Villa Croce riparte da Genova. Il neodirettore Antonelli punta su famosi locali e internazionali

Vanessa Beecroft e Giulio Paolini, il collettivo Claire Fontaine: il nuovo programma del museo genovese mescola locale e globale per aumentare la partecipazione dei cittadini e rivascolarizzare un tessuto culturale locale un po’ appannato.

Villa Croce, Genova
Villa Croce, Genova

Frugalità e bling bling, terza età e ricerca tecnologica: il Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce, all’inizio di una nuova fase sotto le cure del giornalista e manager culturale Carlo Antonelli, prova a ricucire il legame con il pubblico prendendo due elementi caratterizzanti della città – dal punto di vista demografico e nell’immaginario che i “foresti” tendono ad associare ai liguri – e cambiandoli di segno grazie anche al confronto coi loro opposti. La sfida che si presenta al nuovo curatore è quella di incrementare la frequentazione, non ottimale negli ultimi anni, riportando i cittadini nelle sale della dimora del secondo Ottocento affacciata sul mare, senza però disperdere il capitale di credibilità accumulato in passato. La strategia per vincerla è ripartire dalla città con un programma, parziale poiché riguarda soltanto le mostre temporanee allestite al primo piano della dimora storica nell’arco dei prossimi dodici mesi e alcune iniziative collaterali, fortemente Genovacentrico nonostante la partecipazione di alcuni artisti internazionali.

LA CITTÀ PIÙ ANZIANA AL MONDO

“La nostra città è la più anziana al mondo, con il 40 per cento circa di over 65” ha ricordato Antonelli durante la conferenza stampa di presentazione della nuova stagione “Questo dato apparentemente respingente può diventare un punto di forza, l’opportunità per riflettere sulle manifestazioni creative nella quarta età della vita”. Così, la mostra-manifesto del nuovo corso del museo (Vita, morte, miracoli. L’arte della longevità, dal 20 febbraio) associa alle opere di artisti particolarmente longevi e tutt’ora in attività, da Renata Boero a Franco Mazzucchelli, una serie di estensioni narrative e di interventi scientifici sul tema approfittando della presenza sul territorio di eccellenze nazionali come l’Istituto Italiano di Tecnologia. La propensione dei genovesi al risparmio, oggetto di tante barzellette, unita al fatto che in città venne istituito uno dei primi istituti bancari al mondo, la Casa delle compere e dei banchi di San Giorgio, fornisce il pretesto per una personale di Claire Fontaine, collettivo che da anni ha messo al centro della sua ricerca il concetto di “valore” (Questi fantasmi. Apparizione e scomparsa del valore, dal 9 maggio). A fare da necessario contrappunto a questa indagine della frugalità arriva, in estate, un festival dedicato alla “bella vita” e ai fasti della Riviera, intesa come arco geografico da La Spezia a Montecarlo e Nizza, organizzato anche con l’intento di saldare una rete, in costruzione, tra luoghi analoghi sparsi lungo la costa, ville che ospitano centri artistici e che potrebbero rilanciare la Liguria come meta di turismo culturale (Riviera! Meraviglie della bella vita, dal 21 giugno al 21 luglio).

LE TESTE DI SERIE: DA BEECROFT A PAOLINI

Tra gli eventi principali del festival, una mostra di Vanessa Beecroft basata su una serie di ritratti fotografici dei figli dell’artista e di scene di vita familiare. I piatti forti dell’autunno saranno il ritorno in città dopo 25 anni di uno dei protagonisti dell’arte contemporanea, Giulio Paolini, nato a Genova, con un remake della mostra in 8 tappe realizzata nel 1993, ripensata per gli spazi del museo (1993 Locus solus | Fuori luogo 2018, dal 6 ottobre), e la prima personale italiana dell’artista spagnola Dora Garcìa sulle tracce di un leggendario soggiorno e di alcune performances poco conosciute di Jack Smith realizzate a Genova negli anni Ottanta (Real artist don’t have teeths, dal 13 dicembre). Il Museo parteciperà anche con iniziative proprie gestite in collaborazione con ospiti speciali alle kermesse cittadine, per esempio con un happening dedicato alla rivista di Maurizio Cattelan Toilet Paper durante il Salone Nautico o con un “Art Test Fest” dedicato alle intersezioni tra la ricerca scientifica e quella creativa durante il Festival della Scienza.

– Giulia Marani

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Giulia Marani
Giornalista pubblicista, vive a Milano. Scrive per riviste italiane e straniere e si occupa della promozione di progetti editoriali e culturali. Dopo la laurea in Comunicazione alla Statale di Milano si specializza in editoria a Paris X-Nanterre. La passione per l’universo del progetto nasce proprio a Parigi, dove lavora nella redazione della rivista Architectures à vivre (dal 2007 al 2012) e partecipa al lancio di EcologiK, la prima rivista francese dedicata alla progettazione ecoresponsabile. Collabora con Artribune dal 2013 e coordina le pagine dedicate al design da gennaio 2019.