Menabrea Art Prize: Sara Enrico vince il premio promosso dal birrificio piemontese

È Sara Enrico la vincitrice del Menabrea Art Prize 2017, il premio annuale promosso dal noto birrificio piemontese e da Untitled Association per promuovere gli artisti emergenti. L’etichetta pensata da Enrico per le bottiglie di birra Menabrea è ispirata al romanzo di Gustave Flaubert “Madame Bovary”

Sara Enrico, opera per il Menabrea Art Prize 2017
Sara Enrico, opera per il Menabrea Art Prize 2017

“La cosa principale che ho imparato nel corso degli anni è che il MacGuffin non è niente. Sono convinto di questo, ma trovo veramente difficile dimostrarlo agli altri”. Con queste parole il “maestro del brivido” Alfred Hitchcock definiva il MacGuffin, un termine coniato proprio dal celebre regista hollywoodiano con cui indicava, all’interno dei suoi film, l’oggetto che funge da “motore virtuale e pretestuoso di un intrigo”. MacGuffin celebri, nell’iconografia cinematografica, sono valigette, pacchi, buste, tutti oggetti attorno a cui ruota, realmente o in apparenza, l’intera trama della pellicola. Prendendo spunto dalla citazione di Hitchcock, il concept della settima edizione del Menabrea Art Prize – il premio promosso dalla casa birraria Menabrea – è ispirato proprio al MacGuffin, e tra le etichette presentate al concorso influenzate dal tema dell’oggetto hitchcockiano, ha vinto quella realizzata dall’artista Sara Enrico.

L’OPERA VINCITRICE

L’etichetta pensata da Sara Enrico per le bottiglie di birra Menabrea – storico birrificio fondato a Biella nel 1874 che da sette anni, in collaborazione con Untitled Association, promuove e sviluppa progetti legati all’arte contemporanea attraverso il suo Art Prize “per valorizzare il talento degli artisti emergenti” – è ispirata a Madame Bovary, il romanzo scritto nel 1856 da Gustave Flaubert. L’artista infatti ha rappresentato la sua idea di MacGuffin sottoforma di guanto, indumento indossato da Madame Bovary che nel romanzo assume diversi ruoli, da oggetto di seduzione a strumento di sfida.

CHI È SARA ENRICO

Dopo gli studi in decorazione e restauro di dipinti antichi, Sara Enrico (Biella, 1979) ha proseguito la sua formazione con il Corso Avanzato di Arti Visive della Fondazione Ratti di Como. È una delle due vincitrici del Premio New York 2017-2018 bandito dal Ministero degli Affari Esteri, dall’Istituto Italiano di Cultura a New York e dall’Italian Academy – Columbia University per gli artisti italiani emergenti. Le sue opere sono state esposte in musei, fondazioni e spazi indipendenti. È stata co-fondatrice di Laboratorio del Dubbio (2016) e membro di Progetto Diogene (2008-2012).

I FINALISTI, LA GIURIA E I PREMI

L’etichetta di Sara Enrico è stata selezionata tra le proposte di Gaia Di Lorenzo (Roma, 1991), Alessandro Di Pietro (Milano, 1987), Andrea Polichetti (Roma, 1989) e Marta Ravasi (Milano, 1987) da una giuria presieduta da Edoardo Bonaspetti (curatore, Milano) e composta da Francesco Simeti (artista, New York), Mauro De Iorio (collezionista, Verona), Emanuel Layr (gallerista, Vienna/Roma), Paola Maina (ufficio stampa Birra Menabrea, Torino) e Danilo Ruggiero (presidente Untitled Association, Roma). Enrico si aggiudica un contributo in denaro e la possibilità di realizzare e pubblicare un libro d’artista o un’edizione in collaborazione con CURA.BOOKS e Untitled Association.

– Desirée Maida

www.birramenabrea.com
www.untitled-association.org

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.