Ecco come sarà la nuova GAMeC di Bergamo diretta da Lorenzo Giusti. I dettagli

Presentato alla GAMeC di Bergamo il programma 2018 del museo. Mostre, progetti sperimentali, collaborazioni per l’istituzione che inaugura l’era Giusti puntando in primis sulla sua collezione e il rapporto con il territorio.

Lorenzo Giusti

Rinnovamento: è questa la parola su cui ruota la programmazione della GAMeC di Bergamo 2018. E non potrebbe essere diversamente con la nuova direzione di Lorenzo Giusti (Prato, 1977), insidiatosi appena un mese fa al posto di Giacinto di Pietrantonio che ha guidato l’istituzione quasi vent’anni. Un programma fittissimo che punta sulla sperimentazione dei linguaggi del contemporaneo e sulla multidisciplinarietà, ma anche sulla collezione e sul territorio. Vediamone i dettagli.

LE LINEE GUIDA

Rinnovamento sì, ma nel rispetto della vocazione naturale della GAMeC alla sperimentazione e alla collaborazione: sembrano essere queste le linee guida su cui si muove il progetto culturale di Lorenzo Giusti coerentemente con quanto annunciato nell’intervista rilasciata ad Artribune dal neo direttore. Che lascia intravedere una continuità con la direzione precedente soprattutto nei termini della sperimentazione dei linguaggi. “La GAMeC è sempre stata un punto di riferimento per i curatori e gli artisti italiani”, sottolinea Lorenzo Giusti in conferenza stampa, “perché ha contribuito allo sviluppo del sistema del contemporaneo nel nostro paese grazie anche alla capacità di trasformare in punti di forza le sue dimensioni contenute e il fatto di essere decentrata rispetto ai grandi poli nazionali. La GAMeC ora si rinnova, come è fisiologico che sia, ma siamo intenzionati a valorizzare un’eredità così viva per raggiungere nuovi e ambiziosi obiettivi di crescita e centralità nazionale e internazionale”.

LE MOSTRE

Un programma fitto di mostre dentro e fuori le mura della GAMeC. Durante l’estate – una delle grandi novità – la Sala delle Capriate di Palazzo della Ragione in Città Alta diventerà una sede esterna della Galleria, gestita dall’istituzione e legata al suo calendario espositivo. La prima mostra ospitata nella Sala delle Capriate sarà una personale, la prima in Italia, dello scultore americano Gary Kuehn (Plainfield, New Jersey, 1939), curata da Lorenzo Giusti. Per la mostra lo spazio sarà completamente svuotato di tutti gli arredi e le suppellettili per permettere alle opere Kuehn di dialogare con lo spazio. La mostra proseguirà alla GAMeC – che, novità assoluta, resterà aperta anche in agosto – dove saranno messi in relazione dialettica sculture, pitture e disegni dell’artista americano. In parallelo lo Spazio Zero della Galleria ospiterà la mostra Enchanted Bodies / Fetish for Freedom, a cura di Bernardo Mosqueira, vincitore della nona edizione del Premio Lorenzo Bonaldi per l’Arte, che dal 2003 viene conferito ad un curatore under 30. Il progetto riunirà le opere di 16 artisti internazionali”, racconta Giusti, “ispirate dal tema dell’esilio o dell’essere migranti. Tutti gli artisti coinvolti – da Abbas Akhavan a Tania Bruguera, da Danh Vō ad Haegue Yang – sono accomunati dall’esperienza della lontananza dal luogo di nascita, in quanto migranti temporanei, nomadi oppure profughi, deportati o esiliati”.

LE SCUOLE CURATORIALI

Saranno, inoltre, presentati i due progetti vincitori della sezione “Scuole curatoriali” del Premio, che metteranno in relazione i lavori di artisti contemporanei con alcune opere chiave della Collezione della Galleria. Siate Misteriosi di Luca Gennati, centrata sull’opera Le uova sul libro di Felice Casorati, e Linee di forza + varie sensazioni di Martina Sabbadini, che prende spunto dall’opera di Giacomo Balla Linee forze di paesaggio, saranno ospitati nello Spazio Caleidoscopio da marzo a maggio 2018. In autunno, infine, ci sarà la mostra Black Hole. Arte e matericità tra informe e invisibile, la prima di tre importanti eventi espositivi, a cura di Lorenzo Giusti e Sara Fumagalli, contraddistinti dalla presenza di autori e opere di generazioni diverse, dalle avanguardie del Novecento al contemporaneo, rivolgerà lo sguardo ai lavori di quegli artisti che hanno interpretato la materia come un elemento originario.

LA COLLEZIONE IMPERMANENTE

Una parte consistente del lavoro nel prossimo triennio sarà basato sulla collezione del museo, vista non come un “punto fisso”, ma concepita come elemento fondamentale del nuovo programma culturale impostato da Lorenzo Giusti. Da qui nasce nasce La Collezione Impermanente, a cura di Valentina Gervasoni e Fabrizia Previtali una piattaforma di ricerca espositiva che intende mostrare la dinamicità della collezione. “La Collezione Impermanente”, racconta Giusti “sarà uno strumento di ricerca sul patrimonio custodito, uno spazio di riflessione sul collezionismo e sulle politiche istituzionali di acquisizione e un terreno di sperimentazione curatoriale propedeutico all’apertura della nuova sede della Galleria, prevista per il 2021, e all’acquisizione di nuovi nuclei di opere per la città”. Il lancio della piattaforma, sarà affidato all’artista rumeno Dan Perjovschi (Sibiu, 1961), invitato a progettare una provocatoria campagna pubblicitaria per gli spazi cittadini e per i canali social della Galleria, sulla crisi del modello tradizionale di museo legato alle collezioni e sulla trasformazione delle istituzioni culturali in spazi per eventi tendenti alla spettacolarizzazione.

IL PUBLIC PROGRAM

Non solo mostre, ma spazio anche ad eventi, conferenze, dibattiti. Molto interessante è il Public Program, aperto al pubblico e nato dalla collaborazione tra GAMeC e Accademia di Belle Arti G. Carrara di Bergamo. A partire da marzo il programma utilizzerà il format dell’“artist talk”, con artisti di generazioni e provenienze diverse come Patrick Tuttofuoco, Giuseppe Gabellone, Silvia Calderoni e Ilenia Caleo (Motus), Michel Blazy, Michael Hoepfner, Riccardo Baruzzi che dialogheranno con i docenti dell’Accademia. Nella seconda parte dell’anno, in contemporanea con la mostra Black Hole. Arte e matericità tra informe e invisibile e in concomitanza con l’apertura del nuovo anno accademico, il Public Program avrà invece carattere interdisciplinare e rifletterà, in maniera trasversale, sul tema della materia e sul rapporto tra arti visive e scienza.

IL NUOVO LOGO

Il nuovo corso della GAMeC è indicato anche dalla creazione di un nuovo logo e di una veste grafica aggiornata che caratterizzeranno la comunicazione della Galleria in tutte le sue declinazioni, coinvolgendo anche gli spazi espositivi, il cortile e la Piazza Carrara, che è recentemente riqualificata. Il nuovo logo, che è stato ideato dallo Studio Temp di Bergamo, presenta la e minuscola quasi fosse un anello di congiunzione tra la M di moderno e la C di contemporaneo.

– Mariacristina Ferraioli

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia, Marie Claire Maison, Le Quotidien de l'Art. Ha conseguito un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano, è docente a contratto presso diverse istituzioni e fa parte del team curatoriale di ArtLine, progetto d’arte pubblica del Comune di Milano nel parco di CityLife.