Da gennaio a maggio. Ecco le Biennali da non perdere nella prossima stagione

5 appuntamenti da non perdere per gli art addicts che seguono inesorabilmente la carovana dell’arte. Da New York all’Africa, fino alla Romania, le Biennali da segnarsi in agenda per i primi mesi del 2018.

Yvonne Farrell, Shelley McNamara, Paolo Baratta_Photo by Andrea Avezzu'_Courtesy of La Biennale di Venezia
Yvonne Farrell, Shelley McNamara, Paolo Baratta_Photo by Andrea Avezzu’_Courtesy of La Biennale di Venezia

Abbiamo già lungamente presentato la prossima edizione della Biennale Architettura di Venezia, curata dal duo irlandese Yvonne Farrell e Shelley McNamara, così come la mostra di Yinchuan, in Cina, diretta da Marco Scotini (di cui Artribune ha offerto una lunga anticipazione). Ma cosa accade nel resto del mondo in tema di Biennali? Abbiamo selezionato per voi cinque appuntamenti da non perdere tra gennaio e maggio 2018, in Europa, in Africa, Sud America e Stati Uniti. Si parte dalla Triennale del New Museum di New York e si arriva fino a Bucarest. L’Italia, però e purtroppo, non brilla per la partecipazione dei propri artisti in queste importanti occasioni. Ecco tutti i dettagli.

Santa Nastro

1. LARGO AI GIOVANI, LA TRIENNALE DEL NEW MUSEUM DI NEW YORK

New Museum New York

Parte dalla Grande Mela la carovana dell’arte, con questa mostra ricorrente nata nel 2009 grazie a Lauren Cornell, Laura Hoptman, oggi al MoMa, e Massimiliano Gioni, oggi direttore artistico del New Museum, sotto il titolo Younger than Jesus, a indicare l’età anagrafica degli artisti coinvolti e con l’obiettivo, salvaguardato nelle edizioni successive, di dare voce agli artisti emergenti, protagonisti di domani. Nel 2012 la Triennale è stata curata da Eungie Joo con il concept The Ungovernables, mentre la terza, Surround Audience, nel 2015, ha rivisto Lauren Cornell in azione con Ryan Trecartin, Sara O’ Keeffe e Helga Christoffersen. Nel 2018 saranno invece Gary Carrion-Murayari e Alex Gartenfeld i curatori e il tema Songs for Sabotage, uno statement abbastanza inequivocabile che propone una selezione di 30 artisti da 19 nazioni, molti dei quali espongono per la prima volta negli Stati Uniti. Nessuno dall’Italia però. Tra questi Janiva Ellis (1987) di Oakland, Cian Dayrit di Manila (1989), il collettivo Kernel, originario di Atene, Daniela Ortiz (1985, Cusco, Perù), l’algerina Lydia Ourahmane, tra i più giovani (è nata nel 1992), Wong Ping di Hong Kong, Julia Phillips di Amburgo, Manuel Solano di Mexico City. L’inaugurazione è prevista per il 13 febbraio 2018.

https://www.newmuseum.org/

2. SIDNEY: DAL GIAPPONE ALL’AUSTRALIA. SENZA PASSARE IN ITALIA

20. edizione della Biennale di Sydney

Apre al pubblico il 16 marzo la Biennale di Sydney curata dalla giapponese Mami Kataoka, alla guida del Mori Art Museum di Tokyo a Roppongi Hills fin dal 2003 e una delle figure chiave dell’arte contemporanea in Sol Levante. La sua Biennale australiana, giunta alla 21. edizione, si intitolerà Superposition: Equilibrium & Engagement e presenterà una selezione, multidisciplinare e intragenerazionale, di 70 artisti, aprendo con una conversazione tra la curatrice e Ai Weiwei e la proiezione del film, già presentato a Venezia, Human Flow, per la prima volta nel Nuovissimo Mondo. Tra gli artisti selezionati Eija-Liisa Ahtila, Sydney Ball, Marc Bauer, Tiffany Chung, Ryan Gander. Unico italiano, Luciano Fabro.

