Visione e suono. Chelpa Ferro a Milano

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Marsèlleria, Milano ‒ fino al 2 marzo 2018. Il trio artistico brasiliano Chelpa Ferro porta a Milano un’installazione al confine tra visione e suono. Oltrepassando i limiti del tempo.

Dopo la presentazione alla Sprovieri Gallery di Londra nel 2017, la mostra Spacemen/Cavemen del trio artistico brasiliano Chelpa Ferro (Barrão, Luiz Zerbini e Sergio Mekler) approda in Italia da Marsèlleria, spazio espositivo del concept store Marsèll Paradise Milano. L’installazione fonde la dimensione visiva con quella sonora: tre amache, un trasmettitore di suoni e un emettitore di luci sono sospesi a qualche centimetro da terra e connessi tra loro senza soluzione di continuità. La luce comunica con il suono e segue il suo ritmo. L’ambiente sembra un accampamento extra-dimensionale senza tempo, un “Retro-Future” dove elementi sincretici si mescolano e dialogano con un linguaggio universale. L’opera è realizzata con materiali vintage e di recupero, trapiantati con elementi hi-tech e contemporanei, volti alla sperimentazione e all’espansione di un nuovo universo sonoro.

Martina Massimilla

 

Evento correlato
Nome eventoChelpa Ferro - Spacemen/Cavemen
Vernissage18/01/2018 ore 19
Duratadal 18/01/2018 al 02/03/2018
AutoreChelpa Ferro
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoMARSÈLLERIA
Indirizzovia privata Rezia 2 - Milano - Lombardia
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Martina Massimilla
Martina Massimilla è un’archivista e critica d’arte. Frequenta l’Università degli Studi di Firenze laureandosi in Lettere Moderne (laurea triennale) e poi in Scienze Archivistiche e Biblioteconomiche (laurea magistrale) con una tesi sullo storico lucchese Guglielmo Lera. Iscritta nell’Elenco dei professionisti della Provincia di Lucca nella categoria “Archivisti e catalogatori dei beni librari e documentari e conservatori dei beni culturali”, svolge le sue prime esperienze professionali presso l’Archivio di Stato di Lucca e poi presso il Gabinetto Vieusseux (Palazzo Strozzi, Firenze). Continua il suo percorso professionale specializzandosi negli archivi di moda, partecipando alla digitalizzazione dell’Archivio Gucci presso l’omonimo museo in Piazza della Signoria a Firenze, per poi spostarsi a Roma, lavorando presso l’Archivio Valentino, dove si è occupata della digitalizzazione e metadatazione della rassegna stampa. Ha conseguito un Master in Curatorial Management presso l’Istituto Marangoni di Firenze e dal 2016 è contributing author per Artribune.