Tutto sta nell’ipotalamo. Dario D’Aronco a Roma

Galleria Mario Iannelli, Roma ‒ fino al 28 febbraio 2018. Passaggio romano per un artista italiano attivo soprattutto in Olanda. Tra il mistico e il distopico, una riflessione fuori dal tempo chiama in causa fossili e software, corpo e tecnologia.

Finalmente un artista italiano per la Galleria Mario Iannelli, tra le più interessanti della Capitale. Si tratta di Dario D’Aronco (Roma, 1980; vive a Rotterdam), attivo soprattutto in Olanda. D’Aronco merita attenzione. La sua vena cosmico-concettuale lo lancia in territori meno battuti di quanto si pensi, nel solco della grande lezione di Gino De Dominicis, con vista sul distopico d’oggi. Delle opere in mostra intriga in particolare una scultura, in cui una sottile asta (chi non ricorda quella della Calamita cosmica?) fa tutt’uno con una riproduzione dell’ipotalamo. L’ipotalamo, bios dei nostri processi decisionali, è uno straniante “oggetto” insieme alieno e primigenio. Lo è pure l’ammonite, che è un fossile – un tempo considerato riconducibile a un serpente ancestrale – talmente ritorto da apparire indivisibile. Al cospetto di essi c’è il nostro corpo esteriore (volto, mani), “perfezionabile” in senso simmetrico per mezzo di un semplice software.

Pericle Guaglianone

Evento correlato
Nome eventoDario D'Aronco - Internal Models
Vernissage07/12/2017 ore 18.30
Duratadal 07/12/2017 al 28/02/2018
AutoreDario D'Aronco
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoGALLERIA MARIO IANNELLI
IndirizzoVia Flaminia 380 00196 - Roma - Lazio
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Pericle Guaglianone
Pericle Guaglianone è nato a Roma negli anni ’70. Da bambino riusciva a riconoscere tutte le automobili dalla forma dei fanali accesi la notte. Gli piacevano tanto anche gli atlanti, li studiava ore e ore. Le bandiere erano un’altra sua passione. Ha una laurea in storia dell’arte (versante arte contemporanea) ma è convinto che nessuna immagine sia paragonabile per bellezza a una carta geografica. Da qualche anno scrive appunto di arte contemporanea e ha curato delle mostre. Ha un blog di musica ma è un pretesto per ingrandire copertine di dischi. Appena può si fionda in qualche isola greca. Ne avrà visitate una trentina.