artista e attivista britannica che lo scorso 8 marzo ha deciso di rinunciare alla sua residenza d’artista presso un museo prestigioso come Tate per protestare contro le disuguaglianze occulte all’interno della celebre istituzione. Tra gli altri speaker previsti: Cameron Sinclair, responsabile dell’innovazione sociale presso Airbnb; Marco Cappato, esponente dei Radicali e dell’Associazione Luca Coscioni che recentemente si è autodenunciato per aver aiutato Dj Fabo a raggiungere la Svizzera per sottoporsi al suicidio assistito, e il regista Jerome Clement Wilz che presenterà “Horse Being”, un documentario su Karen, transgender ed ex insegnante, e il suo strano desiderio di trasformarsi in un cavallo. Alta Sovversione è un’attività di Fabrica Circus, un ciclo di incontri sulla comunicazione moderna e un luogo di sperimentazione e resistenza culturale che vuole suscitare domande e mettere al centro “l’arte del fare”.

– Valentina Tanni

www.fabrica.it

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.
  • http://www.athanor-arte.com Domenico Ghin

    Curioso che questo meeting si svolga presso Fabrica che è tutto tranne sovversione e ribaltamento .