https://www.biennaleofsydney.com.au/

3. E IN BRASILE….

Erika Verzutti, Venus Yogi, 2013. Exhibition view: 9th Mercosul Biennial, Porto Alegre, Rio Grande do Sul. From left: Participants in the event with mediator Martha Stone Jacondino. Photo: indicefoto

Nata nel 1994 in Brasile la Mercosul Biennale è stata ideata da Maria Benites Moreno, con il sostegno di un gruppo d’artisti, per dare visibilità all’arte contemporanea Latinoamericana. Giunta alla 11. edizione che inaugurerà a Porto Alegre il 6 aprile, con la curatela di Alfons Hug e Paula Borghi, si intitolerà O Triângulo do Atlântico, riferendosi alle origini dei Gauchos, un melting pot di culture, religioni e provenienze, tra Europa, Africa e Sud America, con le rispettive influenze sull’arte contemporanea. La lista degli artisti è ancora top-secret, ma si sa che grande rilevanza avrà il continente africano.

http://www.fundacaobienal.art.br/

4. ARTE CONTEMPORANEA IN AFRICA

Dak’art 2016 – Jems Robert Koko Bi

Anche l’Africa ha la sua Biennale: inaugura il 3 maggio l’edizione numero 13 della Biennale di Dakar, in Senegal, nata con il nome di Dak’art. Diretta da Simon Njami, nato nel 1962 a Losanna, scrittore, curatore indipendente, critico e saggista, fondatore della rivista Revue Noire, un giornale sull’Africa contemporanea e l’arte non occidentale, la mostra si avvale di Elvira Dyangani Ose, Marisol Rodriguez, Bonaventure Soh Bejeng Ndikung, Alya Sebti, Hou Hanru, in qualità di guest curator. Il titolo The Red Hour è preso in prestito dal dramma in versi di Aimé Cèisare, Et les chiens se taisaient (E i cani tacevano). Gli artisti provengono dall’Africa, dalla Francia, dagli Stati Uniti, da Cuba, dalla Jamaica, dal Brasile e sono 75. Tra questi, Ghada Amer, Frances Goodman, Glenda Leon, Kara Walker e Silva.

http://biennaledakar.org/

5. TURISMO E ARTE A BRUGES

Tomas Saraceno, Aerocene

Sta investendo tanto nella promozione della città attraverso la cultura la cittadina di Bruges in Belgio. Tanto da aver creato la Triennale d’Arte e Architettura, che inaugurerà il 5 maggio sotto il titolo Liquid City. Gli invitati dovranno infatti interagire con lo spazio pubblico, con sedi nel centro storico. Ecco perché gli autori scelti dai curatori Till-Holger Borchert e Michel Dewilde non sono tantissimi (solo 15), anche se provengono da tutto il mondo. Tra questi il belga Wesley Meuris, Roxy Paine (Usa), raumlabor (Germania), Tomàs Saraceno (Argentina), selgascano (Spagna).

https://www.triennalebrugge.be/en

6. HIGHLIGHTS SU BUCAREST

Adelita Husni-Bey. Photo Andrea Artemisio

In Romania, il 26 maggio, nella Capitale, inaugura la Biennale di Bucarest, curata quest’anno dalla turca Beral Madra e dal critico, curatore e attivista politico romeno Răzvan Ion. Il concept pone diversi problemi del presente, tra realtà e immaginazione – Cosa stiamo costruendo? Qual è la differenza tra una fiaba in occidente e una fiaba in oriente? -, tra politica, cultura pop, sfere di influenza, guerra fredda e così via. Ci si muove attraverso un’onda fluida che parte dalla storia sociale e architettonica di Bucarest e guarda all’universale. Gli artisti? Sono 20. Tra questi, l’italiana Adelita Husni-Bey.

http://www.bucharestbiennale.org/participants/

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.